#RWLion / Harley Quinn e Suicide Squad #4

Fabrizio Mancini

il quarto capitolo dedicato ad Harley (“A caccia di cibo” da Harley Quinn #3) ristagna in una storia senza mordente. Serve a poco inserire Poison Ivy e i numerosi flirt tra le due sexy villain. Risolvere la situazione zombi con un deus ex machina prevedibile, rende tutto ancora più blando. Purtroppo questo primo ciclo non convince a differenza de Lo scrigno Oscuro che si conclude, forse in maniera sbrigativa, ma ci sta, per aprire subito con Rinsavire. Si conclude la missione della Suicide Squad nella prigione russa, non senza difficoltà. Uno scontro durato alcuni numeri a cui si sono aggiunti un gruppo di metaumani sovietici a complicare la situazione con il Generale Zod.

È in Rinsavire che il gioco si fa veramente interessante. La squadra si mostra cosciente, Harley Quinn più di tutti e si scava nella follia dei componenti del team suicida. Persino uno come Killer Croc può avere dei sentimenti “buoni” verso qualcuno. Anche nella nuova arrivata, Hack, reclutata sul campo del penitenziario, si apre uno scenario interessante, che la renderà sicuramente pi centrale nei prossimi capitoli. Flag lotta per il suo spazio, contrastando la sua forte morale contro l’ambiente e i personaggi tipici che ruotano intorno alla Suicide Squad, cercando di continuo di imporsi a suo modo, ma in situazioni del genere bisogna combattere con le loro regole.

Jim Lee come sempre maestoso, fa sembrare tutto così semplice, è anche difficile poterlo commentare.

Gustosissimo il capitolo su Harley con Flag, messa alla prova per capire quanto possa essere o meno un buon soldato. Ai disegni Gary Frank, uno che ne sa veramente tanto, che insieme a Jim Lee, giganteggia in questo quarto volume.

A concludere il capitolo su Hack. Come già intravisto ne Lo Scrigno Oscuro, Hack è una grande fan di Harley, i tatuaggi sopratutto lo testimoniano. Ci viene mostrata la sua storia, piuttosto semplice, e il suo potere, decisamente potente. Un capitolo che al di la di tutto, rappresenta un’altra prova a sostegno di quanto Hack potrà rivelarsi portante.

Come nei precedenti volumi è Rob Williams a gestire i testi, fatta esclusione per il ciclo Harley Quinn, e come sempre la solidità e la coerenza dei suoi testi sono il vero fulcro della testata.


Comments are closed.

Caricando...