#RwLion / Justice League: Rinascita #5 – Recensione

Mirko Tommasino

Come visto nel precedente numero di Justice League: Rinascita (testata edita in Italia da Rw Edizioni/Lion Comics), anche in questa quinta puntata al centro della storia principale (Stato di paura) c’è il tema degli eroi in tempo di pace. Come fanno a restare uniti tutti i galli del pollaio senza un nemico comune da affrontare?

Ogni eroe reagisce a suo modo: Batman e Superman tornano a scazzottarsi, Wonder Woman e AquaMan prendono nuovamente coscienza del loro titolo in mezzo ai comuni mortali, Cyborg e Simon Baz provano a distrarsi, Jessica Cruz… beh, forse lei è quella che se la passa peggio, coinvolgendo anche il povero Barry Allen nei suoi super-problemi emotivi e mentali.

Per loro fortuna, se così si può chiamare, una nuova minaccia sta tornando, pronta a riunirli sotto il vessillo della giustizia. Oppure no? Questa volta la minaccia sembra diversa, non più esterna ma interna, anzi, interiore. Gli eroi si confrontano con il loro passato e le loro azioni, fermandosi un secondo di troppo a riflettere su quanto è accaduto. Loro non sono più gli stessi, la League non è più la stessa, perché continuare a comportarsi come se tutto fosse normale? Ognuno reagirà a modo suo, instaurando nuovi equilibri tra i membri della squadra, con e senza la maschera.

Nella prima side-story del numero torniamo a focalizzarci su Cyborg e la sua vicenda personale. Ne “L’imitazione della vita pt.2” Cyborg si scontra con una minaccia che appare fuori portata, spingendosi fino ali limite (ed anche oltre) della sua resistenza, con una grossa sorpresa finale.

Nella seconda side-story, Wally West e i Teen Titans sono nel pieno dello scontro con Kadabra, ma lo scontro non finirà come sperato dai Titans. Una volta ritrovata una pace apparente, Wally può finalmente confrontarsi con Linda, non riuscendo a sortire (anche qui) i risultati sperati. Di nuovo, qualcosa si frappone tra le sue spiegazioni e la comprensione da parte della ragazza: in queste storie l’imprevisto è sempre in agguato.


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