#RWLion / Superman: Rinascita #19

Carlo Vitali Rosati

Diciotto numeri. Quattro mesi di pazienza, e finalmente possiamo assistere alla rivelazione del grande mistero che ci accompagna dall’inizio della serie. Ma sarà all’altezza dell’attesa?

Superman: Rinascita #19 non perde tempo con spin off e trame parallele, e si concentra sulla storia principale, servendoci finalmente la soluzione al mistero del doppio Clark Kent. Il finale della recensione conterrà spoiler, se volete evitarlo sappiate che l’ultima storia è la più valida di questo numero e il motivo principale per acquistarlo.

Ok, ora andiamo per ordine… Il volume comincia con la prima parte di Superman: Rinato, una miniserie che unisce le due linee Superman e Action Comics in una crisi che sembra stravolgere la vita dell’Uomo d’Acciaio. I toni sono decisamente più seri rispetto agli ultimi numeri, adeguati alla pericolosità dell’avversario che Superman dovrà affrontare e alla posta in gioco: la vita di suo figlio Jon.

Peter Tommasi crea un’atmosfera spaventosa dai toni tragici senza bisogno di ricorrere ad esplosioni o monologhi struggenti. Nonostante qualche tempo morto all’inizio, la trama viene prende il via grazie a una serie di eventi sempre più inquietanti che dirigono in la vicenda in modo ineluttabile verso il suo terribile finale. Superman alle prese con un problema al di là delle sue possibilità, e in cui a fare le spese sarà la sua famiglia, è molto più umano ed empatico di quanto non lo sia stato finora nella serie.

E i meriti, stavolta, vanno quasi esclusivamente al testo. I disegni di Patrick Gleason, per quanto sempre piacevoli, non sono forse i più indicati per le scene orribili che si consumano davanti agli occhi di un Superman impotente, né per dare spessore al dolore del protagonista. Ed è un peccato: Gleason si è dimostrato un ottimo disegnatore per questa serie, come ad esempio in Nel Nome del Padre: I Più Piccoli del Mondo, e a fianco di Tommasi, come sceneggiatore, ha dato risultati molto gradevoli.

La conclusione della storia, purtroppo, è affrettata, e vista la portata dell’evento appena accaduto avrebbe meritato una pagina in più (magari a danno dell’inizio un po’ lento). La storia di Tommasi si rivela comunque una buona premessa alla grande rivelazione della seconda parte, e un fumetto in grado di farci preoccupare davvero per la sorte di un uomo praticamente invulnerabile e onnipotente. Non male.

Dan Jurgen, nella conclusione di Superman Rinato, svela la vera identità e le intenzioni del doppio di Clark Kent. Non c’è molto da dire, i testi di Jurgen sono un po’ meno piatti del solito, ma il punto di forza di Action Comics rimane l’aspetto grafico. La trama, in effetti, è una scusa per dare briglia sciolta ai disegnatori Doug Mahnke e Jaime Mendoza, che culminano con una bellissima sequenza di otto pagine al termine della quale viene rivelato il grande mistero…

COMINCIANO GLI SPOILER!

Il DoppelClark è Mister Mxyzptlk, desideroso di vendicarsi dell’Uomo d’Acciaio per non essere andato a salvarlo dalla prigione di Mister Oz. Mister Mxyzptlk è malefico e folle come ci si aspetterebbe da un folletto pentadimensionale, ma la rivelazione appare fiacca e gratuita.

La mancanza di una costruzione, nei numeri precedenti, che portasse a questa svolta la rende quasi incomprensibile. Mister Oz è stato visto in appena due pagine nella serie Superman: Rinascita, e la prigionia di Mister Mxyzptlk non era nemmeno stata introdotta. Immagino che l’intento degli autori fosse espandere l’universo narrativo per i nuovi lettori a cui la serie è rivolta. Ma con diciotto numeri in cui non sono mancati dai filler inutili, gli autori avrebbero potuto lanciarci qualche indizio in più per rendere la rivelazione meno improvvisata e più piacevole.

Il diciannovesimo volume torna alla ribalta alla conclusione, con la chicca L’uomo dal Cappello Viola, la storia migliore di questo numero, e una delle più belle dell’intera serie finora. I toni psichedelici, unita a riferimenti metanarrativi, creano un’atmosfera piacevole e inquietante, alla Alice nel Paese delle Meraviglie, che si addice bene al personaggio di Mister Mxyzptlk.

La rivelazione che nella storia precedente appariva debole, qui assume spessore grazie ai testi di Paul Dini, che puntano il riflettore sulla pazzia e sulla disperazione del folletto della quinta dimensione, e soprattutto ai disegni di Ian Churchill che dà vita a un Mister Mxyzptlk sofferente, per cui riusciamo a sentirci dispiaciuti nonostante tutto.

Paul Dini utilizza Mister Mxyzptlk per lanciare riferimenti alla cultura nerd e commenti caustici sul personaggio di Superman, come la sua morale nelle vecchie storie classiche e i suoi modi quasi subdoli per sconfiggere gli avversari. Il risultato è allo stesso tempo spassoso e angosciante, come nella migliore tradizione dei supercattivi dei fumetti. Jon, unico altro personaggio della storia, è delineato come un ragazzo più intelligente e determinato che nelle storie degli altri autori. E il pericolo in cui è caduto, nonostante sia appena agli inizi, promette situazioni interessanti.

FINE DEGLI SPOILER.

Superman: Rinascita #19 è un buon numero, fosse anche solo per la storia conclusiva di Paul Dini e Ian Churchill. Ma è anche un numero chiave per capire le vicende di questa serie e, al di là di ogni considerazione di qualità, ci consegna finalmente la risposta che aspettavamo da 18 volumi.


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