#RWLion / Superman: Rinascita 11

Redazione Geek Area

Se la validità di un prodotto seriale è effettivamente misurabile nel vuoto che questo lascia tra un numero e l’altro, generando l’attesa che permette la continuità della pubblicazione, allora Superman è un lavoro semplicemente ottimo.

Le settimane, più abbondanti del solito, che ci hanno diviso dal nuovo numero della testata si sono fatte sentire, sottolineando implicitamente la qualità del prodotto di casa DC ed avallando un discorso già affrontato in precedenza, il quale dimostra come Tomasi e Gleason oltre ad essere ottimi autori riescano a suddividere il lavoro con delle tempistiche eccezionali, scandite in modo altrettanto studiato.

Quindi, nonostante l’attesa, Superman si fa perdonare, proponendo nel nuovo numero una doppia dose della testata principale, che va ad occupare tre quarti dello spillato, riducendo le serie contenute a due; la già citata e Supergirl. La scelta effettuata dalla Lion si è rivelata molto ben ponderata in quanto i due episodi raccolti nel quindicinale vedono il primo incontro ravvicinato tra i “superfigli” d’arte più amati di casa DC

Si tratta, fondamentalmente, di uno degli incontri/scontri più attesi, in cui due differenti mondi entrano in collisione toccando uno dei punti fragili ed allo stesso tempo complessi. Le differenze nette tra Batman e Superman sono state sempre estremamente marcate oltre che evidenti, ma nulla come la contrapposizione di due diversi tipi di paternità è riuscita ad renderle così tangibili.

Clark Kent e Bruce Wayne sono agli antipodi sotto molti aspetti ma hanno sempre saputo sfruttare questa diversità a proprio vantaggio, creando un rapporto di reciproco rispetto ed amicizia, divenendo ottimi partner, capaciti di sostenersi, e coprirsi l’un l’altro, in ogni possibile scontro. Ed è proprio questo che i due eroi vorrebbero per Jon e Damian, che crescano aiutandosi a vicenda, capaci di cooperare, senza mai sottovalutare il pericolo,  e destreggiarsi nelle situazioni in cui è richiesto l’uso del costume.

Il tocco da maestro è dato dalla caratterizzazione che i due giovani ragazzi presentano, in quanto Superman e Batman non contano quanta caparbietà e testardaggine possano annidarsi in delle così giovani leve. La competizione, sopratutto da parte del ben più esperto Damian, è spietata. Vediamo lo scontro di due personalità molto diverse fra loro: da un lato troviamo la dolcezza, il rispetto e l’ingenuità di un Jon ancora acerbo che sta muovendo i primi passi in un mondo completamente nuovo, dall’altra la caparbietà, la tecnica e la supponenza del miglior Damian, già ben addentrato in certe dinamiche grazie all’allenamento ricevuto. Lo scontro tra i due non tarda ad arrivare, con l’unico improduttivo risultato di creare danni. Proprio per tale motivo Clark e Bruce si ritrovano costretti a porre i due in situazioni dove l’unica soluzione attuabile dovrebbe essere la collaborazione, almeno sulla carta.

Ancora una volta Tomasi e Gleason fanno centro con tematiche semplici, quasi bambinesche, che, tuttavia, riescono perfettamente a trasportarci in questa dimensione di responsabilità e preoccupazione in cui l’Uomo d’Acciaio ed il Crociato Incappucciato si ritrovano a vivere ogni giorno. Viene, in tal modo, sottolineato un altro punto già ampiamente affrontato, ovvero come il rapporto tra padre e figlio, seppur con le proprie peculiarità, non si discosti dalla normalità, in quanto a contare è la capacità di fronteggiare problemi, sostenersi nei momenti complessi e cercare di trasmettere valori ed insegnamenti, piuttosto che il una visione machista spoglia di ogni significato.

Clark e Bruce sono padri e come tali si ritrovano a fronteggiare i problemi di un’età complessa, in questo caso rapportata alla dimensione supereroistica, ma che non fa venir meno quel senso di paura che accompagna un così grande compito. Paura di sbagliare, di fallire e di vedere i propri figli cadere, magari compiendo delle scelte non consone. Proprio per questo sono ben consci che pur facendo del proprio meglio il fallimento sia possibile, annidato anche nella più insignificante delle azioni.

Da buoni padri quali sono si pongono domande sul futuro che aspetta i propri figli e da buoni figli si chiedono cosa avrebbero fatto i propri padri, dimostrando il grande disegno dei due autori in una run sempre più volta all’unione del passato con il presente, in modo da poter affrontare al meglio il futuro.

Il comparto grafico torna nuovamente in mano al buon Patrick Gleason che dopo diversi numeri di pausa torna a fare faville con un livello artistico sempre più alto. L’onnipresente merito del disegnatore di far immergere nella storia attraverso una narrazione dinamica ed uno stile fortemente empatico fa respirare la competizione tra i ragazzi. I visi spesso corrugati in espressioni troppo adulte non fanno altro che rivelare la loro tenera età, sottolineando quanto in realtà siano ancora giovani e lontani dal completare il proprio cammino. Proprio in tale frangente Gleason si classifica come uno degli autori che meglio riesce a rappresentare la figura del bambino con tutte le sue infinitesimali sfaccettature.

Tutte le loro emozioni traspaiono dagli occhi e dalle bocche grandi, dai movimenti spesso scoordinati e da una semplicità di fondo tanto dolce quanto pura, che caratterizza una delle età più belle dell’intera esistenza umana. Superman continua la propria parabola crescente, superando, numero dopo numero, ogni più rosea aspettativa, con un lavoro che farà sicuramente parlare di se per molto tempo.

In chiusura troviamo un nuovo capitolo di Supergirl che si avvicina sempre di più alla fine di questo primo ciclo post Rinascita, mantenendo il buon livello qualitativo su cui si è assestata sin dagli inizi. Nonostante alcuni passaggi potessero essere resi in maniera migliore (tra cui l’avvicinamento tra Kara e la famiglia adottiva, fulcro di molti avvenimenti mostrati nella run) il lavoro svolto da Orlando e Ching è estremamente godibile. La lettura di Supergirl è piacevole ed altrettanto scorrevole, riesce ad approfondire aspetti del personaggi ed argomenti interessanti come l’inadeguatezza sociale, il conflitto genitoriale e la solitudine, esaminando il tutto con leggerezza ma senza mai ridicolizzare i temi trattati.

In questo numero la Terra si ritrova completamente scoperta durante l’inaspettato attacco sferrato da Zor-El e, mentre Kara tenta di far ragionare quel poco che rimane della mente di Alura, numerosi uomini vengono sacrificati per poter far risorgere Argo. La distorta e sempre più orrorifica visione del nuovo Cyborg Superman non ammette sopravvivenza alcuna per l’umanità, civiltà disprezzabile e disprezzata. Il numero si chiude promettendo un finale adrenalinico che si spera sia all’altezza e porti il “faccia a faccia” definitivo tra un padre ormai perso ed una figlia sempre più eccezionale.

Superman è finalmente tornato nelle fumetterie e ripaga ogni singolo giorno d’attesa. Storie solide, tra cui spicca una testata principale magnifica, e comparti grafici davvero ottimi stanno diventando il marchio di fabbrica di una serie che sta riportando della freschezza fonamentale in casa DC.

 

 

 

 


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