#RWLion / Justice League Of America #3

JL vs. SS #5.
Fabrizio Nocerino

Siamo arrivati all’atto finale di Justice League Vs. Suicide Squad, il maxi-evento estivo italiano che ha coinvolto la Justice League e la Suicide Squad in uno scontro totale, senza esclusione di colpi…Justice League Vs. Suicide Squad #5Una battaglia che ha rivelato un male piú grande nelle ombre del DC Universe.

Dietro l’originale Task Force X, abbiamo scoperto, é esistita un’originale Suicide Squad, guidata da Maxwell Lord e composta da tutti gli assalitori ed i villain che hanno “rovinato la giornata” alla Justice League e alla Squadra in questi ultimi mesi.

Joshua Williamson é accompagnato, in questo prima parte dell’albo, da Robson Rocha, un ottimo artista che é veramente cresciuto gli ultimi mesi su Green Lanterns.

Il team creativo trova una buona sinergia in un numero che risulta cruciale e fondamentale nel mostrare tre dei protagonisti della storia e le loro reazioni: Batman, Amanda Waller e Max Lord.

Questi tre personaggi, contando, se vogliamo, anche Killer Frost, mostrano aspetti diversi del confronto di base tra la Lega e la Squad, una battaglia su chi puó, o meno, fa del bene nel mondo, quali sono le metodologie, gli scopi, i mezzi per ottenerla.

Killer Frost viene presa nel centro di questo dialogo, diventando la vera protagonista e risultando centro morale intorno al quale girano i protagonisti, riflettendo le loro perplessitá…certo, quando c’é tempo tra una scazzottata e l’altra, dato che l’azione in questo numero diventa focale e esplode completamente quando il vero villain della serie entra in gioco.

Un cliché classico, é stato decisamente molto interessante l’introduzione della vera minaccia presentata negli scorsi numeri, ossia il rientro del Cuore di Tenebra Eclipso, che tramite Maxwell Lord ha preso controllo della Justice League, mettendo in scacco il mondo intero.

Justice League Vs. Suicide Squad #6L’azione prende il centro del palcoscenico, come giá accennato.

Insieme a Robson Rocha, Howard Porter arriva con il #6 per concludere la storia e piantare i semi finali della creazione di una nuova Justice League, una Lega che prenderá il posto di questa serie sulle pagine di questo spillato.

Porter, esperto, sa benissimo come giocare con il design dei personaggi Eclips-ati, ma é una vera gioia vederlo gestire il super-criminale demoniaco, una figura minacciosa e imponente nella sua cattiveria, pienamente espressa dalle espressioni del suo viso.

Avere al suo fianco la Suicide Squad lascia Batman in una strana posizione, in cui bisogna cominciare a valutare le proprie considerazioni su ció che ha spinto Amanda Waller a creare la Task Force X e se i membri del team possono essere affidabili o meno.

La conclusione dell’evento ci lascia dunque con un nuovo, ma non esagerato, status quo; la situazione si fa decisamente interessante, specialmente con la pagina finale e le ultime parole di Amanda Waller.

La formazione della nuova squadra comincia a prendere piede e Justice League e Suicide Squad si lasciano in termini amichevoli…o quasi.
C’é sempre bisogno di un minimo di antagonismo.
Ma, nel frattempo, Batman comincia a contattare Killer Frost e Lobo, i due membri messi in mostra per i loro atti eroici durante la serie.

Justice League Vs. Suicide Squad, alla fine della fiera, resta un cross-over tradizionale e non straordinario, non eccezionale, ma godibile e che apre ad una nuova fase di entrambi i gruppi, introducendo nuovi elementi nel DC Universe e riuscendo comunque ad intrattenere per la durata dei sei numeri. Un po’ inconsistente sul versante artistico, ma niente di disturbante o di pessima qualitá.

La corsa per Teen Titans comincia a prendere un po’ di momentum con questo #2.

Con il nuovo artista Diogenes NevesBenjamin Percy prima lascia un ottimo momento per Damian Wayne ed un suo confronto con Raven, nel quale vengono esplorate le motivazioni e le insicurezze di un tredicenne alle prese con il suo “nonno malvagio”.

É sempre ottimo notare l’umanitá di Damian prima di addentrarsi nella sua personalitá pungente e spesso irritante, Ben Percy ci riesce perfettamente creando un momento di umana empatia e connessione con questi personaggi…poco prima di donarci una scena action piuttosto grandiosa.

Ancora una volta, non riesco a non farmi piacere una storia semplice ma che fa il suo giusto mestiere, riempie uno spazio fondamentale in un albo molto buono dall’inizio alla fine.


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