#RWLion / Flash Rinascita #7

Daniele D'urso

Torna Carmine Di Giandomenico che proprio in questi giorni ha festeggiato gli anni (ancora una volta, tanti auguri Carmine), alla guida del nuovo numero di Flash, e con lui Godspeed, il velocista omicida. Dopo aver debellato l’organizzazione terroristica denominata  Black Hole dalla radice, Barry Allen ha abbassato la guardia, pensando che il peggio fosse passato. Purtroppo per lui, non è andata così. Godspeed ha colpito nuovamente, uccidendo Meena Dhawan, la nuova compagna dell’eroe, e provocando nel corridore scarlatto una profonda crisi interiore. Central City è sotto torchio, i velocisti sopravvissuti sono terrorizzati. Hanno paura di essere le prossime vittime dell’inesorabile esclation. Le persone sulle quali Barry, in questo drammatico momento della sua vita, può contare sono poche. Wally e Iris devono rimanere fuori dai giochi per non incappare nella furia del suo nuovo nemico. August è l’unico alleato sul quale Flash può contare in questa folle corsa contro il tempo. Qualcosa stravolge le carte in tavola, un passo falso sulla scia di sangue, la pista si fa improvvisamente più corta; il castello di vetro crolla. Lo scontro diventa inevitabile, Flash sembra averne la peggio. Un incredibile numero tra i più emozionanti e accattivanti di questo primo ciclo targato Rebirth. Nulla è come sempre, mai dar per scontato le persone e i propri interessi, il fine giustifica i mezzi.

Emiko non è una scemplice teenager, figlia del miliardario Robert Queen e della letale assassina della Yakuza Shadow, non ha mai nascosto la sua naturale propensione per la medesima carriera della madre. Ma è ancora una ragazzina, sorella di Oliver Queen, cresciuta lontano dal focolare famigliare. Questo nuovo numero di Freccia Verde approfondisce il personaggio di Emiko, la sua storia, le sue esperienze e le sue difficoltà che alla candida età adolescenziale l’hanno portata nell’occhio del ciclone. Ribelle, sfacciata e selvaggia dimostra di essere una vera Queen, pronta a fare fuoco e fiamme per le proprie convinzioni. Un numero che dopo la caduta dell’Ottavo Cerchio spezza la narrazione centrale dell’antologico di Freccia Verde, proponendoci uno spaccato interessante e di facile comprensione che prepara il lettore alle future uscite.

Chiude come sempre lo spillato dedicato all’uomo più veloce della terra, Aquaman. Arthur Curry è da sempre un uomo diviso sia anagraficamente che mentalmente. La sua totale dedizione alla causa gli ha fatto perdere l’interesse nelle trattative pacifiche, così in questo numero dovrà scontrarsi con Superman, pronto a prendere le difese della nazione americana. L’acceso dibattito tra i due non è solamente un combattivo negoziato, ma una vera e propria sfida di correnti di pensiero. Aquaman soffre di una leggera forma di vittimismo, non si sente celebrato come i suoi colleghi della League e preferisce agire per conto sua. Per una personalità forte ed autoritaria come quella di Superman, il quale storicamente difficilmente permette azioni lontane dal suo giudizio, il re di atlantide è colpevole di aver posto fine ai negozioati con una chiara intenione bellica. Esce un numero interessante sul filone narrativo e di confronto tra due eroi  simili, figli di mondi lontani, ma che  hanno scelto di agire agli antipodi. Una breve traccia di come le refenreze all’interno di un gruppo come la Justice League tutto sommato siano assolutamente piramidali.


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