#RWLion / Superman: Rinascita #18

Carlo Vitali Rosati

La quiete prima della tempesta. Superman: Rinascita #18 offre tre storie più tranquille rispetto ai precedenti numeri, ma non per questo sottotono. Almeno, non tutte.

In Superman #17 Raccolto Oscuro seguiamo le vicende di Jon, il figlio di Superman, e della sua amica Kathy, in un’avventura dai toni decisamente poco supereroistici. Dopo la conclusione della saga in tre parti Multiplicità, Peter Tommasi e Gleason sembrano volersi prendere una pausa e spezzare il ritmo, con una storia autoconclusiva e più leggera che al contempo approfondisce dei misteri accennati in precedenza e fa sperare che nei prossimi numeri potremo assistere a qualche rivelazione interessante.

L’incidente scatenante è a un passo dal cliché: Jon deve aiutare Kathy a ritrovare il nonno, sparito nella Palude dell’Uomo Morto (già vista in Superman: Rinascita #11) mentre cercava la sua mucca da premio. Ma circolano voci strane riguardo la palude e Jon ha già avuto modo di vedere che c’è qualcosa di misterioso in quel posto. Ma sarà vero, o è solo la sua immaginazione?

D’accordo, la premessa è semplice. Ma la semplicità qui è una scusa per creare una storia bizzarra, ricca di citazioni e, a tratti, con un discreto senso dell’umorismo. E nonostante le atmosfere strizzino l’occhio al cinema e alle serie horror (in primis Stranger Things) il risultato è più simile a una leggenda metropolitana raccontata attorno a un falò notturno.

E non è una cosa negativa. La trama è lineare, a un passo dal banale, ma riesce a offrire momenti deliziosamente bizzarri, grazie soprattutto ai disegni di Sebastián Fiumara che sembra divertirsi un mondo in questo numero. Le luci, le creature horror e gli schemi di vignette creano un mondo inquietante e curioso, e rendono bene i toni psichedelici che pervadono la seconda parte della storia.

Durante le peripezie nella Palude dell’Uomo Morto, Tommasi e Gleason approfittano per fare un po’ di umorismo alla “Klark Kent deve usare i superpoteri senza farsi scoprire” ai danni del povero Jon, e di nuovo, quella che a prima vista sembra una trovata ingenua, si rivela azzeccata. È ridicolo vedere il figlio di Superman, a malapena capace di controllare i suoi poteri, cercare con tentativi goffi di mascherare l’uso della superforza mentre è in una situazione che a fatica a comprendere. Ma al tempo stesso lo rende umano, e gli dà un minimo di carattere, rimediando almeno in parte alla trama lineare e priva di conflitto.

Ed è questa probabilmente l’origine dei problemi di questo numero, la mancanza di un conflitto concreto. Se vi aspettate una storia profonda o spaventosa, resterete delusi, ma l’idea di piazzare il figlio di Superman in una situazione da horror anni ’80 alla Stranger Things mescolata con un po’ di humor è originale, e grazie ai degni di Fiumara e i colori di Dave Stewart, il risultato finale è un prodotto piacevole.

Lo stesso, purtroppo, non si può dire di Action Comics #974. La linea scritta da Dan Jurgens continua a non convincere, con una trama dilatata che inizia scricchiolare. Il secondo numero della miniserie Dai Modi Gentili ci fa seguire due trame parallele: da una parte seguiamo Lois Lane che accetta un appuntamento a cena con il nuovo e misterioso Clark Kent senza poteri per scoprire la verità su di lui, dall’altra Superman cerca di curare Lana Lang da un male sconosciuto, ignaro di una nuova minaccia in agguato.

Il DoppelClark è interessante. I disegni di Patch Zircher e Stephen Segovia creano un Clark Kent gentile, ma inquietante, che riesce davvero a dare dubbi sulle proprie intenzioni senza mai fare nulla di apertamente ostile (un po’ come una versione goffa di Ditocorto). Purtroppo i testi di Jurgens appiattiscono ogni sottigliezza, e concludono la scena dell’appuntamento in modo affrettato e deludente (la rivelazione sul grande mistero di Clark Kent viene rimandata di nuovo. Sigh…). La storia riprende vita nella conclusione con quella che sembra essere la premessa di una svolta che -speriamo- dal prossimo numero scuoterà la serie.

Il numero 18 di Superman Rebirth si conclude alla grande con la seconda e ultima parte di Addestramento. New Superman, la linea che segue le avventure di Kong Kenan, la controparte cinese dell’Uomo d’Acciaio, rimane fresca e interessante. Gene Luen Yang è abile nell’utilizzare dettagli minori come i gesti di saluto, il cibo, e alcuni comportamenti dei personaggi, per creare un’atmosfera esotica e credibile, in cui i supereroi possono affrontare sfide diverse dal solito.

Anche qui seguiamo una doppia trama: l’addestramento del giovane Kenan che per la prima volta sblocca un nuovo superpotere, e la sfida che Baixi Wang dovrà vincere per mantenere il cappuccio di Batman. Come in Raccolto Oscuro, abbiamo una trama leggera (seppure con una struttura decisamente più solida e articolata) che trae forza da questa leggerezza per consegnare un prodotto piacevole e, in questo caso, molto più avvincente.

Kenan alle prese con l’inglese di Luthor è buffo e umano. Il suo atteggiamento testardo è funzionale alla trasformazione che a fine numero inizia ad affrontare. I disegni di Billy Tan e Haining mi sono piaciuti in molto, in particolar modo il character design di Alpaca, personaggio che approfondisce il sottotesto politico della serie.

In conclusione Superman Rebirth #18 è un numero con alti  bassi, ma che riesce comunque a divertire, e promette grandi svolte per il prossimo numero.


Comments are closed.

Caricando...