#RWLion / Harley Quinn e Suicide Squad – Rinascita #17 – 18

Fabrizio Mancini

Prosegue imperterrita la parabola discendente di Harley della Conner e di Palmiotti.

Nell’albo 17 si conclude la vicenda di Viscere della Terra, con il tentativo di Zorcrom di assoggettare la Terra. La risoluzione di questo vede chiaramente Harley in un ruolo di mero sfondo, lasciando tutto alla nuova arrivata Power Girl che, oltre a dover far fronte al problema, si becca le avance non richieste di Harley.

Nel volume successivo, il 18, finalmente abbiamo a che fare con quelli che sono stati presentati almeno 3 o 4 volte, senza mai entrare in contatto con Harley. Si ha giusto il tempo di far partire la storia e introdurre nuovamente un’altra linea narrativa che incontreremo presumibilmente più avanti, quella di Harley Sin, che fatta evadere, viene ingaggiata per un omicidio.

Temevo dal sommario che avrei incontrato 2 capitoli consecutivi di Harley, oltretutto con un titolo già visto, “Harley ama Joker” prima parte. Non era nulla di quello che pensavo. Una storia a parte affidata da un lato sempre a Palmiotti, ma dall’altra ritroviamo Paul Dini, il creatore di Harley. Un primo capitolo che ci introduce la vita di coppia di una Harley molto classica, anche nei disegni, e quindi del suo Joker corrispondente.

La Suicide Squad fa pausa nel numero 17, ma non nel numero 18 dove, con un numero di passaggio, si conclude finalmente col momento che si attendeva dalla prima run di Rebirth, Lo scrigno oscuro. L’apparizione di Lex Luthor, totalmente centrale, è gustosa e sfiziosa, utile a non far attendere il lettore, senza lasciarlo macerare in un volume d’attesa. Lex è un personaggio ambiguo e temibile, in grado di contrastare senza troppi sforzi Amanda Waller, poi ci sono le matite di Tony S. Daniel.

 

Deathstroke si prende invece due capitoli nel 17, e uno nel 18, che altri non sono che gli ultimi 3 capitoli della parentesi Crepuscolo. Avevamo lasciato Slade Wilson Cieco, accompagnato da una giovanotta promettente, Tanya, che si fa chiamare anche lei Power Girl.
Come sempre Slade non è tipo da legami, e la situazione tra i due finirà forse nel modo peggiore immaginabile.
Nell’ultimo capitolo di Crespuscolo si aprono invece una miriade di scenari dall’esito nettamente tragico, la scelta di farli accadere nel momento del matrimonio di Joey, dove tutti saranno presenti.
Deathstroke sembra sempre di più un prodotto shakespeariano. I legami familiari tenuti solo da incomprensione, violenza e speranza, sembra una classica tragedia del grande Bardo. Chi ne sta facendo più le spese è proprio Joey, alias Jericho, il quale vive pagando l’essere figlio di Slade, condito da un sana dose di pessime scelte.

Una serie nettamente superiore alle altre della stessa testata.


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