#RWLion / Flash: Rinascita 2

Lorenzo Cardellini

Idealmente essere un velocista dovrebbe risolvere ogni tipo di problema legato al tempo. Sulla carta sembra ci possa essere tempo per fare tutto, qualsiasi piccola cosa si incontri lungo la strada. Se si è un velocista come Barry Allen poi, con una tale connessione alla forza della velocità nulla dovrebbe risultare fuori portata: il “ritardo” e tutto ciò che ne consegue dovrebbe risultare come qualcosa di astratto e completamente sconosciuto. Dal di fuori potrebbe addirittura apparire che sia il tempo a piegarsi a ciò che il velocista decide di fare… ma la verità è che si tratta dell’esatto opposto.

Non importa quanto Barry corra veloce, quanto poco impieghi a compiere anche la più grande delle azioni, questo continuerà comunque a trascorrere inesorabile. Ed è proprio qui che ci vuole portare questo secondo numero della “rinascita” di Flash, con Joshua Williamson che ci pone di fronte ad un dilemma che si basa su un fatto compiuto, ovvero: se è già difficile per qualsiasi essere umano portare il fardello di essere arrivato troppo tardi per qualcosa, che si tratti di perdere un momento importante, di esserci per qualcuno che ne ha bisogno o addirittura di salvare una persona, quanto può essere difficile da sopportare per l’uomo più veloce che sia mai esistito?

Con questo nuovo ciclo ci viene restituita, come con altri personaggi (Superman su tutti) una visione molto più intimistica e profonda dell’eroe in questione. Flash torna ad essere un personaggio fortemente sentimentale, che proprio per i temi così profondi e cari messi in gioco riesce a creare una forte empatia nel lettore. Quello che vediamo è un Barry combattuto sotto molteplici aspetti, spesso insicuro che vorrebbe dedicare ogni istante della propria vita agli altri e a fare del bene ma che, nonostante gli immensi sforzi compiuti, non riesce, ovviamente, a salvare tutti. Barry si colpevolizza, oltre ogni modo, e non lo fa per un mero senso di grandezza o protagonismo, ma perché si sente in dovere di fare tutto ciò che può per gli altri, grazie al dono che ha ricevuto.

Ci troviamo di fronte al dramma più umano di tutti, che ci porta ad analizzare la difficoltà intrinseca che si porta dietro il ruolo di supereroe, e quanto questo gravi sull’uomo sotto la maschera. Nonostante si tratti di un tema spesso affrontato in storie supereroistiche la buona scrittura di Williamson ed i superbi disegni di Carmine Di Giandomenico riescono a rendere la storia estremamente interessante e godibile. Un bellissimo numero che accantona momentaneamente la trama generale del rilancio DC per sviluppare quanto vedremo in futuro sulla singola testata di Flash con un colpo di scena finale che vi farà contare i giorni fino alla prossima uscita.

Carmine merita una menzione a parte: lo abbiamo visto dare eccezionale prova di se in qualsiasi progetto affrontato e qui su Flash risulta essere in una forma smagliante oltre ogni immaginazione. Le tavole sono uno spettacolo che si sussegue, con il tratto distintivo del disegnatore abruzzese che caratterizza e pervade tutta la storia, diventando elemento veicolante ed espressivo di quanto detto precedentemente. Il viso di Barry, il suo meraviglioso sguardo, troppo spesso pervaso di tristezza, riesce a scavare dentro e a dire più di quanto non sia fatto attraverso i testi stessi.

Passando agli altri comprimari troviamo un Freccia Verde che dopo un primo numero di presentazione risulta immediatamente essere molto più vicino agli stilemi di eroe urbano di quanto non lo fosse da davvero troppo tempo. Nel primo numero trovavamo una “reintroduzione” al personaggio con degli spunti molto buoni che qui vengono portati avanti di buon grado. Finalmente Oliver e Dinah tornano insieme e con questo tutti gli incontri/scontri che ne derivano. Troviamo un Oliver molto più vicino alla gente comune, tornando a far sentire (anche se in modo molto meno netto) quella caratterizzazione politica e sociale che faceva di Oliver Queen qualcosa di singolare ed unico all’interno del panorama supereroistico. Il numero porta avanti quanto presentato precedentemente, con Freccia Verde, Black Canary ed Emiko intenti a scovare il Popolo del Sottuolo, nel tentativo di smantellare il traffico di esseri umani che portano avanti.

Il numero è ricco di avvenimenti, con diversi colpi di scena che coinvolgono tutto ciò che di più caro e vicino Oliver abbia, analizzando come la vita dell’eroe miliardario sia solitaria e malinconica. C’è anche da dire, tuttavia, che il numero mette davvero tantissima carne al fuoco e per un lettore non troppo avvezzo potrebbe risultare difficile da digerire. Il comparto grafico, anche in questo caso, tocca un livello altissimo grazie alle matite ed i colori di Otto Schdmit che ci regala uno dei Freccia Verde migliori degli ultimi anni, con il proprio spigoloso tratto, ed una gamma molto accesa di colori.

A chiudere il trittico troviamo infine Aquaman. Dopo un esordio non così potente come quello dei due comprimari ma che comunque serviva a far capire la direzione della serie data da Dan Abnett, centrata sulla difficoltà di essere sia il sovrano del più grande regno esistente, quello sottomarino, che un uomo nato sulla terra. Vivere questa dicotomia di essere appartenente a due mondi in continuo conflitto grava fortemente sulle spalle di Arthur, che vorrebbe far riconciliarli definitivamente, appartenendo ad essi in egual modo. Scelta non semplice che viene afrontata in questo numero, il quale vede gli abitanti delle terre emerse fare visita per la prima volta alla neonata Stazione Spindrift. Nonostante tutto sembri procedere nel migliore dei modi, con un’avvicinamento tangibile tra gli ospiti e gli atlantidei presenti, denotando anzi le differenze che non vi sono tra questi, qualcosa accade, fino al faccia a faccia tra Aquaman e Black Manta. Questo nuovo numero giova dei disegni di Brad Walker, che a differenza di Scot Eaton e Oscar Jimènez (disegnatori del precedente numero) risultano freschi e ben realizzati.

In definitiva possiamo dire che questo secondo numero di Flash, con all’inverno rispettivamente Freccia Verde e Aquaman, tocca dei livelli davvero molto alti, classificandosi come un acquisto più che ottimo sia per i lettori DC di vecchia data che per i novizi che voglio avvicinare questi storici personaggi di un’altrettanto storica casa editrice. Rinascita sta portando davvero grandi soddisfazioni e questo numero ne è la perfetta dimostrazione.


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