#RWLion / Superman: Rinascita 13

Lorenzo Cardellini

La vita di Clark e Lois dopo essere arrivati in questa realtà ha subito una netto rallentamento, i due hanno ricostruito tutto da zero, sotto falso nome, vivendo giornate tranquille e normali per una coppia formata dalla più grande reporter americana ed il supereroe per antonomasia.

Tuttavia la morte del Superman di questa Terra ci ha mostrato come l’altro Kal-El fosse l’unico possibile candidato per raccoglierne l’eredità, divenendo (e tornando ad) essere il difensore del pianeta, con tutti gli oneri che ne conseguono. La vita ha ricominciato ad essere sicuramente più “folle” e il nuovo numero ad opera di Gleason e Tomasi tratta proprio dell’incursione atipica di queste tematiche in circostanze tranquille e semplici come potrebbero apparire le dinamiche di periferia.

Spesso anche un innocuo colloquio lavorativo può trasformarsi in qualcosa di più grande e pericoloso. Il numero funge esclusivamente da abbrivio e ci mostra lo sviluppo di una storia relativamente semplice che si pone a metà strada tra il filler e l’approfondimento della vita di periferia che la coppia, sopratutto Lois, si appresta a vivere, fatto su cui anche Jurgens ha posto l’accento nella propria run di Action Comics. La storia non presenta i grandi picchi narrativi a cui il duo ci ha abituato ma è pur chiara la funzione di riempitivo che svolge.

Tuttavia per giudicare la storia, che si concluderà con il prossimo numero, attendiamo di avere una visione d’insieme, sperando che l’interesse possa svilupparsi con l’approfondimento della trama, relativa alla tentata esecuzione di un’entità aliena nascosta sotto spoglie umane.

Ad occuparsi del comparto grafico accorre nuovamente Doug Mahnke, con un numero davvero altalenante anche sotto l’aspetto delle matite. Il disegnatore alterna ottime splash page e bellissimi primi piani con vignette chiaramente più frettolose, che presentano poca cura nei dettagli ed una resa inferiore rispetto a quella vista nei numeri precedenti a cui ha contribuito.

Action Comics continua a sviluppare la trama riguardante l’esecuzione di Lex Luthor, colui che spodesterà Darkseid a detta di L’Call, l’uccisore di dei (a cui non risulta poi così difficile credere). In un numero estremamente frenetico viene definitivamente posto l’ennesimo dubbio riguardo la figura di Lex, che non riesce a convincere nelle vesti di uomo ravveduto. Assistiamo quindi alla battaglia tra le due figure e Superman, intenzionato a non lasciare che qualcuno possa essere elevarsi a giudice, giuria e boia, basandosi su delle “semplici” visioni, seppur estremamente vivide.

Il numero espone anche l’annosa questione riguardante “la possibilità di uccidere Hitler da bambino” contestualizzandolo il tutto alla vicenda riguardante Luthor e tutto il possibile male che potrebbe fare in futuro se vi fossero effettive possibilità di concretizzazione. La storia, seppur sincopante sotto l’aspetto narrativo, privilegiando un coacervo di pura azione non tralascia anche un’analisi critica sia del personaggio che di come spesso gli uomini, o chi per loro, pensino di potersi arrogare diritti così grandi.

Inutile parlare del sempre scadente comparto grafico che espone brutalmente i limiti già ben chiari di un disegnatore come Taylor Kirkham il quale riesce a peggiorare di volta in volta, come già ampiamente detto.

In chiusura troviamo il penultimo capitolo del primo arco narrativo di Supergirl, che ci porta alle prime battute del definitivo faccia a faccia tra padre e figlia. Kara tenta con tutta se stessa di far ragionare ciò che rimane della figura paterna, la quale, purtroppo, non sembra minimamente disposto al dialogo, continuando, anzi, a nascondersi dietro sciocche visioni paternalistiche.

Zor-El racconta bugie per giustificare un atteggiamento folle e riprovevole, autoconvincendosi della veridicità del proprio distorto verbo. Arriva ad ignorare completamente la stessa persona che vorrebbe così strenuamente proteggere. Il numero sviluppa quindi tale scontro ideologico, portato avanti dualmente anche sotto l’aspetto fisico, con una ottima alternanza. La curiosità per la definitiva chiusura del ciclo è davvero molta, grazie ad una serie che con la sua leggerezza riesce comunque a soddisfare piacevolmente.

Nonostante una storia principale apparentemente sottotono lo spillato di Supes continua imperterrito per la propria strada, ampliando sempre di più i vari snodi narrativi delle testate che lo compongono. Non ci resta altro che attendere e vedere se il prossimo numero riuscirà effettivamente a risollevare una prima parte eccessivamente debole.


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