#RWLion / Superman: Rinascita 15

Redazione Geek Area

Tra l’agosto del 2014 e l’aprile del 2015 in America il meraviglioso evento partorito dalla mente di Grant Morrison, Multiversity, ha visto la pubblicazione, segnando in maniera profonda (come spesso accade con le opere dell’autore scozzese) il mondo del fumetto, attraverso un lavoro dalla portata eccezionale, curato in ogni minimo dettaglio. Morrison ha mostrato ancora una volta tutta la propria grandezza, proponendo perle come Pax Americana, un manuale di narrazione fumettistica condensato in circa 48 pagine.

Multiversity è stato quindi un evento di altissimo livello, estremamente apprezzato dal pubblico. L’unico timore riguardava come potesse essere inserito attivamente all’interno delle testate DC. Nonostante la propria grandezza e la mole di eventi coinvolti sarebbe rimasto ai margini dell’universo narrativo o ve ne sarebbe entrato a far parte in maniera fondamentale? In molti sostenevano la prima ipotesi, tuttavia con l’avvento della Rinascita Multiversity è iniziato ad essere coinvolto in maniera sempre più attiva, partendo proprio dall’albo preso oggi in analisi.

Sul quindicesimo numero della testata dedicata all’Uomo d’Acciaio troviamo proprio questo effettivo contatto con Terra-0 grazie allo smodato amore mostrato dal team creativo di Supes, quali Gleason e Tomasi, che hanno quindi deciso di darvi un punto di partenza, analizzando un’apparente cospirazione messa a segno nei confronti di diversi Superman sparsi per tutto il multiverso. Ed è proprio questo che viene velocemente narrato nelle prime, sincopanti, 24 pagine dello spillato ; ci ritroviamo ad osservare l’incursione del “Red Son” nel mondo del nostro Clark Kent. La versione alternativa protagonista della serie creata da Mark Millar nel 2003, che narrava gli accadimenti in seguito all’atterraggio della navicella kryptoniana su suolo sovietico, irrompe in tale realtà allo stremo delle proprie forze, riuscendo a chiedere aiuto appena in tempo.

Nonostante la potenza del Superman sovietico risulti pari a quello della Golden Age (praticamente illimitata) la minaccia stagliatasi sul multiverso risulta essere comunque fuori portata, fornendo un chiaro indizio su quanto questi eventi possano risultare pericolosi. Combattendo insieme i due figli di Krypton riescono a tenere momentaneamente a bada i raccoglitori di Prophecy , assistendo poi all’arrivo della creazione morrisiana, la Justice League Incarnata, fondata proprio con lo scopo di proteggere il multiverso da eventuali attacchi.

La storia si sviluppa in maniera lineare ponendo come elemento centrale l’interesse mostrato nei confronti di alcuni Supes. La narrazione, sempre ottima, scandisce perfettamente la mole di eventi mostrati e nonostante sia ancora presto per poter dare un vero e proprio parere sul nuovo arco narrativo c’è da specificare che il numero riesce a catturare l’interesse del lettore immediatamente. Tutto ciò non fa altro che avallare l’ampio discorso riguardante il duo di autori, i quali non perdono occasione per  mostrare tutte le proprie capacità. Ai disegni abbiamo un’altro conoscitore del progetto di Grant Morrison, Ivan Reis, che realizza figure statuarie e pregne di un eroismo.

Vedremo quale sarà l’effettiva evoluzione di Multiplicità e se riuscirà a rendere anche solo parzialmente giustizia all’opera che tenta di omaggiare.

Sulle pagine di Action Comics continua il processo a Lex Luthor, giunto ormai alle ultime battute. Le carte in tavola vengono cambiate nuovamente ed in questo caso a fare il “doppiogioco” è proprio Supes che, nonostante l’aggressività mostrata nella chiusura dello spillato precedente, svela il reale piano: allontanare Luthor dal Deicida, in modo da poter spezzare il controllo che questo vi esercita, riorganizzarsi e fuggire verso casa. L’indecisione iniziale mostrata da Clark, poi rivelatasi come un semplice bluff, risulta essere il passo definitivo mosso nei confronti di Lex. Nonostante quanto accaduto il miliardario non ha ancora dato motivazioni reali ed effettive che facciano dubitare delle sue intenzioni, fatto difficile da credere, ma che, al momento, risulta insindacabile.

Jurgens ci guida in quello che probabilmente sarà la prima parte dello scontro finale tra le due diverse “fazioni”, con una lettura semplice e diretta, che nonostante non brilli per originalità si sorregge in modo onesto.

Infine vediamo la chiusura del primo ciclo dedicato a Supergirl, con uno scontro finale piuttosto deludente. Tutta i sentimenti contrastanti nati precedentemente si spengono immotivatamente, chiudendo una situazione molto complicata in poche scialbe pagine che lasciano il lettore interdetto. Dopo cinque numeri di confronto ci si aspettava una resa dei conti incisiva, ma è proprio questo il punto: non vi è nulla di tutto ciò. Kara e Zor-El si scambiano qualche colpo misto a piccoli sproloqui, senza però giungere a nulla. Una vicenda così folle e complessa viene risolta in modo completamente insufficiente, denotando una grande mancanza da parte di Steve Orlando che non riesce a concludere il primo ciclo dedicato a Supergirl in maniera degna. Ineccepibile invece il comparto grafico, realizzato da un Bryan Ching in forma sempre più smagliante.

Vedremo ora come si muoverà la testata e se effettivamente Orlando riuscirà a farsi perdonare da una simile caduta o se tale livello finirà per divenire lo standard generale della serie.


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