#RWLion / Flash Rinascita #9

Daniele D'urso

Siamo giunti alla resa dei conti: Flash contro Godspeed; Barry contro August; il Fulmine Scarlatto contro il Dio della velocità.

L’ultimo atto della prima run post-rinascita per il velocista più famoso della DC Comics. Questo numero #9 non è solamente la chiusura di un ciclo, che ci ha accompagnato da inizio anno, ma un confronto tra due modi di vivere l’esistenzialismo dell’eroe agli antipodi. In passato avevamo già accennato quanto Godspeed sia un anti-eroe dalla moralità ambigua, eccoci giunti finalmente alla prova del nove. August è plagiato dal potere della velocità, non ha intenzione di redimere il suo operato, ha una visione dispotica e totalitaria della sua realtà. È convinto che i  poteri gli siano stati donati per sovrascrivere gli errori di Flash.  Tutto questo gioco al rialzo porterà la narrazione ad intrecciarsi, non più una corsa a due, ma l’ingresso di un altro corridore complicherà i piani dell’ex migliore amico di Barry Allen. Corrotto dal potere,  soffre saltuariamente di un problema di bipolarismo, la sua personalità ha iniziato a scindersi, abbandonando il ruolo di garante della legge in virtù di giustiziere. In contrapposizione a questo personaggio Joshua Williamson – che presto potremo vedere all’opera come scrittore principale della serie evento Justice League vs Suicide Squad – riporta in auge Kid Flash, alias Wally West. Nonostante il personaggio abbia vissuto un’incredibile Rinascita, a cui si son legati tutti gli eventi che avete potuto apprezzare nello starting point di inizio anno DC Universe Rebirth, mantiene quelle che sono le caratteristiche tradizionali della spalla di Flash. Kid Flash è tornato, e con lui la sua proverbiale voglia di imparare e fare sempre la cosa giusta; costi quel che costi. Un ciclone giallo-rosso che travolgerà il signore della Velocità.

È giunto il momento di tirare le somme di questo primo story-arc. Flash è andato oltre le aspettative, consegnando ai lettori uno dei migliori prodotti degli ultimi anni. Considerando quanto Barry Allen sia al centro dei futuri accadimenti riguardanti l’intero l’universo di Rinascita, siamo molto fiduciosi che le cose possano persino migliorare. Tessendo gli elogi di questa serie bisogna fare una menzione d’onore per l’egregio lavoro svolto in questi mesi da Carmine Di Giandomenico. I suoi tratti sono andati al di là della carta, creando un modo di realizzare Flash che potrebbe fare scuola. Attraverso le sue tavole, come ci aveva confidato lo scorso anno, non voleva limitarsi a lasciare un segno, ma anche guardare al passato, citare la Silver Age per celebrare in forma personale il suo omonimo collega, il leggendario disegnatore americano Carmine Infantino; che altro dire Carmine… complimenti, ci sei riuscito. Bel lavoro.

Oliver Queen, dopo aver fermato il Nono Girone è naufragato su un’isola apparentemente deserta, ma non è solo. Con lui c’è Dinah Lance, la sua attuale compagna e membra del gruppo delle Birds of Prey. È evidente che la mitologia di Freccia Verde risenta fortemente del lavoro svolto dalla serie in onda su canali CW, da noi su Italia 1. In questa rinascita diversi sono gli elementi ereditati dal grande schermo. Non è un caso che i personaggi che orbitino intorno a Oliver siano di recente creazione. Basti pensare a sua sorella Emiko o a  John Diggle. Senza tralasciare l’isola… insomma tanti forse troppi richiami alla serie? In realtà, sorprendentemente no. Il lavoro minuzioso fatto dallo sceneggiatore Benjamin Percy è stato incredibilmente furbo. Portare su carta gli spunti migliori che hanno fatto breccia nel pubblico televisivo, modellarli e asservirli alle necessità di una produzione artistica diversa. Fornendo all’eroe di Chicago un corpus sul quale costruire una nuova storia. Non è certo un caso che  Freccia Verde tra i migliori prodotti della Rinascita. Tornando al numero in questione, e rimanendo con un occhio di paragone al grande schermo, le nuove avventure di Oliver appaiono come un mix tra The Blue LagooneLost. Ultimo ma non in ordine di importanza, il meraviglioso tratto di Otto Schmidt un vero fuoriclasse del fumetto contemporaneo.

Non esiste tranqullità per il sovrano di Atlantide, il suo regno è minacciato. Un informe ammasso di alghe e roccia ambulante sta disseminando panico e distruzione sotto la superficie dell’oceano. L’intera nazione atlantidea è sull’orlo di una guerra. I piani dell’organizzazione terroristica N.E.M.O. sono solo all’inizio. Chiusa, ma non risolta la crisi diplomatica con gli U.S.A. non c’è pace per Arthur Curry. Ci troviamo davanti  ad un eroe soffocato dal suo ruolo, quello di monarca. Aquaman, diviso tra due mondi e due compiti, sta vivendo una complicata fase di transizione. Mentre Mera si approccia a compiere i suoi doveri di regina consorte, per farsi accettare dalla sua popolazione. Anche in questo caso, come in Freccia Verde, ci troviamo difronte ad un nuovo inizio con i testi di Dan Abnett e ancora una volta gli ottimi disegni di Scott Eaton.


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