#RWLion / Justice League: Rinascita 11 – 12

Fabrizio Mancini

La Justice League torna nella omonima testata, dopo la breve ma intensa vicenda con Max Lord e la Suicide Squad, in questo 11esimo volume.

Si torna a casa e senza nemmeno rifiatare un’invasione è alle porte. Ma non è importante chi siano, informazione che non viene data, non è importante nemmeno lo scontro, che non viene mostrato, sono importanti i Legami, l’unione fa la forza. Gli spiriti sono giù e molte cose vengono svelate. Al centro dell’attenzione c’è sempre “l’altro Superman”, di cui ancora non c’è piena fiducia e di fronte il solito atteggiamento di un Batman che deve poter avere il controllo.

Anche per le Lanterne non è un bel momento, si sentono abbattuti e caricati di un’impegno che non sentono di poter reggere. Una pausa daile scazzottate, un gruppo di esseri oltre ogni umana concezione che si mostrano fragili come chiunque.

P.S. Attenzione alle parole di Batman, sappiamo tutti che l’evento Watchmen è in arrivo, ci sono buone probabilità che i suoi timori diventino reali.

Si conclude anche lo scontro tra Wally West e i Titani contro Kadabra. Personalmente avrei spinto di più su certe difficoltà, purtroppo non funziona annunciare la sconfitta di un supereroe protagonista, tranne la scelta radicale (ma non troppo nel mondo dei supereroi) di volere la sua sconfitta. Quindi la strategia migliore è rendere il come qualcosa di originale, mettendo forza nelle scelte dei personaggi. Con Wally ci hanno provato, ma era fin troppo chiaro da subito cosa avrebbe scelto e, per quanto sia giustificabile, semplicemente correre non può bastare come unica soluzione a tutto.

P.P.S. Anche qui il rimando all’arrivo dei Watchmen è presente, ma decisamente più diretto, anzi, più diretto di così non si poteva fare.

Chiude Red Hood che avevamo lasciato davanti ad una grossa e minacciosa amazzone. Come previsto dalle variant presenti nei precedenti volumi era chiaro che tra i due si instaurasse una certo rapporto, questa volta il come è decisamente accattivante. Due giovani guerrieri, cresciuti all’ombra di due dei maggiori supereroi mai esistiti, chiaramente Batman e Wonder Woman. L’enorme differenza tra i due, unita da piccole ma importanti sensazioni in comune, scatena continui scambi di battute e frecciatine divertenti, senza scadere nel ridicolo.

Il volume 12 si apre con la Justice League e un enorme problema di tempo che li dividerà. É un momento di grande confusione per tutti, per ora poco chiara se non per l’ingresso di un nuovo personaggio che ci permette il solito spiegone. Continua con prepotenza ogni possibile riferimento al tempo, quasi in maniera ossessiva, come se ci stessero preparando per l’evento con gli Watchmen. Questa nuova storia, che porta appunto il titolo “Senza Tempo”, ci dice ancora poco di che piega possa prendere, può facilmente scadere nella sciocchezza come poter far tremare la Lega della Giustizia.

Ritroviamo Cyborg. Dopo vari svincoli dalla linea narrativa principale ora arriva la fase della resa dei conti. Finalmente si svelano le carte della trappola che gli è stata tirata fin dal principio. Il Il capitolo di per sé appare come fine a se stesso, con un Cyborg giocherellone e un povero ladruncolo coinvolto ad un giochino per niente sicuro, ovviamente non è un gioco ma l’atteggiamento di Vicktor lo è.

Conclude sempre Red Hood che finora sembra essere la migliore storia della testata. Si scava nelle sensazione dell’ex Robin più problematico, trasformatosi in un lupo nascosto tra lupi. Non posso scendere nei dettagli, ma Jason si ritrova di fronte a un grosso problema con cui non riesce a non empatizzare. Il passato in questo personaggio è sempre presente e determinante, e rapportarsi con questo problema sembra essere propedeutico per placare le sue irrequietezze.

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