#RWLion / Harley Quinn e Suicide Squad: Rinascita #14

Fabrizio Mancini

Forse è la prima volta che mi trovo di fronte ad un albo così completo da 14 numeri.

Persino il capitolo di Harley Quinn è bello (no, non ho sbagliato aggettivo). Si conclude la parentesi Joker, forse nel solo modo possibile, ma un modo che doveva essere giustificato e non definito. Capisco che sembri solo una frase contorta senza senso, ma quando lo leggerete mi darete ragione. Harley esalta il suo fascino quando diventa letale, non quando fa la pazzerella in giro. E per quanto sia d’obbligo la follia in questo personaggio, ne può bastare anche solo un pizzico. Un capitolo che si riassume nei sogni infranti, nella lotta di una vita votata ad un obbiettivo, che si chiama amore. L’amore però può diventare follia, e ossessione. Harley sa bene cosa significa tutto questo, ma è cresciuta, affronterà la cosa nella maniera più giusta per lei.

Due i capitoli di Suicide Squad. Il team si sgretola dall’interno in maniera decisamente crudele. Amanda Waller, per quanto personaggio sul filo dell’odio, era realmente l’unica barriera di contenimento per le bestie suicide. Ora sono state sganciate, e come un sassolino da inizio a una valanga, adesso gli eventi si susseguono fino ad un crollo definitivo. Tutto sembra indirizzarci verso un qualcosa di irreversibile, consapevoli della volontà della Waller di creare la Task Force XI, che non lo abbia fatto prima di morire e che quindi non ereditino loro la testata?

Deathstroke è forse quello che brilla meno in questo albo. Forse perché sono abituato ad un certo standard e non mi stupisco più, forse perché non mi aspettavo di arrivare a leggerlo già soddisfatto. Ciò non toglie che è senza dubbio la migliore run all’interno della testata, non serve aggiungere altro.


Comments are closed.

Caricando...