#RWLion / Harley Quinn e Suicide Squad: Rinascita #1

Fabrizio Mancini

Non sembrerebbe, ma Harley Quinn non è un personaggio facile da scrivere. Entrare in una mentalità contorta e folle e renderla originale è un compito arduo lungo una strada lastricata di cliché.

Non dico che nel primo volume di Rinascita ci riescano perfettamente, volume dove il primo capitolo la vede protagonista in uno speciale dal titolo Malfattori Anonimi, meno protagonista nel secondo, effettivo primo volume di Rinascita della Suicide Squad, che già formata attende durante una missione l’arrivo di Rick Flag.

In questo primo capitolo si scava a fondo nella mente di Harley, del suo passato da psichiatra che riemerge e delle motivazioni che la spingono a voler curare la gente, o meglio i cattivi. Disegnato dal sapiente Jim Lee e dalla sorpresa Sean Galloway. Le sue tavole trattano la situazione particolare all’interno della folle mente di Harley come fosse un cartone per bambini. Forse molti “tradizionalisti” potrebbero storcere il naso, eppure questa scelta è sensata e intelligente, mostra come Harley filtra il mondo, come lei si vede e come vede il resto, piccoli e dolciotti, perché non sono loro i cattivi, ma lo sono Batman, Superman, Flash ecc.

Questo speciale è nettamente collegato al primo capitolo di Rinascita di Suicide Squad. Per ora nulla di eccezionale, ma si apre una situazione interessante che potrebbe portare a interessanti sviluppi. Rick Flag è un cattivo solo per alcuni, la sua morale è tosta come il marmo, ed è proprio facendoci perno che l’oscura Amanda Waller tenterà di convincerlo a dirigere la squadra di supercriminali, per ora composta da Harley Quinn, Deadshoot e Boomerang, ma nelle cover appare anche Killer Croc, che vedremo più avanti insieme a Katana e June Moon, quindi un gruppo molto simile a quello del film.

Purtroppo sembra già passata la breve epoca in cui nella serialità il primo episodio (che sia un fumetto o serie tv) non ha più il mordente forte che un pilota deve avere, ma è già proiettato in avanti nella storia con la sicurezza di non doversi giocare tutto al primo round, e quindi non è possibile giudicare se una storia funziona o meno, ma le premesse sono valide e intriganti.

La scelta migliore è probabilmente quella di tenere vestito il personaggio di Harley Quinn, già abbastanza sensuale e bella con la sua follia. Non ha bisogno di mostrare le sue curve per sedurre, sopratutto in un periodo in cui si danno per scontato le nudità di personaggi femminili ben dotati di curve.

L’ultimo capitolo ci presenta la testata che seguirà Deathstroke. Mercenario dalla professionalità incrollabile. Un’apertura non proprio chiara, che lascia dei dubbi su alcune piccole cose, ma che nel complesso funziona, scavando nella vita e nell’etica di un villain, rendendolo incredibilmente interessante e sopratutto empatico al lettore nonostante la sua crudezza spietata.


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