#RWLion / Superman: Rinascita 10

Redazione Geek Area

In questi giorno il nuovo corso dell’Universo DC sta facendo parlare di sè più che mai. In america è ufficialmente arrivato a conclusione il crossover tra Batman e Flash, The Button, che ha gettato le basi del prossimo passo, il quale finirà per coinvolgere in maniera ancor più definitiva uno dei capisaldi della storia fumettistica mondiale.

Questi avvenimenti, in maniera parallela con il numero che stiamo prendendo in esame, sottolineano quale sia il nuovo corso intrapreso dalla DC. La casa editrice ha mostrato una chiara preferenza per una continuity serrata tra le varie serie, che si interseca, creando una forte connessione tra i vari titoli, che seppur leggibili singolarmente risultano essere ancor più apprezzabili quando inseriti nella più ampia visione dell’universo narrativo.

Proprio riguardo questo aspetto riusciamo a vedere come, consequenzialmente, tutte le testate presenti all’interno del quindicinale di Superman finiscano per collegarsi con molte altre, con piccoli o grandi avvenimenti. Laddove la figura di Supes risultava essere già molto “presente” in quanto punto cardine degli accadimenti che hanno sancito l’effettiva fine del precedente ciclo, ora inizia a interconnettersi in maniera ancor più salda.

Il numero trova, ad esclusione di piccoli indizi lasciati da Tomasi e Gleason, il proprio exploit questa volta nel numero #966 di Action Comics che continua la propria esplorazione della figura di Lois Lane e del ritorno in quel che un tempo era anche il suo mondo. La lettura del numero risulta molto più comprensibile se fatta dopo aver recuperato Wonder Woman: Rinascita 7, ove è possibile trovare la spiegazione a tutti i quesiti posti nel numero precedente, grazie alla seconda testata contenutavi, Superwoman. Ovviamente il bandolo della matassa viene sciolto anche nelle pagine della testata di Jurgens, ma in modo sicuramente più sbrigativo. Si ha quindi una rivelazione, anche abbastanza inaspettata, la quale porterà Lois a dover scegliere cosa fare del proprio futuro e come agire nei confronti delle opportunità che un momento così tragico riesce comunque ad offrire. Lois è combattuta, ma sente il netto richiamo di una vita ed una realtà che non ha mai abbandonato e che sembra aver continuato a sognare ogni singolo giorno. Non prova insoddisfazione o frustrazione nel ruolo di madre e moglie, ma è allo stesso tempo conscia dei personali desideri che sente di avere. Vivere senza la propria passione più grande, quale il vero giornalismo aggressivo di stampo Lane, non è cosa affatto semplice. È così che la donna, in maniera anche didascalica, decide di riprendere il proprio vecchio lavoro in un Daily Planet che non conosce ma che è pronta ad affrontare, spinta dall’amore della propria famiglia e da un’obiettivo estremamente lodevole: dimostrare al figlioletto Jon che chiunque può fare del proprio meglio, non importa se dotato di incredibili poteri o meno.

Jurgens si continua a far piacevolmente apprezzare con dei numeri sempre meno action e più riflessivi dimostrando di poter addentrarsi in una trama più densa che non stentiamo a credere possa riservare risvolti interessanti. I momenti vuoti e lenti dei primi cinque numeri sembrano essere lontani; è comunque probabile ipotizzare un ritorno ad una maggiore dose di adrenalina, che se mescolata con un approccio simile potrebbe risultare decisamente più godibile. Risulta, invece, inutile trattare nuovamente il comparto grafico: la rosa di disegnatori al lavoro su questi numeri di Action Comics, ad esclusione di pochissimi nomi, è estremamente scadente. Lo abbiamo già detto e non serve ripeterlo, per questo crediamo sia più consono tralasciare tale aspetto che continua ad impantanarsi in un mare di mediocrità (su cui si erge uno Stephen Segovia di molto sotto la mediocrità) salvo tornare a trattarlo nei momenti di miglioramento.

La serie principale del dinamico duo porta invece a compimento il folle viaggio di Kal-El e Jon sull’Isola dei Dinosauri, chiudendo così un filler votato all’azione in ogni sua parte, oltre che al rafforzamento del rapporto padre/figlio dei due protagonisti. La famiglia Kent finisce per fare la conoscenza di un volto già noto nell’universo DC, quale il Capitano Storm, approfondendo il discorso su i Loosers ed il loro arrivo nella landa desolata che li ha tenuti imprigionati in una sorta di limbo temporale. Gran parte del numero è dedicata allo spettacolare scontro che i tre affrontano nel tentativo di recuperare il dispositivo creato da Jon, contro una schiera di animali a metà strada tra la preistoria e spunti derivanti dai Kaiju.

Il numero della testata principale chiude, quindi, questo ennesimo cerchio, lasciandoci piccoli indizi per quello che sarà il futuro arco narrativo pensato dal duo, di cui si possono trovare le basi in numeri molto precedenti. Maiuscola in questo caso la prestazione di Doug Mahnkie alle matite che mostra tutte le proprie capacità in delle sequenze mozzafiato legate sopratutto al combattimento conclusivo.

Altra chiusura viene data con l’ultimo capitolo di “Made in China” che vede terminare il primo arco narrativo dedicato al Super-Man cinese. Il numero mostra una scialba conclusione, intuibile ed intuita già da diversi numeri, che troppo spesso trascura reazioni umane esageratamente lascive o eccessivamente plateali. Sicuramente migliore rispetto ai precedenti l’ultimo capitolo di questo arco presenta una vena maggiormente divertente, che riesce a chiudere molte falle, facendo risultare la lettura meno noiosa di quanto potesse effettivamente essere. Un Bogdanovic sempre apprezzabile, nonostante i difetti già accennati in precedenti recensioni, fa sperare in un futuro story arc più convincente e meglio ideato di questo, che risultava essere partito in maniera decisamente positiva, perdendosi numero dopo numero.

Nessuno pretende il capolavoro con una serie dai presupposti palesemente pleonastici e scanzonati ma una simile parabola non è certo quello che ci si aspetterebbe da un prodotto che dovrebbe puntare alla freschezza.

Con questo nuovo numero il quindicinale di Superman dimostra la forte interconnessione presente nell’universo narrativo di casa DC, facendo anzi nascere interesse per le serie limitrofe. I primi archi narrativi trovano la conclusione, aprendo le porte alle nuove run che si andranno sempre più addentrando nei misteri che ancora ammantano questa Rinascita.


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