#RWLion / Lanterna Verde: Rinascita 11

Lorenzo Cardellini

Che la volontà sia l’arma fondamentale delle Lanterne Verdi non è certo una novità. Negli anni abbiamo visto l’affermazione di ciò ed Hal Jordan si è reso protagonista di imprese impensabili sfruttando la propria.

Abbiamo ammirato l’ultima proprio nel primo numero di questa Rinascita, con un Hal talmente potente da riuscire a far ciò che nessuno aveva nemmeno lontanamente mai sognato, ovvero forgiare un anello, pratica che dovrebbe essere esclusivo appannaggio dei Guardiani dell’Universo.Questo dovrebbe darci la dimensione del potere raggiunto da Hal, sprigionato su Mondoguerra nell’esplosione di volontà mossa contro Sinestro. La domanda da porsi è quindi la seguente: quale limite può effettivamente avere il potere della Lanterna per antonomasia?

Dopo l’ultimo scontro con le Lanterne Gialle Hal dovrebbe essere arrivato definitivamente al termine della propria esistenza, tuttavia una così ferrea lena può anche arrivare a trascendere la morte stessa. Ed è proprio di questo che tratta il nuovo numero del mensile, accostando momentaneamente la trama con protagonista il Corpo, miniaturizzato ed intrappolato dal folle Braniac, per concentrarsi sull’introspettivo viaggio di Hal nel luogo di riposo delle Lanterne e sul suo salvataggio da parte di Kyle Rayner.

Un numero molto intimista quello proposto da Robert Venditti che ci narra lo struggente ricongiungimento tra i compagni caduti ed un Hal sconcertato ma quieto allo stesso tempo. Nonostante non sia ancora il suo momento il nostro protagonista si sente a casa, desideroso di approfondire la conoscenza dell’uomo che gli ha donato l’anello, Abin Sur.

L’autore esplora quindi un lato molto interessante, proponendo un faccia a faccia tra il passato, presente e futuro del Corpo, sviscerando, nel poco tempo a disposizione i quesiti che Jordan porta con se sin dal primo giorno di attività come difensore del settore 2814. Il dilemma che da sempre lo accompagna riguardo la scelta compiuta da Abin si risolve nel modo più naturale possibile. Scopriamo che non vi è stata una valutazione particolare, sono state le azioni compiute da Hal successivamente a classificarlo come vero e proprio emblema della luce verde. Estremamente toccante la presa di coscienza di Tomar-Re, venuto a conoscenza del percorso intrapreso  dal figlio che ne ha raccolto il retaggio, indossando l’anello paterno ed occupandosi del settore natale.

La realizzazione del comparto grafico è lasciata ad una new entry,  Ed Benes che fa un lavoro egregio, realizzando delle tavole piene ed armoniche giocando con luci ed ombre, sopratutto nei momenti ambientati nello Spazio Smeraldo. A sorreggere un comparto grafico già ottimo troviamo poi i colori di Jason Wright che confermano la sempre minuziosa cura che questa testata presenta nell’armonizzazione tra gli stili.

Il livello di Hal Jordan and the Green Lantern Corps continua a crescere con una serie percepita come la boccata d’ossigeno dopo un lungo periodo in apnea. Finalmente il momento grigio per il Corpo sembra essere giunto al termine; il giorno più splendente appare nuovamente all’orizzonte e non potremmo che esserne più soddisfatti.

Ad innalzare altrettanto il livello qualitativo del mensile è l’altra testata presente, Green Lanters, che dopo l’ottimo prologo del numero precedente, dove è stata presentata la folle figura di Frank Lamiski, ci mostra le catastrofi che l’anello fantasma tende ad attirare. Il fascino che scaturisce non riesce a lasciare impassibile nemmeno le due Lanterne Verdi, portandole a ponderare l’idea di appropriarsene proprio per l’immenso spettro di possibilità (e colori) che offre.

Tale aspetto non fa altro che sottolineare l’inesperienza di Simon e Jessica, ancora molto acerbi e non pienamente in grado di fronteggiare tutti i pericoli che minacciano il settore 2814. In contrapposizione a ciò troviamo la preparazione di Lamiski, maturata in anni di folle allenamento, che nonostante facciano di lui un candidato perfetto per il ruolo di Lanterna risultano inutili a causa di comportamenti che sfiorano la schizofrenia.Come dicevamo già nella scorsa recensione la Lanterna Fantasma pare avere tutte le carte per essere un nemico eccezionalmente strutturato. L’intrigante caratterizzazione ne fa una mina vagante, pronta a portare distruzione senza freni al minimo soffio di vento.

Il mensile dedicato alle Lanterne si riconferma una lettura molto intrigante, che punta a perseguire un livello qualitativo sempre maggiore, tentando di farsi perdonare, in maniera egregia, i molti sbagli del passato. I dubbi sono quasi nulli: Hal Jordan e il Corpo delle Lanterne Verdi è tornato ed intenzionato a restare.


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