#RWLion / Flash Rinascita #19

Daniele D'urso

Messi alle spalle i problemi con i Nemici, una nuova minaccia si affaccia all’orizzonte per il duo di velocisti più rapido della DC Comics. Dal momento in cui Wally ha assunto la carica di Kid Flash, con relativa investitura, la sua vita è completamente cambiata. Tra i vari elementi portati a galla dal suo nuovo status, l’identità del padre biologico è sicuramente la più importante. Daniel West, noto criminale che ha vestito per un periodo persino il ruolo di anti-flash, considerato dal ragazzo uno zio è in realtà suo padre. In cerca della verità, Flash e la sua spalla partono per Belle Reve il penitenziario di massima sicurezza gestito direttamente da Amanda Waller. Tra insabbiamenti e menzogne ai velocisti viene preclusa la verità dal capo operativo dell’ A.R.G.U.S. Un ostacolo complicato ma sicuramente non insormontabile, qualcosa che complicherà i piani di Flash, un espediente che lo poterà fino in Australia alla ricerca di un vecchio nemico passato dalla parte della ‘legge’. Un numero di partenza che apre una nuova run dove vedremo all’opera il più giovane dei velocisti in cerca delle proprie origini.

Il rapporto tra Roy Harper e Oliver Queen non è mai stato dei più idilliaci. L’iconica spalla di Freccia Verde ha un carattere conflittuale, spigoloso e non facilmente malleabile, lo stesso potrebbe dirsi per il miliardario di Seattle. Nella loro lunga carriera editoriale sono molti di più i litigi che le missioni riuscite e questo diciannovesimo numero post-rinascita rimette in ballo proprio determinati elementi di conflitto. Una scelta importante che riapre l’occhio del ciclone sulla figura del giovane arciere. Con la nuova story-arc pronta a delinearsi sullo sfondo, Green Arrow riparte tralasciando il caos di Seattle e la sue problematiche, in virtù di un rilancio in provincia, Spokane dove all’ordine del giorno persiste la lotta per le riserve naturali.

Warhead è essenzialmente un essere senziente istruito per la guerra, ma come essere senziente ha acceso ad un proprio libero arbitrio, una capacità che lo esula dall’essere un umile macchina. Lo scontro con Arthur Curry, ma soprattutto la capacità del re di Atlantide nella diplomazia fa un gran balzo in avanti alla conclusione di questo mini arco riportando una conquista pacifica in un tempo di assoluta guerra fredda. La scelta di far parlare la diplomazia è in linea con il processo di crescita che fin dall’inizio il nuovo corso di Aquaman ha voluto auspicare, salvo gravi incomprensioni politiche. È evidente come la scelta di utilizzare un antagonista in conflitto con la propria natura come Warhead incentifichi l’operato di Aquaman fornendo nuovi spunti alla trama leggermente appiattita dopo la caduta del N.E.M.O. mentre un vecchio, nuovo nemico chiede aiuto al re di Atlantide una minaccia si staglia all’orizzonte.


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