#RWLion / Flash Rinascita #13

Daniele D'urso

Giunge all’epilogo la breve story-arc ambientato nel Regno delle Ombre. Il capitolo finale della Velocità del Buio scritto dall’onnipresente Joshua Williamson e illustrato dal nostrano Davide Gianfelice porta il Velocista Scarlatto a una riflessione personale inaspettata. Un numero che pur essendo conclusivo si dimostra decisamente più introspettivo del previsto. La situazione critica trascina Flash e il nuovo membro dei Titans in un limbo di oscurità senza fine, dove il tempo e lo spazio sono piegati alla nuova realtà e gli eroi dovranno adeguarsi in fretta. Un circolo vizioso di alternanza tra luce e oscurità del quale tutti, nessun escluso, facciamo parte.

La luce intesa come amore, un amore che può essere universale o come nel caso specifico per una donna del nostre anti-eroe, e l’oscurità che scaturisce dentro di noi, dalle nostre paure e dalle nostre incertezze. Non esiste altro modo per sconfiggere i nostri mostri che portarli alla luce. Se pur con una marginale e abbastanza scontata trama di fondo questo breve arco risulta piacevole per via delle forti pressioni emotive a cui Flash dovrà sottoporsi.

Dopo la scomparsa di Meena per il corridore si riaffaccia nuovamente la possibilità di un futuro insieme ad Iris un futuro non semplice, come del resto non lo è mai stato. Contemporaneamente il rapporto tra Flash e la sua spalla va di pari passo con le loro avventure, i due sono in crescita e dopo un’iniziale difficoltà data dall’incomprensione le cose sembrano ristabilirsi per il meglio. Nonostante qualche strascico dovuto alla saga di Godspeed questo sembra un periodi positivo per l’eroe di Central City, un lasso di tempo tutto sommato tranquillo per riprogettare in totale indipendenza la propria vita.

Ma questa serenità quanto potrà durare?

Oliver Queen, Freccia Verde, i media, le industrie Queen…la partita per la conquista di Seattle è al varco.

Benjamin Percy, il demiurgo dietro il cappuccio verde sembra essersi superato, dopo le recenti avventure in giro per il globo è giunto il momento di tornare a casa in pompa magna. Questo tredicesimo numero di Freccia Verde ci consegna una storia matura dal sapore ‘milleriano’. Veicolare per bene l’impressione dei media, utilizzare il giudizio della popolazione e mettere in ballo integrità morale di un eroe non è mai un meccanismo semplice. Grazie anche all’aiuto delle fantastiche tavole di Otto Schmidt questo processo diventa più facile e con una resa magistrale.

Cogliere l’esatta essenza del personaggio, le sue battaglie sociali e il modo in cui opera attraverso un panorama cittadino come quello di Seattle da alle stampe qualcosa di accattivante e in grado di superare ogni aspettativa. Lo scambio di ruoli tra Oliver e la sua controparte mascherata assumono l’aspetto più profondo delle migliori spy-story, ma diversamente da le spie di ‘bondiana’ memoria qui tutto viene messo in ballo e sotto l’occhio attento e critico della popolazione. Colui che ama agire nell’ombra è sotto le luci della ribalta e ogni sua azione comporta una reazione.

Freccia verde deve curarsi di come e quando intervenire perché anche un passo falso può scatenare l’intera città. Lo scontro non solamente contro un nemico celato nell’oscurità, pronto ad incastrarlo, ma anche contro i pregiudizi della gente nei confronti dei vigilanti e ovviamente le opposizioni politiche. Mix letale per quella che si conferma la vera sorpresa post Rinascita.

Il diluvio si abbatte sugli Stati Uniti d’America. Il piano di Manta Nera e dell’organizzazione N.E.M.O. sta mettendo in crisi le due super potenze mondiali. L’una contro l’altra, i precedenti numeri erano stati una preparazione per questo momento fondamentale. Una crisi su scala mondiale.

Atlantide ora è il nemico numero uno per la nazione americana , e presto la sua risposta armata non tarderà ad arrivare. Se la testata di Aquaman era inizialmente stata scritta in maniera molto lenta e poco intraprendente lo dobbiamo anche a questo momento, in cui si concentra tutta la narrazione di Dan Abnett. Siamo al valico, il punto di non ritorno, a seconda di come si svolgeranno gli eventi nell’arco dei prossimi tre, quattro numeri potremo dare finalmente un giudizio complessivo al nuovo corso del re di Atlantide.


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