#RWLION / THE HELLBLAZER: VERITÁ VELENOSE – LA RECENSIONE

Fabrizio Nocerino

"The Hellblazer" #1, variant di John Cassaday.Il concetto di ciclo e, specialmente, di Rinascita ben si addice alla magia e al fumetto e da sempre non c’é esemplare migliore di John Constantine, l’Hellblazer, per rappresentare questo splendido connubio.

Dopo una strana corsa, un disperato tentativo di far breccia nel cuore dei lettori moderni del New52 sulla serie di Ray Fawkes e l’exploit pop ed underground di James Tynion IV, é tempo anche per lo stregone di casa DC Comics di rinascere sotto la brillante soluzione creativa promossa da Geoff Johns e ritornare ad atmosfere piú sicure e lidi piú navigati, catturando la vérve che il personaggio da qualche anno aveva smesso di mostrare.

Proprio per riportare la familiaritá protagonista, ai testi di The Hellblazer arriva Simon Oliver, autore che aveva giá bagnato i piedi nel personaggio in Vertigo con la miniserie Chas: The Knowledge.

In questo primo volume, pubblicato da Lion Comics in formato brossurato al prezzo di 9,95€, troviamo il numero introduttivo targato Rebirth e i primi tre numeri del ciclo Veritá Velenose, interamente disegnati dal veterano Moritat, per tanti anni associato alla serie Image Elephantmen e giá collaboratore con Gray & Palmiotti sulla serie New52 All-Star Western.

Senza perdersi in fronzoli, l’inizio di questo volume mette subito in chiaro che The Hellblazer si concenterá tanto sui personaggi, non esitando a rompere la quarta parete e mettendoci in condizione di dialogare direttamente con John Constantine, recentemente rientrato nella sua grigia Londra, ancora afflitta dall’infestazione demoniaca del malefico Jack di Quadri.Vignetta tratta da "The Hellblazer" Vol. I

Questo spirito maligno dimostra di non avere molto a cuore la vita di Constantine, né tantomeno quella dei londinesi, costringendo il nostro “eroe” ad una rischiosa scelta che potrebbe condannare 8 milioni di anime alla dannazione infernale.

Non scendendo in dettagli di trama che potrebbero rovinare la lettura, é da notare come Simon Oliver voglia immediatamente porci in condizione tale da essere disgustati e dubitare delle capacitá di Constantine, piú un truffatore che un mago, piú un bastardo che un eroe, incapace di compiere la scelta giusta ma sempre pronto a giocare al rialzo per un semplice tornaconto personale.

Iniziamo anche ad intravedere il lungo dipanarsi della trama orizzontale imbastita dall’autore, un complotto sotterraneo che scava a fondo, cent’anni fa nella storia, ampliando il mondo ed il contesto in cui l’Hellblazer si trova a muoversi.

Variant cover di The Hellblazer #2.La ricerca di novitá non si trova, dunque, in una nuova veste grafica o in sconvolgimenti plateali al protagonista, ma ad un cambio radicale rispetto alle serie precedenti New52, piú volta invece ad emulare e serializzare la struttura della serie Vertigo, che giocava molto sul cambiamento interiore di Constantine e sul mondo che mutava intorno a lui, costringendolo a reagire di conseguenza.
Differenze sottili, dunque, che possono piacere o meno: sicuramente, il ritmo di
The Hellblazer risulta piú lento e metodico nella presentazione degli antagonisti e dei plot twist presentati, subdoli e calcolati per colpire lo stregone nel momento meno adatto.

Come giá accennato, le atmosfere classiche Vertigo si fanno sentire e neanche Oliver e Moritat resistono al fascino di un gustoso team-up in questi primi numeri.

Sará Swamp Thing, l’avatar del Verde, a mettere in moto la trama principale della serie, venendo a riscuotere un vecchio favore da John Constantine, obbligandolo a chiamare una vecchia conoscenza, Mercury, in suo aiuto e permettendo all’artista Moritat di dare il meglio di sé, giocando con Swamp Thing e l’impostazione delle pagine, brillando in uno story-telling preciso e metodico che ben si adatta alla storia, fatta di dialoghi e battute, molto meno di fuochi d’artificio, per cosí dire.

Questa, forse, puó essere un’arma a doppio taglio della serie finora presentata in Italia, la banalizzazione della magia, che rispetto a piú altisonanti serie in circolazione, risulta piú sporca, grezza, normale del solito; vengono evitate bombastiche scene d’azione o esaltanti pagine doppie con gigantesche creature sovrannaturali.

Come giá detto, il focus di Veritá Velenose é specialmente John Constantine e ció che vive e si tormenta, si muove e si dimena intorno a lui, come una lampadina accesa che attrae le falene.

Sotto quest’aspetto, é bello tornare a leggere di un Hellblazer pessimista, rozzo, scomposto e patetico, che non esita nel insultare chi cerca di aiutarlo e non si offende quando viene sminuito a sua volta.

La coscienza nel sapere d’essere un pezzo di m%&#a é fondamentale e Simon Oliver la trasmette alla perfezione, con dialoghi taglienti e poche carinerie prettamente supereroistiche.

Avere un protagonista tanto infame permette anche un sottile specchio con gli altri personaggi coinvolti e il team creativo si impegna a fondo nella creazione di un cast di supporto che sappia elevare o mortificare lo stesso Constantine: come giá accennato, Mercury e Swamp Thing saranno protagonisti di una parte molto importante del volume ed entrambi, grazie all’amico comune, esploreranno le loro idee sull’amore e sul ciclo vitale che concerne gli Avatar dell’Universo DC.

Chas, il tassista & migliore amico di Constantine, sará allo stesso tempo spalla comica e motivo di preoccupazione per il lettore, costretto ad osservare la vita di un uomo comune venir disturbata dall’ingombrante presenza del Biondo in Soprabito; non mancheranno anche: visioni di un mondo piú oscuro nel ventre di Londra, un luogo imprecisato costruito sulla magia nera e sull’occulto, una sorta di societá segreta che nasconde esseri ancor piú spregevoli di John e poco tolleranti quando si tratta di aver a che fare con i comuni Londoners.

L’antagonista principale della serie, una rara e fugace ombra in questo volume, compare per poco piú di una decina di pagine totali, Variant cover di The Hellblazer #3.incutendo paura e timore, mostrando un lato del sottobosco spirituale e extra-sensoriale che sa di esotico e mistico anche per Constantine, incredulo quando gli viene presentata la realtá dei fatti…un elemento che potrá soltanto ritorcerglisi contro.

The Hellblazer Vol. I – Veritá Velenose mostra dunque una propria distintá personalitá nel look e nelle sensazioni ricercate, un mix che tenta di risultare in una moderna Vertigo magica, forse eccessivamente diluita con troppi dialoghi e dal ritmo piuttosto lento che poco si addice al fumetto simil-supereroistico major di questi anni. 

Ma l’intenzione di Oliver & Moritat era parlare di nuovo con chi é piú navigato ed ha a cuore il destino nel personaggio, intrigando e catturando di nuovo chi aveva bisogno delle bollocks del bastardo di Liverpool creato da Moore e Totleben, invecchiato ma sempre in grado  di parlare a chi, delle calzamaglie, proprio come Constantine, non é un grande ammiratore.


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