#RWLion / Flash Rinascita #10

Daniele D'urso

Il Flash dei… pardon, il Kid Flash dei due mondi è un numero antologico, di rara ed emozionante bellezza. Un numero che piacerà a tutti gli appassionati del Fulmine Scarlatto. In poche pagine Joshua Williamson ripercorre decine e decine di anni di storia editoriale, omaggiando con piccoli richiami disseminati sullo sfondo di accadimenti  successi o che dovranno succedere. Un capitolo che ha quel sapore agro-dolce di famiglia. Una reunion di velocisti che ci ricorda come le trame legate al nuovo universo passino esattamente da Central City e dai suoi corridori.

Al centro di questo decimo capitolo troviamo l’originale Wally West, ora membro dei Teen Titans, che si presenta al suo corrispettivo. I due, nonostante il nuovo Kid Flash non conosca la reale identità del corridore, instaurano da subito un forte legame emotivo. Williamson ci propone una chiave di lettura ampia, ma già sviluppata nella tradizione del personaggio: l’utilizzo a scopo premonitore della forza della velocità. Come Rebirth ci ha dimostrato non è la prima volta che Barry Allen utilizza delle capacità extrasensoriali per leggere in anticipo lo sviluppo di alcune vicende. Senza entrare troppo nel merito sappiamo che le vicende legate alla scissione della realtà e alla conseguente nascita dei New 52 sono fortemente legati a questa testata. In questo numero il disegnatore è Jorge Corona che passerà nuovamente il testimone a Carmine Di Giandomenico.

Ogni trama è interconnessa. Lo sa bene Oliver Queen che non riesce a fuggire dai fantasmi del Nono Girone. L’isola sul quale è naufragato, con i suoi compagni, non è sicura, ma sotto le grinfie dell’organizzazione che sembrava esser stata debellata. Un capitolo particolare che vede una forte contrapposizione di coppia. Da una parte Oliver e Dinah, giovani e belli, legati dall’amore che brucia l’uno per l’altra. Dall’altra Ata e sua moglie Ana: i capi-tribù, da anni in conflitto per visioni completamente opposte sul futuro della loro gente. Benjamin Piercy riesce in poche pagine ha creare una storia, se pur solamente di passaggio, molto solida che contribuisce a rafforzare agli occhi del lettore il legame dei due protagonisti.

Chiudiamo con Aquaman alle prese con il suo ego. La minaccia che sta affrontando è fuori portata, ma il re di Atlantide è un uomo ferito nell’orgoglio che non ha nessuna volontà di scendere a compromessi. Dopo una parte iniziale molto prolissa le sorti di Arthur Curry stanno sterzando sul più classico story arc del fumetto supereroico. I rapporti con la League sono stati tagliati, per non parlare di quelli con il governo americano. Il popolo di Atlantide è in piena crisi, Meera è occupata ad essere degna della sua posizione. Aquaman non è mai stato cosi solo. Ogni sua convinzione è stata sgretolata dalla velocità degli eventi. Un eroe sull’orlo della fine che trova un ultimo e ispirato colpo di coda. Un numero semplice ma allo stesso tempo ben realizzato.

 

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