#RWLion / Superman: Rinascita #2

Lorenzo Cardellini

Ci sono cose che ti segnano nel profondo. Può un fumetto di appena venti pagine essere una di queste?

Secondo il modesto parere di chi scrive si. Per una serie di infiniti motivi: potremmo partire dicendo che questa è la reale Rinascita di un personaggio come Superman, che dopo tanti anni torna a splendere di nuova luce su una testata seriale grazie ad un team artistico che ha capito il modo in cui utilizzare il personaggio, quali corde andare a toccare e come portare avanti la storia del supereroe più famoso che il mondo conosca.

Potremmo… e lo faremo.

Perché è proprio questo che riescono a fare Peter Tomasi e Patrick Gleason: in venti pagine riescono a far immediatamente innamorare di un personaggio che sembra essere tornato dopo tanto tempo, il che è effettivamente così, ma in un senso decisamente più figurato, intimo e personale. Nelle pagine che aprono questo primo nuovo ciclo intitolato “Figlio di Superman” ci troviamo di fronte ad un fatto reale: c’è modo e modo di scrivere una testata. Per tanto, troppo tempo, Superman è stato affidato in mano a team artistici che non ne hanno compreso realmente la profondità, le sfaccettature, creando dei cicli deboli e che poco aggiungevano ad un personaggio così complesso e che sulle spalle porta una tale fama. È proprio questo il problema con un personaggio come Superman, se non trattato nella maniera migliore, se non capito in quella che è la sua psicologia di uomo profondamente umile, dolce e buono, che si eleva al di sopra degli altri non per capacità fisiche ma per quelle morali, si finisce per avere l’ennesima run insipida dove si ha a che fare con una storyline prevedibile sia sul corto che sul lungo raggio e che finisce per uccidere lo spirito stesso di cui l’ultimo figlio di Krypton è pregno.

Tomasi e Gleason mostrano immediatamente, invece, di aver ben capito cosa gli è stato affidato, di aver studiato un personaggio così complesso, avendo, in maniera parallela, fatto tesoro di quanto creato con Batman e Robin creando, proprio per questo, delle dinamiche completamente opposte che possono contestualizzarsi perfettamente alla nuova veste di padre di famiglia che Clark ha.

Quello che abbiamo ora è il Kal-El proveniente dalla realtà pre New-52, arrivato in questa dimensione con la propria Lois Lane ed il piccolo Jonathan. È proprio sul rapporto famigliare che si va a focalizzare questo primo numero che apre le danze ad una run la quale, sin da subito, mostra un potenziale semplicemente immenso. Jonathan, che ha da poco scoperto la verità sul padre, su se stesso e la propria razza, vive l’esperienza sognata da ogni bambino, ovvero quella di avere Superman come padre e lo guarda con tutta l’ammirazione e la devozione che solo un figlio così orgoglioso può avere. Ciononostante non è tutto semplice come sembra, Jon deve anche iniziare a confrontarsi con i propri poteri, che tende a tenere nascosti, seguendo quanto detto dai genitori, ma che non riesce neanche a controllare a pieno, arrivando ad essere spaventato dalle sue stesse capacità.

Un dramma non indifferente che, se sommato al dover mentire continuamente riguardo la propria identità, le proprie origini ed abilità, risulta davvero estenuante, sopratutto per un ragazzino il quale viene a conoscenza di tutta questa mole di informazioni in un modo così particolare.

Come dicevamo all’inizio, in circa venti pagine Gleason e Tomasi riescono nella fantastica impresa di far appassionare a questa “rinata” rosa di personaggi in un modo più unico che raro, dando al lettore tutto ciò di cui ha bisogno per alzare gli occhi dopo la fine della lettura ed esclamare: “Superman è tornato“. È semplicemente fantastico come in così poche pagine questo duo riesca far comprendere tutto il significato del personaggio, spostando successivamente l’asticella su Jon e focalizzandosi sulle conseguenze che tutti questi eventi possano aver avuto sul ragazzo, descrivendo in maniera efficace un rapporto padre-figlio estremamente profondo.

Mai come in questo caso risulta adeguata la definizione data del duo artistico nei credits, dove vengono apostrofati come “cantastorie“. Menzione d’onore per le meravigliose matite di Gleason che, in modo semplicemente perfetto, dimostra il proprio altissimo livello, con uno stile fortemente tondeggiante e dal tratto lineare dolce. La bellezza dei disegni unita al calore dei colori di John Kalisz fanno compiere a questo primo reale numero di Superman il passo finale, estasiando sotto qualsiasi aspetto.

La seconda testata che troviamo all’interno del quindicinale, Action Comics, continua quanto iniziato sul numero precedente e troviamo quindi il  nostro Superman pre-new 52 che ha compiuto la scelta di tornare in azione, come sottolineato alla perfezione nel numero di Tomasi e Gleason, onorando la memoria del proprio “fratello” scomparso, fronteggiare un Doomsday materializzatosi praticamente dal nulla, affiancato da Lex Luthor, autoproclamatosi nuovo Superman. Il numero non aggiunge praticamente nulla a quanto accaduto nel precedente, mostrando esclusivamente un susseguirsi d’azione, avallando ancor di più i dubbi instillati precedentemente.

Non ci viene spiegato chi sia il Clark arrivato in aiuto di Jimmy Olsen, viene semplicemente accennato dal personaggio un fatto ben preciso: non è mai stato Superman, si trattava di una menzogna. Gli elementi degni di nota che si vanno delineando in questo numero di Action Comics sono fondamentalmente due, il primo riguarda Doomsday, il quale mostra, anche se in maniera ancora rudimentale, della vera e propria strategia durante il combattimento, potendo sollevare dei altre domande sull’adattabilità di tale mostruosità; il secondo è la delineazione di una figura misteriosa, la quale agisce nell’ombra, e che sembra essere il possibile mandante dell’attacco.

I testi di Dan Jurgens non risultano spiccare quasi mai, ciononostante va detto che in un numero così votato all’azione spasmodica si potrebbe anche sorvolare ma va comunque sottolineato come la reale utilità di questo numero venga meno. Il comparto grafico non aiuta, in quanto i disegni di Patrick Zircher risultano anonimi, datati e, nella maggior parte dei casi, poco dinamici.

Di tutt’altra pasta invece è il secondo numero di New Super-Man che porta avanti un’idea di base interessante e realizzata in un modo decisamente divertente. Risulta una storia dalle tinte molto fresche che può fare tranquillamente breccia nei lettori attraverso una semplicità ed un’immediatezza invidiabile. La storia continua in maniera lineare ed assistiamo al primissimo scontro di Kong Kenan con parte della Justice League cinese, ovvero Bat-Man e Wonder-Woman (risulta molto esilarante vedere il modo in cui la Cina abbia creato le proprie “copie“, le quali risultano essere l’opposto dei personaggi che vanno ad emulare). Kong è scritto in maniera molto interessante, è un ragazzo desideroso di attenzioni, che senza più una madre ed un padre assente ha bisogno di essere ascoltato. È estremamente loquace, spavaldo e sbruffone ma dimostra di avere la dote più importante, un grande cuore. Il ragazzo, che avrà non pochi problemi con i propri poteri, verrà trasportato in una prima missione, che, con dei ritmi scanzonati, mostra tutto il potenziale di una testata davvero divertente.

I testi di Gene Luen Yang si rivelano essere efficaci e fanno ben sperare per il futuro di questa serie; discorso leggermente differente per Viktor Bogdanovic, che risulta avere uno stile interessante, molto vicino ed allo stesso tempo derivato da quello di Greg Capullo (come si può meglio vedere nel volume Batman Arkham Knight). Realizza delle belle tavole, sopratutto quando si tratta di scene d’azione ad ampio raggio o splash page, perdendosi però in una poca cura per i dettagli ed un’eccessiva fretta nel tratto. Tutti elementi comunque risolvibili che ci potranno dare un artista sicuramente valido.

Questo secondo numero della “rinascita” di Superman, edito da Lion Comics (RW Edizioni), è quanto mai bello e fondamentale. Da qui riparte realmente un personaggio che ci è mancato tanto, che nella sua nuova dicotomia di supereroe/marito-padre di famiglia sentiamo più vicino che mai, più umano che mai. Questo quindicinale, contornato di storie decisamente interessanti come New Super-Man ed un “revival” anni novanta con Action Comics è il reale snodo di questa Rinascita della DC Comics.

Con Superman tutto riparte e lo fa meravigliosamente.


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