#RWLion / Superman: Rinascita #3

Lorenzo Cardellini

 

I was once like you are now, and I know that it’s not easy

Father and Son, Tea for the Tillerman (1970), Cat Stevens.

Fare il padre è una delle cose più complicate che possano esistere, pensare di dover crescere un altro essere umano, di dover indirizzarlo verso il proprio futuro ed educarlo secondo dei sani principi che possano formarlo mentalmente e moralmente è un peso non indifferente. È complicato oltre ogni modo ed il margine d’errore in ogni azione compiuta risulta sempre molto alto. Si convive con il terrore, il terrore di sbagliare, il terrore di perdere quella che, senza se o ma, diventa la persona più importante della propria vita. Fare il padre è un arduo compito, non adatto a tutti.

Ma la gioia che può regalare vedere il sorriso di un figlio affiorare pian piano spazza via ogni dubbio ed ogni paura. La forza che può trasmettere un singolo gesto è incalcolabile e comprensibile solo nell’esatto secondo in cui si prova. Riporre tutto il proprio amore in ciò che si è creato sperando di non aver sbagliato troppo e pregando di aver fatto e dato tutto il possibile. Questo è quello che un rapporto padre-figlio comporta e pensare di dover trasmettere una così complessa gamma di emozioni e sentimenti attraverso un fumetto senza risultare banali o superficiali è un compito davvero arduo.

Pensare, poi, di farlo attraverso la figura supereroistica più centrale che ci sia rende il tutto ancora più complicato. Ma è proprio per questo che il Superman di Peter J. Tomasi e Patrick Gleason va letto. I due autori si superano di numero in numero creando una storia meravigliosa che riesce a colpire al cuore mostrandoci le diverse ottiche di figlio e padre, facendoci comprendere quanto siano complessi entrambi i ruoli, sopratutto se complicati da dei poteri come quelli di Kal-El. Certo, i rapporti tra i due risultano girare attorno al dover imparare a padroneggiare i propri poter da parte del giovane Jon, ma, in modo più sottile, ci fanno comprendere tutta la grandezza di un personaggio come Superman, la sua purezza d’animo ed infinita bontà, e la difficoltà di dover trasmettere tutto questo, gli insegnamenti più importanti, ad un figlio in un momento di grande sconvolgimento, dove sarebbe molto facile perdersi.

In questo nuovo ciclo, e più precisamente in questa storia che porta Clark e Jon sul campo, in modo da far capire al ragazzo l’importanza del compito che Superman svolge con i propri poteri, Kal è il padre che tutti vorremmo avere e quello che tutti vorremmo essere. Premuroso, gentile e dolce, ma fermo nelle proprie decisioni. Lo sguardo pieno d’amore con cui Clark guarda Jon riesce a trasmettere un intero mondo di pensieri, preoccupazioni e speranze che solo un padre premuroso può avere. L’uomo d’acciaio, uno degli esseri più potenti che la Terra abbia mai visto, è pronto a sopportare ogni sorta di dolore pur di far credere in se stesso il proprio figlio, è pronto a fronteggiare qualsiasi avversità per difenderlo e spiegargli come meglio utilizzare il dono che ha.

Clark spiega la difficoltà di fare sempre la cosa giusta, anche quando nessuno sta guardando, con parole semplici e dirette che risultano però avere un peso specifico immenso. In poche vignette Gleason e Tomasi analizzano la figura stessa del supereroe, sviscerandone l’identità ed il messaggio che questo dovrebbe trasmettere, senza mai cadere nella banalità.

Nella seconda parte della storia vediamo Jon rapportarsi con chi la sua età la vive e quelle emozioni le prova sul momento, avendo un riscontro positivo ed un accettazione che fanno molto più di quanto possa sembrare. Allo stesso modo troviamo un Clark preoccupato per il proprio dovere che si confida con l’amore di una vita, Lois Lane, che come succede quando si ama davvero qualcuno, riesce a fugare ogni timore con semplici e precise parole.

Questo nuovo numero di Superman continua, quindi, la stupenda Rinascita del personaggio sostenuto dal magnifico lavoro di Patrick Gleason. Il tratto morbido e dolce dell’artista americano si sposa perfettamente con la maestosità di un personaggio come Superman, delineando ancor di più i lati umani di un personaggio che troppo spesso si tende a percepire come alieno. La bellezza dei visi, la speranza raffigurata nei grandi occhi di Jon quando guarda il padre aiutare l’equipaggio di una rompighiaccio esprime perfettamente tutta la potenza di questo lavoro a livello puramente grafico.

Altrettante lodi non possono, purtroppo, essere tessute per l’Action Comics di Dan Jurges che continua ad arenarsi in una banalità fin troppo legata allo spirito anni ’90 da dove sembra attingere l’autore. La trama, in ben tre numeri, non compie un singolo passo in avanti, l’unica cosa a cui ci troviamo ad assistere è azione fine a se stessa, che se anche si volesse apprezzare alla lunga raggiunge il punto di saturazione. Superman si sta ancora scontrando con Doomsday, che non sa come fronteggiare; la distruzione continua imperterrita; ancora nulla ci è stato detto sul misterioso Clark Kent apparso dal nulla ed infine troviamo Lois che, puntualmente, ricorda al lettore la triste fine fatta dall’ultimo figlio di Krypton durante il ben più famoso scontro datato 1992. Non si comprende davvero dove Jurgens voglia andare a parare ed inizia a sembrare quasi paradossale che la testata si trascini così senza nessun cambiamento di stato.

Non riescono a risollevare più di tanto gli esiti neanche i disegni di Tyler Kirkham che seppur decisamente più apprezzabili di quelli realizzati da Patrick Zircher risultano comunque anonimi. Spiccano maggiormente nei momenti di azione frenetica ma, purtroppo, finisco per lasciare il tempo che trovano.

Altro discorso va fatto con la terza testata presente nel quindicinale, che da questo numero si alternerà con New Super-Man, ovvero Supergirl, di Steve Orlando e della nostrana Emanuela Lupacchino. La storia, precisa e lineare, ci mostra una Kara senza poteri che grazie alla collaborazione del D.E.O., a cui si è rivolta dopo gli eventi visti con la morte del Superman New 52, per poter mantenere al meglio la promessa fatta di proteggere la terra. Ma qualcosa torna dal passato della ragazza, direttamente da Argo City, creando scompiglio e distruzione. Le cose, dopo la sua partenza, sembrano essere sfuggite di mano anche allo stesso Zor-El, sollevando altri misteri sulla sua effettiva dipartita.

Lo stile della Lupacchino sostiene bene la storia, riuscendo a districarsi tra i vari momenti statici e quelli d’azione. Il tratto smussato e lineare tende a sposarsi bene con un personaggio come Supergirl che con questa prima storia, fortemente introduttiva, si inserisce nel percorso della “RinascitaDC.

Ancora una volta Superman, edito da Lion Comics (RW Edizioni) si classifica come un acquisto obbligato grazie alle meraviglie realizzate dal dinamico duo Tomasi/Gleason. Segnaliamo quindi l’incipit leggero ma comunque interessante della nuova seire su Supergirl, di cui sarà curioso vedere lo sviluppo. Unica nota dolente, nuovamente, risulta essere Jurgens che speriamo possa rissollevare l’andamento di una testata importante come Action Comics al più presto.

Per il resto non possiamo far altro che augurarvi buona lettura, questo numero saprà regalarvi più emozioni di quante ne possiate mai immaginare.


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