#RWLion / Lanterna Verde: Rinascita 13

Lorenzo Cardellini

L’unione è uno dei precetti su cui si basa tutto il corpo delle Lanterne Verdi.

La volontà di un uomo può fare molto, ma per determinate situazioni una sola persona non basta, ed è qui che entra in ballo il senso di gruppo ed appartenenza che accompagna le Lanterne sin dalla loro formazione. Muoversi come un unico arto, agire come un solo essere, è anche in questo la grandezza che ha portato i detentori dell’anello a divenire i protettori dell’universo.

Ed è proprio su questo che Venditti basa il tredicesimo numero della testata, mostrando come una macchina sapientemente oliata possa far fronte a ogni minaccia, non importa quanto grande o ingegnosa. I nostri protagonisti, dopo aver riordinato fila ed idee, ed essere riusciti a liberarsi dalla prigionia grazie all’astuzia, fanno sfoggio delle proprie capacità. Ogni membro ha un ruolo ben specifico, tutti si assistono e nessuno intralcia gli altri compagni; il calcolo ed il ragionamento non vengono posti in secondo piano, sono, anzi, utilizzati come snodo dell’intera vicenda, dimostrando ancora una volta come il Corpo sia prima di tutto strategia, piuttosto che mera forza bruta.

Abbiamo quindi, come avevamo già anticipato nella recensione del precedente numero, il ritorno di Hal in pompa magna, il quale giunge appena in tempo per soccorrere i propri compagni, che, tuttavia, riescono a cavarsela egregiamente anche senza il vecchio leader. Scelta determinante quella fatta da Venditti in questo frangente. Rendere la figura di Hal meno fondamentale per le altre Lanterne, in favore di uno sviluppo della cooperazione (senza il Sinestro Corps. nulla sarebbe stato possibile) è una svolta narrativa non da poco, che mostra l’intento dello scrittore di dare grande importanza sia alle capacità di Jordan che alla bravura di tutto il resto del Corpo, senza cadere nella classica dinamica di dipendenza / assoggettamento.

Questo numero riassume tutta la linea pensata per il rilancio delle Lanterne: proporre uno stile grafico chiaro con una trama altrettanto diretta che sia comunque sviluppata nel migliore dei modi. Cercando, ovviamente, di ridefinire il canone del personaggio, andato eccessivamente allo sbando dopo l’allontanamento del sempre eccezionale Geoff Johns. Il numero proposto è saldo e divertente, riesce a tenere alta l’attenzione nonostante sia una conclusione ampiamente intuibile e completamente dedicata all’azione. Abbiamo, inoltre, un riconciliamento finale che risulta molto meno fastoso ed altisonante di quanto si sarebbe potuto immaginare. A livello grafico il ritorno di Ethan Van Sciver rende tutto più statico ma risulta comunque una scelta adatta per l’effettiva conclusione di questo primo story arc che si protrae sin dal primo numero del “rilancio”.

In Green Lanters continua la folle corsa della neonata Lanterna Fantasma e dei suoi inseguitori, Simon e Jessica, in un incontro scontro che si protrae per tutto il numero, arricchendo comunque la tridimensionalità dei personaggi con i diversi dubbi da cui ognuno è attanagliato. Interessante vedere come Humphries continui a porre le due Lanterne su diverse lunghezze d’onda, tentando di farle crescere proprio tramite il confronto. In questo caso vediamo come Jessica cerchi di fare il proprio dovere in maniera ben più seria di quanto non provi Baz. La ragazza, vista la comprovata inesperienza e le altalenanti abilità mostrate, tende ad essere più comprensiva nei confronti di un uomo che, fondamentalmente, risulta essere schiavo delle propri desideri ed emozioni.

In maniera ineccepibile la giovane Lanterna arriva a mettere in dubbio lo stesso operato degli anni nello scegliere i diversi protettori, mostrando, paradossalmente, alcune tra le più importanti qualità che un membro del Copro dovrebbe avere. Lo scrittore prosegue, inoltre, l’approfondimento dei “quindici minuti di gloria” vissuti da Lamiski, mescolandoli con flashback che continuano a mostrare stralci di passato in cui viene definita la figura di un uomo debole ma comunque motivato, caduto, purtroppo, nella tela di un personaggio ben peggiore.

Il nuovo numero dedicato alle Lanterne Verdi riesce a soddisfare pienamente, continuando ad imporsi come piacevole lettura di riavvicinamento ai personaggi, oltre che testata dai toni più classici ma sempre ben congegnati.


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