#RWLion / Flash: Rinascita 5

Lorenzo Cardellini

The highway’s jammed with broken heroes on a last chance power drive
Everybody’s out on the run tonight but there’s no place left to hide

-Bruce Springsteen, Born To Run

Viviamo in un momento più che florido per l’industria fumettistica mondiale, il fumetto in sé si sta affermando sempre di più in maniera reale e tangibile in ogni paese, aprendosi ad un pubblico ogni giorno più ampio ed imponendosi come media narrativo all’altezza degli altri. Il fumetto, nel 2017 e da diversi anni a questa parte, sta vivendo una Rinascita unica, che ha portato alla produzione di storie stupende, con un livello qualitativo estremamente alto.

In tutto ciò la DC è stata una delle case che ha, purtroppo, arrancato maggiormente. Buoni titoli ci sono stati, ovviamente, ma comunque il New 52, nonostante si fosse aperto con grandi aspettative, è finito per deludere sotto molteplici aspetti, con uno scontento generale non indifferente. Non sappiamo quanti, realmente, credessero che un nuovo rilancio editoriale potesse cambiare le sorti, eppure la casa editrice di Burbank ha tentato e, almeno per ora, sembra aver fatto centro.

Ovviamente, non ci sono solamente fiori all’occhiello, questo è palese, non tutto può essere qualitativamente eccelso, ma ciò che viene maggiormente proposto è di qualità e riesce ad appassionare il lettore. Il quindicinale di Flash, come quello di Batman e Superman (con le dovute esclusioni), riesce a rendere entusiasmante ed appassionante la lettura, lasciando una piacevole sensazione che, come già detto in altre occasioni, dovrebbe essere il vero obiettivo di una testata simile.

Con questo nuovo numero vengono leggermente cambiate, si fa per dire, le carte in tavola. Alle matite infatti non troviamo l’italianissimo Carmine Di Giandomenico, fiore all’occhiello di questo rilancio del velocista scarlatto (e che, secondo chi scrive, verrà ricordato come uno degli artisti che meglio hanno saputo interpretare il personaggio di Barry Allen) ma Neil Googe, artista dallo stile completamente differente ma comunque molto interessante. Il disegnatore inglese si differenzia per uno tratto molto più cartoonistico e, se vogliamo, vicino a quello di Dave Johnson, artista che si occupa di tutte le variant realizzate per la serie. Lo stile di Googe non è, senza ombra di dubbio alcuno, estremamente meno dinamico rispetto a quello di Carmine, ma comunque estremamente apprezzabile. Le linee dolci e sinuose unite all’accesa palette di colori utilizzata da Ivan Plascencia riescono a far apprezzare comunque questo numero, nonostante il livello raggiunto dal disegnatore italiano sia tutt’ora ineguagliabile. La storia, rispetto alle precedenti, risulta essere un filler ben realizzato, in attesa dell’evoluzione principale che verrà portata avanti successivamente.

Ora tutto ruota attorno al nuovo personaggio introdotto nelle ultime pagine del numero precedente. Godspeed è una figura estremamente misteriosa che già nella propria prima apparizione si è spinto fino all’omicidio, un crimine efferato che sappiamo quanto possa inorridire Barry e farlo sentire responsabile allo stesso tempo. La minaccia di Godspeed si unisce all’altra problematica che Flash ed i laboratori S.T.A.R. si ritrovano ad affrontare, ovvero la nascita di moltissimi velocisti, successiva ad una tempesta sospetta abbattutasi su Central City. L’addestramento di questi nuovi velocisti connessi con la forza della velocità diventerà l’obbiettivo principale di Barry insieme alla ricerca di Godspeed.

Tutto ciò porterà a grandi scoperte riguardo la forza della velocità, divisasi in porzioni minori (non paragonabili a quelle controllate da Barry, ovviamente), una per ogni nuovo velocista, la quale spinge per tornare ad avere un’unità, elemento che può essere sfruttato per derubare dei propri poteri come fatto da Godspeed. In definitiva nel numero vi sono pochi accadimenti ed altrettanto pochi sono gli elementi che realmente arricchiscono la narrazione, ma per essere un numero “riempitivo” riesce a ricoprire egregiamente il proprio compito senza avere comunque troppe pretese. Con i numeri successivi entreremo pienamente nella trama che, con molta probabilità, ci porterà ad avere il primo vero faccia a faccia tra Flash ed il misterioso Godspeed.

Tutt’altro discorso va fatto per Freccia Verde, che invece continua a vele spiegate con un nuovo esaltante numero. Le atmosfere di questa serie sempre più action danno una nuova spinta al personaggio in cui viene mescolato gusto classico e moderno per una storyline sempre più interessante. La curiosità di comprendere a fondo le motivazioni del Nono Cerchio, e della follia che portano avanti, unita al voler vedere una resa dei conti tra Oliver ed Emi, aiutano a sostenere perfettamente l’andamento della serie che prensenta ancora una volta Juan Ferreyra alle matite, al posto di Otto Schmidt. Se Ferreyra aveva già ampiamente dato prova della propria maestria con il numero precedente, qui non fa altro che comprovare la cosa, mostrando il proprio talento in maniera ancora più netta. Lo stile nettamente differente da quello di Schmidt, molto più realistico nelle rappresentazioni e sicuramente più classico, trova il suo culmine nella sequenza iniziale di inseguimento lungo le vie di Seattle. La città è resa in modo talmente acceso ed intenso da regalare la sensazione al lettore di trovarsi esattamente nella metropoli americana, con tutta la propria modernità. le proprie luci, suoni ed odori caratteristici.

La storia di Percy porta avanti la caduta, sempre più rovinosa, di un Freccia Verde costretto a combattere una battaglia che diviene più grande e pericolosa ogni momento che passa. Quello che ci ritroviamo ad osservare è un personaggio spogliato delle proprie caratteristiche peculiari che, seguendo la migliore tradizione, grazie a tutto ciò riesce a ricorre alla propria tenacia, al proprio coraggio e nobiltà d’animo, arrivando al confronto finale. La serie sul miliardario continua la sua parabola positiva, promettendo sempre meglio, sotto ogni aspetto.

In conclusione di un numero così ben costruito troviamo la serie di Dan Abnett dedicata ad un Aquaman sempre più politicamente critico. La, nemmeno troppo velata, critica alla xenofobia ed ai metodi americani dediti all'”esportazione della democrazia” emerge appieno, diventando il fulcro di tutta la storia che vede protagonista Arthur Curry. Abnett non si risparmia e critica, utilizzando entrambe le parti, l’intolleranza verso il diverso che spesso affligge differenti popolazioni quando si ritrovano a dover avere rapporti diplomatici. In questo caso a mostrare poca apertura sono entrambi i paesi: Atlantide è fortemente razzista nei confronti dei “respira aria” ed allo stesso modo l’America è diffidente e pronta ad attaccare al minimo sentore di sfiducia. Nel mezzo troviamo la figura di Aquaman, che contando sulla propria appartenenza ad entrambi i mondi, nonché grazie alla propria intelligenza e buon cuore, tenta (spesso inutilmente) di fare da paciere, cercando di far instaurare un rapporto solido tra le due diverse nazioni, che possa andare oltre le semplici apparenze.

Il problema di fondo nasce quando l’interazione si deve spostare sul piano prettamente diplomatico: come già dimostrato nei primi numero alcuni soggetti riescono effettivamente ad andare oltre questa visione delle cose e comprendere quanto tali differenziazioni siano sciocche oltre che immotivate ed infondate. Purtroppo trattare con dei capi di stato o con delle cellule terroristiche di matrice xenofoba non è altrettanto semplice che rivolgersi a persone moderate, ed è proprio questo che porterà ad un sempre più imminente scontro che potrebbe definitivamente minare i già flebili rapporti tra le due nazioni.

Abnett imbastice una buona trama politica dalle tinte comunque leggere, riuscendo a far passare un messaggio importante anche attraverso un fumetto non eccessivamente impegnato. Alle matite troviamo nuovamente Philippe Briones che riconferma, in maniera ancor più netta, la delusione avuta con il numero precedente. Uno stile così legnoso e, sotto certi aspetti, datato abbassa di molto il livello in quella che si riconferma come una buona serie, pensata con criterio e realizzata anche meglio. Il bisogno di un disegnatore di livello per Aquaman si fa sempre più sentire e a rincuorarci sotto questo aspetto è arrivato un grande un’annuncio: Stjepan Sejic sarà il nuovo disegnatore di Aquaman a partire dal venticinquesimo numero della testata americana. Siamo convinti che con un’artista così talentuoso le cose andranno in maniera nettamente migliore.

Ancora una volta la testata dedicata a Flash e soci, edita dalla Lion (RWEdizioni) riesce pienamente a soddisfare proponendo del materiale fresco ed interessante sia nei momenti di riempitivo, come nel caso del velocista, che in quelli più votati allo sviluppo della trama centrale come abbiamo potuto vedere con Freccia Verde ed Aquaman.

Flash fa insindacabilmente parte di quel trittico di testate da avere per poter godere al meglio di questa Rinascita targata DC Comics.


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