#RWLion / Justice League Rinascita #8

Fabrizio Mancini

Si conclude Infezione, dopo un lungo scontro che  sta mettendo in ginocchio la Justice League.

Il Genio, il programma che ha letteralmente hackerato tutte le certezze della Lega gli ha scatenato contro una masnada di cattivoni che insieme diventano temibili. Il programma ancora una volta sarà determinante, e a rimettere a posto le cose sarà qualcuno di inaspettato. Si conclude un ciclo che però non convince, per quanto scuota il gruppo nel durante, giunti al finale non c’è lo stesso mordente.

Siamo alla quinta parte de L’imitazione della vita. In Cyborg sembrano acquietarsi i dubbi e le ossessioni sulla sua natura ambigua, troverà ancora tanto affetto e rispetto dalla comunità. Ignorando le macchine che tramano alle sue spalle. Il capitolo appare quasi come uno di quei momenti di passaggio, in effetti lo è ma nel finale si apre una nuova situazione estremamente intrigante. Tutta la solitudine provata da Victor potrebbe svanire, forse in maniera decisamente avversa. Il personaggio di Cyborg viene continuamente sviscerato da John Semper jr. Senza mai essere banale e cercando sempre nuovo cardini su cui fare pressione.

La Rinascita di Cappuccio Rosso è letteralmente un orgasmo visivo per chiunque sia un fan di Batman e di Una morte in famiglia, uno dei momenti più controversi della storia DC. Jason è maturo, non è più solo un bulletto addestrato da Batman. Il suo comportamento appare ambiguo finché il personaggio non si racconta. La divergenza col suo mentore è apparentemente abissale, ma Jason è votato ad una causa che perseguirá senza fermarsi, senza temere nessuno, sacrificando se stesso, proprio come Batman. Non sono però uno che si lascia trascinare dalle infinite acque del fanatismo, e prima di tessere altre lodi voglio aspettare di leggere una storia concreta che parte da una base molto solida


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