#RWLion / Flash Rinascita #8

Daniele D'urso

August Heart è Godspeed…Godspeed è August Heart; la scottante verità prende forma. Nonostante ciò Flash sembra convinto a voler vendicare Meena. Il cliquè dell’amico che si rivela essere l’antagonista della storia è un espediente di vecchia data, del quale troviamo memoria sin dai tempi del poema classico. Forse, anche per questo, non ci stupisce più di tanto. Un uomo una volta disse:

 

“Sai qual è la bugia più antica d’America? Che il potere può essere innocente” 

 

Aforisma perfetto per descrivere Godspeed. Di August rimane ben poco, plagiato dalla forza della velocità, il velocista divino sembra aver assunto completamente un’altra identità. Un avversario temibile, in grado di espandere i suoi poteri, fino a ricevere il dono dell’ubiquità. La corsa contro il tempo è iniziata e per Flash non sarà facile avere la meglio, una lotta all’ultimo sangue per decretare il migliore dei due velocisti, uno scontro di retaggi. Da un parte l’eroe di Central City, dal cuore puro e privo di pregiudizio, dall’altra il velocista dal potere divino, insaziabile vigilante senza scrupoli. Tutte le carte  sono contro il nostro eroe, ma il corridore ha un ultimo asso nella manica da poter lanciare. Un vecchio/nuovo alleato sul quale contare.

Ancora una volta i preziosi tratti di Carmine Di Giandomenico assorbono perfettamente l’idea di velocità, mettendo in risalto la realizzazione dello spazio in moto, attraverso l’utilizzo di uno sfondo indefinito. Un vortice di saette che sprizzano forza di velocità in ogni direzione. Formando un salda intelaiatura sulla quale Joshua Williamson può continuare a tessere la sua storia.

Da Barry Allen e i problemi con il suo ex migliore amico, a Oliver Queen in aria di dissapori con la sorella Emiko. Il capitolo conclusivo della storia iniziate durante le pagine del numero precedente. Ci viene presentata la parte finale relativa alla verità dietro la giovane arciera. Le sorti della famiglia Queen da sempre sono un flusso perpetuo di scontri e incredibili rivelazioni, e i due rampolli di casa non fanno di certo eccezione. Nonostante la vittoria riportata sui nemici del girone, la banca infernale che controllava i giri di denaro più sporchi del globo, il rapporto tra Oliver e sua sorella è tutt’altro che idilliaco. Parallelamente a ciò che sta avvenendo nel presente ci vengono presentati gli accadimenti di un anno fa. I primi dissidi fra i due, e un vecchio avversario in cerca di vendetta. Alcune colpe del defunto padre  ricadranno necessariamente sui figli. Testi di Benjamin Percy e disegni di Stephen Byrne.

Questi approfondimenti su Emiko spezzano le grandi aspettative che questa serie ha creato durante i primi sei numeri, alternando ora una storia più riflessiva e meno appariscente rispetto alla precedente. Ma gli appassionati di Oliver Queen non devono disperare, presto la freccia della giustizia tornerà a pieno regine per affrontare le conseguenze del suo operato.

Chiude come sempre l’antologico Aquaman, di ritorno dopo numerosi ostacoli ad Atlantide. Ad aspettarlo non ci sarà solamente la sua corte, bisognosa di risposte, ma anche un pericoloso nemico celatosi nell’ombra per molto tempo. La nazione Atlandidea è accusata di aver affondato un sottomarino dell’esercito americano. C’è molta tensione tra le due potenze mondiali e Aquaman si trova ad un bivio. I venti della guerra soffiano impetuosi persino sotto l’oceano.

Nonostante i diversi argomenti di riflessione politica e gli ottimi spunti di trama questo primo story arc post Rinascita del re di Atlantide stenta a decollare., per via di una lentezza intrinseca nei dialoghi. Tutti gli accadimenti sono molto ponderati nel divenire e sembra quasi che da un capitolo all’altro non ci si muova di una virgola, rendendo ostico il giudizio del lettore. Purtroppo questi vizi di forma stando macchiando una sceneggiatura di ottima qualità che potrebbe fare le fortune di Arthur Curry in un futuro non troppo remoto. Testi di Dan Abnett e disegni di Scot Eaton.

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