#RWLion / Harley Quinn e Suicide Squad: Rinascita #2

Fabrizio Mancini

Nel capitolo Harley Quinn 1#, Harley è ad un giro di boa, ci regala il sunto della sua vita in poche tavole, che rendono comodo a chiunque di avvicinarsi al personaggio da zero, con qualche dettaglio diverso dall’Harley originale ideata da Dini e Timm. Harley ora vive a Brooklyn, New York, dove sta facendo una nuova vita lontana da quella precedente, oscura e criminosa di Gotham City. È difficile comprendere questo primo capitolo, poiché è completamente fuori di testa come Harley. La genuinità del personaggio però è invariata, la sua dolce follia è intatta.

Lo scrigno oscuro parte 1 è invece il primo vero effettivo capitolo di Suicide Squad dopo il Rebirth. La nuova squadra suicida è pronta a partire per una missione che la Waller gli impone. In poche pagine si riesce a fare una giusta presentazione di ogni membro per le loro capacità e caratterizzazione, compresi i due non criminali del gruppo, il colonnello Rick Flag, a capo della banda, e Katana, la sua vice. Lo scrigno oscuro è l’oggetto da recuperare, nella quale c’è un’arma troppo potente. La squadra non può immaginare cosa troverà veramente. Il capitolo scorre veloce e gustoso. I testi di Rob Williams sono efficaci ma semplici, le matite di Jim Lee, con le chine di Scott Williams non possono che essere impeccabili.

Seguono due brevi capitoli dedicati a Deadshoot il primo e a Capitan Boomerang il secondo accumunati dai testi di Rob Williams che sembra saper gestire benissimo l’intera testata.

Nel primo una contrapposizione di pensieri per Deadshoot, una scelta dura ma senza remore, veicolata in parte dalla presenza di Batman. Nel secondo, l’australiano capitan Boomerang si racconta con la sua sfacciataggine.

In entrambi Williams smaschera questi due cattivoni durante un colloquio con Waller mentre sono in prigione. Entrambi rendono spaventosamente umani due personaggi che, per chi è abituato a leggerli, sono solo scarti della società. Il senso della Suicide Squad è però proprio questo, e se il valore di un buono si misura dalla forza del cattivo, un cattivo non può che misurarsi in base a quanto è umano dentro.


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