#RWLion / Superman: Realworlds – Recensione

Redazione Geek Area

Conosciamo tutti le origini dei più grandi supereroi della storia; anche chi non si definirebbe un appassionato di fumetti probabilmente sa della morte dei genitori di Bruce Wayne, del morso di un ragno radioattivo al pavido Peter Parker o del bambino alieno arrivato sulla terra e ribattezzato Clark Kent. Proprio sul filone delle origini, sia la DC che la Marvel hanno sempre molto giocato, modificandole con retcon vari, sconvolgimenti totali o, come in questo caso, creando possibili realtà alternative dove gli eventi prendevano pieghe molto differenti.

La Casa delle Idee creò un filone apposito nel 1977, intitolato What If…? dove venivano approfondite tutte le varie possibilità lasciate inesplorate nelle continuity originali, o addirittura stravolgimenti completi di eventi conosciuti (oltre ad avere delle vere e proprie storie fuori dalla continuità ufficiale). In DC le cose risultano invece più complesse ma portarono comunque alla creazione della linea Elsewords in cui potevano essere raggruppate, in maniera più o meno generale, gran parte delle storie che risultavano essere al di fuori della continuity ufficiale, come Batman by Gaslight, JLA: The Nail, Kingdom Come e Superman: Red Son, giusto per nominare alcuni dei titoli più famosi (storie come Il Ritorno del Cavaliere Oscuro sono accostate agli Elsewords dai lettori ma non riconosciute come tali dalla DC).

La prima delle due storie contenute in Superman: Realworlds edito da RWLion, accomunate dallo stesso team creativo ed uscite a circa un anno di distanza, è Superman Inc. e si incastra proprio nel filone sopracitato. Ci troviamo quindi ad esaminare una storia che si pone in un contesto narrativo molto diverso da quello conosciuto come classico. Quindi: cosa sarebbe accaduto se Superman fosse divenuto una stella dello sport? Già, perché è proprio questo il tema di base su cui poi si svilupperà tutta la storia narrata da Steve Vance ed illustrata da José Luis García-López. Le vicende iniziano nel 1971, sempre in Kansas dove però il piccolo Kal-El non ha la fortuna di essere trovato dai coniugi Kent e viene invece investito da un automobilista ubriaco.

L’uomo, convinto di aver ucciso il bambino, rimane fortemente sbalordito nel trovarlo senza nessun graffio e per questo decide di condurlo all’ufficio dello sceriffo più vicino, per poi abbandonarlo e decidere di cambiare la propria vita dopo la grazia ricevuta. Da qui la storia di Kal cambierà radicalmente: il ragazzo viene adottato dalla famiglia Suderman che lo ribattezza con il nome di Dale. La vita sembra continuare felice per il bambino fino all’improvvisa morte del padre: il ragazzo rimane solo con una madre distrutta ed opprimente, la quale morirà alla prima manifestazione dei poteri di Dale, in un incidente provocato dal forte spavento nel vedere il proprio figlioletto sollevare il mobilio e fluttuare nell’aria.

Quest’evento così traumatico porterà alla repressione inconscia dei poteri, di cui il ragazzo scorderà l’esistenza ma che comunque lo aiuteranno a prevalere in ogni sport. Ci ritroviamo quindi con un Dale Suderman, a cui è stato affibbiato il soprannome di Superman, che nel 1999 risulta essere la più grande superstar mai esistita. Dale vanta centinaia di record e riconoscimenti, è il giocatore più ambito e conosciuto al mondo, un vero personaggio dentro e fuori il campo di basket, con una propria immensa linea di merchandise. Come il futuro, diverso, così risulta essere l’uomo: chi ci troviamo davanti è un personaggio completamente differente, un uomo profondamente solo con esclusivamente due interessi, il profitto e la fama, che non mostra il minimo rispetto nei confronti del prossimo, risultandone anzi infastidito. Si tratta di un uomo fatto di apparenza ma che, nonostante tutti i difetti, sembra essere consapevole di poter ambire ad un cambiamento in un uomo migliore.

Come molte cose cambiano, altre rimangono sempre le stesse, ed una di queste è la figura di Lex Luthor, che dopo aver cercato di mettere sotto contratto l’atleta per eccellenza decide di distruggerlo a livello mediatico, vedendo in esso un concorrente commerciale. Da qui si arriverà a delle rivelazioni importanti riguardo le vere origini di Suderman, che mineranno tutte le sicurezze di Dale, facendogli realmente comprendere cosa sia davvero importante nella vita (e su questo giocherà un ruolo fondamentale anche la famiglia Kent).

La seconda storia presentata, Il Marchio di Superman, è invece di più difficile inquadratura. Non si capisce se tecnicamente classificabile come Elseworlds visto che dovrebbe svolgersi nel mondo reale (dove la figura di Superman è quella fumettistica che tutti conoscono) e fa parte di una linea creata appositamente, chiamata Realwords che comprendeva anche un racconto su Batman, intitolato The Dinamic Duo. La storia ha basi molto semplici: ci troviamo nell’America degli anni ’40/’50 con protagonista Eddie, un ragazzo orfano ed onesto lavoratore che viene continuamente bersagliato da dei bulli di quartiere. In un impeto di rabbia Eddie cercherà di attaccare Pete, il capo del gruppo, per difendere l’onore della ragazza di cui sembra essere innamorato. Ovviamente avrà la peggio e la gang lo ripagherà in modo molto fantasioso, tatuandogli il logo di Superman su tutto il petto.

Tutto ciò porterà la vita di Eddie ad andare in pezzi, partendo dal licenziamento dovuto ad una reazione nei confronti di clienti che si facevano beffe di lui, finendo con l’arresto, dopo essere stato colto in flagrante mentre cercava di svaligiare la casa di Pete. L’esperienza della prigione sarà estremamente dannosa per Eddie e finirà per portarlo sulla cattiva strada. Dopo aver subito un pestaggio a causa del logo di Supes il giovane deciderà di utilizzarlo come futuro monito per il mondo. Chiunque vedrà quel tatuaggio saprà di dover avere timore. Le vicende riprendono dopo un salto di due anni, dove assistiamo al rilascio di Eddie per buona condotta e alla sua scalata nella malavita. Le cose non andranno però come sperato ed alla fine il protagonista riuscirà a dare un vero senso al simbolo che oramai lo ha marchiato nell’animo.

Entrambe le storie sono abbastanza godibili anche se non risultano spiccare troppo, tuttavia si classificano in un periodo di grande transizione e trasformazione per il mondo del fumetto e non intendevano certo avere l’onere di cambiarne le basi. Ovviamente il comparto grafico risulta essere spiccatamente anni ’90. Se volessimo dare un’interpretazione più ampia ad entrambi i racconti, unendoli in un unico messaggio, potremmo dire che il simbolismo dietro alla grande S è qualcosa di fortemente profondo. È permeato di una morale che risulta praticamente impossibile da ignorare ed ancora più difficile da compromettere. Essere Superman significherà sempre qualcosa e, volente o nolente, questa consapevolezza tenderà ad avere la meglio. Dietro un semplice logo si cela un messaggio di altruismo, bontà e speranza che né la superbia, l’accidia, né tanto meno la delinquenza potranno mai scalfire.

Il volume è disponibile qui al prezzo di 11,50 €


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