#RWLion / Harley Quinn e Suicide Squad: Rinascita #3

Fabrizio Mancini

Il primo capitolo riprende Benvenuti a zombieland, dove uno sventurato alieno è finito per diventare carne per hot dog trasformando tutti i zombie. Questo succede a Coney Island dove si è trasferita proprio Harley Quinn. Scontro con gli zombie insieme al gruppo creato dalla stessa Quinn, che non aggiunge nulla di che alla storia. Si tenta nel finale di dare una sorta di svolta con un grande arrivo, con tanto di divertente citazione, ma non sembra ancora figurarsi qualcosa di magnetico.

Nel secondo ritorniamo a Lo scrigno oscuro, l’arco narrativo finora più intrigante. La Suicide Squad è entrata in un penitenziario sottomarino russo segretissimo, lo scopo della missione era rubare una presunta e temibile arma. Nel finale la grande sorpresa, da questa sfera di contenimento esce fuori il famigerato Generale Zod, direttamente dalla Zona Fantasma, disintegrando in un attimo Boomerang. In questo secondo volume assistiamo allo scontro con questo grande villan, ma le sventure per la Task Force X non sono finite. Purtroppo non c’è mai abbastanza spazio per tutti, Harley Quinn è come sempre il personaggio più atteso, e per quanto non sia centrale si prende sempre il suo spazio, ancora “ignota” l’incantatrce che millanta continuamente grande forza e rigore, non si è ancora scatenata, se anche nel prossimo non dovesse mostrarsi inizierebbe ad essere veramente stantia, ma si presume anche che questi ritardi siano voluti in attesa di uno scontro nel prossimo numero. Jim Lee come sempre è mastodontico, le chine di Scott Williams si piegano alle matite di Jim.

A seguire un capitolo che si concentra sul membro della squadra che si renderà protagonista nel precedente, Katana, regalandoci in poche pagine come è diventata tale e perché si è volontariamente unita alla Suicide Squad. Una storia che sarebbe stato interessante vedere in più pagine, ma che funziona e approfondisce uno dei componenti più oscuri del team. Sempre Rob Williasm ai testi, che dimostra la padronanza della testata e dei suoi personaggi.

A concludere il volume, l’appuntamento mensile di Deathstroke con il #1 dopo il prologo Rebirth #1 del primo volume di Suicide Squad. Avevamo lasciato Slade Wilson in missione, dove aveva appena ritrovato il suo vecchio compagno d’armi e si appresta ad affrontare il Re Orologio. Una storia poco chiara, che forse meritava anch’essa più pagine e meno spiegoni, ma che permette ancora di mostrarci un personaggio veramente interessante. Deathstroke è si uno spietato assassino, ma ha cuore e non è votato al male o ai soldi. Non è solo un mercenario a cui si impartiscono ordini e un onorario, ma una persona che ragiona e ha una sua forte morale. Si fa strada un nuovo personaggio, nato in questi due capitoli, Matthew Blend, alias il Leone Rosso.


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