#RWLion / Harley Quinn e Suicide Squad #6

Fabrizio Mancini

Al numero 6 di Suicide Squad ho finalmente apprezzato il capitolo dedicato ad Harley Quinn di Jimmy Palmiotti e Amanda Conner, ed arriva con “Punk in Incognito”. Capirete fin da subito che Harley ha dato un bel taglio alla situazione e arruola i fidatissimi Red Tool e Big Tony per formare un bel gruppo, ovviamente il perché non ve lo dico.

Harley esce dalla mano di John Timms che modifica in parte il suo tratto, rispetto alla comparsata di poche tavole nel volume 3, passando da dei tratti più grotteschi e cartoon a qualcosa di più serio, ed è forse l’elemento che mancava a questa Harley, quel pizzico di serietà che esalta la sua follia, e non siamo più di fronte ad un piccola folle bimbetta sexy, ma una pericolosa e irresistibile pazza.

La storia fa lo stesso. Se le precedenti apparivano no-sense o banali, ora si ragiona in chiave “pazzi-criminali” con un piano dietro. Vi do un incipit. Dei cavalieri, quindi armatura, cavallo e lancia, assalgono un corriere postale, prendendo alcuni pacchi, tra cui uno di Harley che veniva da Arkham. Avete inteso cosa potrebbe uscire fuori?

Si prosegue con la terza e la quarta parte di Rinsavire, scritta da quello stratega di Bob Williams e disegnata dal fenomeno Jim Lee. Ci eravamo lasciati con una promessa fichissima: Harley Quinn contro la Suicide Squad.

La costruzione delle azioni di combattimento di Harley è meravigliosa, tutto si incastra alla perfezione, senza sbavature, con semplicità e originalità, e il finale è come da regole auree inevitabile ma imprevedibile.

Ci sono un paio di cose che mi hanno fatto storcere il naso, un paio di forzature legate all’influenza della sfera. L’unica, a mio avviso, nota negativa.

Successivamente l’immancabile capitolo standalone su un personaggio della Task Force X, è il turno di June Moon e l’Incantatrice. Forse l’unico personaggio che ancora non ha trovato una sua vera dimensione narrativa. Il rapporto fra le due è ancora poco chiaro a livello di dominio. June dice di non riuscire a dominarla, d’altro canto l’Incantatrice continua a minacciare vendetta ma viene facilmente tenuta a bada. Questo capitolo credo non cambi troppo la situazione, anzi forse la rende più confusa, ma regala spessore in più a June.

Si conclude in questo valido sesto volume il prologo dell’incontro tra Justice League of America e Suicide Squad, il prologo si concentra sull’arrivo al carcere di Belle Reve da parte di Killer Frost che rivela già da subito la sua interiorità. Un personaggio dalla scorza dura ma che dentro ribolle di dubbi e paure. Immancabile Bob Williams ai testi, felicitazione per Camuncoli ai layout e Francesco Mattina ai disegni.


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