#RWLion / Flash Rinascita #14

Daniele D'urso

La nostra calda estate ci sta massacrando? Non temete a rinfrescarvi ci pensa Flash e il suo speciale natalizio. Il quattordicesimo numero, del bisettimanale più veloce che ci sia ci, ci porta direttamente alla vigilia di Natale, in un periodo dell’anno che con le temperature di questi giorni ci ricorda l’utopia. Flash si prende una pausa, per una sera Central City può aspettare, la sua vita sentimentale gli impone di staccare la spina. Ha bisogno di ricucire un vecchio legame che si è assopito.

Iris non è mai stata solamente un’amica per il vecchio Barry Allen, ed è giunto il momento, tra una pupazzo di neve e una cioccolata calda, che i due mettano in chiaro il proprio rapporto. Toccherà a Kid Flash sorvegliare la città da un pericoloso criminale, Catrame. Non tutti i cattivi compiono azioni spinti dall’irrefrenabile voglia di far del male, alcuni sono semplicemente costretti. Indagando, il giovane corridore troverà la motivazione che ha spinto Catrame ad agire e dovrà farsi trovare pronto per risolvere la situazione. Nel frattempo ci prepariamo al ritorno di una vecchia conoscenza del corridore scarlatto, qualcuno che in passato ha fatto molti più danni del quasi innocuo villian di turno.

Un filler che cerca di unire in maniera leggera le due story-line che attraversa, soffermandosi sulla vita travagliata di Barry e il dovere di Wally. Un simpatico tocco rinfrescante in questi giorni di afa.

Oliver Queen ha un legame viscerale, profondo con Seattle, la sua città natale, un rapporto che star per esser messo a dura prova. Come già avevamo visto durante lo scorso numero Freccia Verde è al centro di una serie di uccisioni, dall’incredibile risalto mediatico, volte a incastrarlo. Qualcuno di molto astuto e pericoloso sta cercando di screditare l’arciere di smeraldo. Tutte le prove sembrano volgere il dito contro l’eroe, che ignaro dell’identità del vero assassino, brancola nel buio. Nel frattempo la città è in fermento per l’elezione del nuovo sindaco e a sua insaputa Freccia Verde si troverà al centro della discussione politica. Un numero che aggiunge poco al suo predecessore ricalcandone i medesimi elementi narrativi, ma che sicuramente ne rinforza la solidità.

La guerra è attesa, paura, nervosismo. Lo sa molto bene Aquaman alle prese con un escalation senza precedenti. Il piano del N.E.M.O. ha colto nel segno, tra la nazione atlantidea e gli U.S.A., il conflitto è ai massimi storici. L’intervento dell’intera Justice League è servito a poco, la corsa agli armamenti non è stata bloccata e l’ennesima trappola ordina da Manta Nera e della sua organizzazione ha fatto sprofondare ogni speranza di pace nel baratro.

Contemporaneamente agli eventi che stanno lesionando l’immagine di Atlantide con il mondo, Mera è alle prese con un’antica profezia che esige un prezzo di sangue. Lontano dal suo amato e tra le grinfie delle Sorelle della Vedovanza la giovane aspirante regina è scossa, e il suo retaggio non facilità la situazione.

È chiaro come finalmente la story line scritta da Dan Abnett sia arrivata nella fase cruciale, la narrazione si sta spostando verso una conclusione definitiva degli eventi che comunque rimangono imprevedibili. Nonostante i primi dubbi iniziali, Aquaman sta superando la china con una storia avvincente, ma soprattutto affascinante, dove una sola superpotenza vincerà.


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