#RWLion / Harley Quinn e Suicide Squad #5

Fabrizio Mancini

La testata si apre sempre con Harley Quinn. L’avevamo lasciata alle prese con i würstel alieni che hanno portate le persone a diventare feroci zombie. Harley e i suoi amici sono riusciti a sfangarla. La città è però devastata e il suo amico Nate, proprietario del chiosco da cui è partita l’epidemia teme che nessuno mangerà più da lui. Harley gli propone un accordo per fargli pubblicità e guadagnarci i suoi amati hot dog. Mentre se li gusta scopre un nuovo stand di giostrai, non proprio. Lo stand porta il nome di Frank il franco, un tizio a cui puoi porre qualunque domande e lui risponderà sempre in modo schietto. Harley è curiosa e scambia i suoi hot dog per porre delle domande a Frank. Ora, perché vi sto dicendo questo? Perché fin qui (5 tavole) non succede assolutamente niente tranne quello che vi ho detto, che però pecca incredibilmente di narrazione. Sono solo 5 tavole! Direbbe qualcuno, peccato che 5 tavole su 18 siano tante.
Da qui in poi la storia prende forma. Un nuovo incarico per Harley che la porterà molto lontano, prima in India e poi a Mosca. Ancora una volta Jimmy Palmiotti e Amanda Conner confezionano una storia banale liquidata in poche pagine, di cui si salva solo lo spirito di un personaggio innocentemente folle.

Questo invece non accade in ciò che Rob Williams sta facendo, che con solo 11 tavole crea il panico, in tutti i sensi. Nel volume scorso abbiamo visto Zod tenuto prigioniero, ma Waller vuole farlo diventare membro della Suicide Squad, la cosa non va bene a Flag che punta la pistola e spara. Qualcosa di tremendo ribalterà la situazione in tutto il carcere, un oscuro richiamo. Un preambolo elettrizzante per il prossimo capitolo che dal titolo promette scintille: Harley Quinn contro la Suicide Squad.

Si prosegue con i capitoli “standalone” sui membri della Squadra Suicida, questa volta è il turno di Killer Croc. Williams dona senza fatica spessore a un personaggio per molti semplice, senza dimensione. Regala al grande mostro una dignità e un’anima, ma Killer Croc la dilania e con fermezza prende quello che vuole lui.

Conclude Deathstorke #2 (terzo appuntamento considerato il prologo). La situazione si fa complicata. Wintergreen è stato venduto e qualcuno deve pagare. La ricerca si focalizza sulle uniche persona che potevano sapere la verità. Slade però non sembra essere padrone della situazione, ignorando il fatto che sta per cacciarsi in qualcosa di atroce. Deathstroke si conferma magnetico, nonostante il personaggio in questo capitolo non sia troppo protagonista.

Unico vero difetto è la discontinuità con cui lo leggiamo, i personaggi sono molti e le trame molto intrecciate, leggerlo solo una volta al mese rende tutto più complicato, a partire dall’attesa.


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