#RWLion / Superman: Rinascita #7

Redazione Geek Area

Riuscire a raccontare delle storie non è mai una cosa semplice. Che si tratti di un romanzo, di un racconto breve o di un fumetto la complessità di raccontare una storia non cambia. L’idea di base è cercare di trasmettere qualcosa al lettore, immergendosi per primi nella costruzione del racconto, accompagnati dal costante timore di non riuscire a proporre qualcosa di interessante e, sopratutto, bello.

Proprio per questo motivo spesso, nel vano tentativo di creare una storia che meriti tale epiteto, si scade in problematiche abbastanza comuni. C’è chi tenta di proporre trame e archi narrativi più complessi e composti di quanto effettivamente sia in grado di gestire, non capendo che una storia complessa non risulta automaticamente bella.

Le trame di un artista come Grant Morrison sono meravigliose nella loro complessità perché la genialità dell’autore nel creare questo tipo di trame , zeppi di collegamenti e connessioni è enorme. Allo stesso modo un tipo di scrittura come quello di Jeph Loeb riesce a suscitare una rosa di emozioni e riflessioni nel lettore altrettanto ampie e profonde che altri non riescono neanche ad immaginare.

Il punto della questione rimane uno: fare ciò che si ha in mente con originalità e seguendo le proprie capacità, sviluppando qualcosa di personale che possa davvero dare qualcosa a questo media. Senza ombra di dubbio il quindicinale di Superman riesce propriamente nell’intento di raccontare qualcosa al lettore, di farlo bene, toccando i giusti punti, facendo nascere della passione e agevolando l’affiorare di riflessioni e riguardo l’imponente figura dell’Uomo d’Acciaio, ciò che rappresenta ed il retaggio che un giorno Jon dovrà portare avanti. Come già fatto con Batman e Damian, il mirabolante duo formato da Peter J. Tomasi e Patrick Gleason ci fanno davvero considerare la possibilità che con questi personaggi un futuro passaggio di testimone sia effettivamente possibile. Un cambio generazionale proposto con questi presupposti avrebbe senso di esistere senza se e senza ma.

L’attuale narrazione dei due autori americani, sopratutto attraverso questo numero, torna a dare vero senso alla Casata di El, mostrandocela sotto un lustro diverso. Ciò che Clark vuole fare è lasciare un retaggio al proprio figlio, un qualcosa che possa portare avanti con orgoglio e giudizio, un qualcosa che inizialmente non voleva affrontasse ma, anche grazie agli eventi, comprende essere troppo radicato all’interno del nucleo da cui proviene. Se il nome della casata di Superman è legato al tuo il retaggio da raccogliere è un peso indicibile, proprio per questo non può essere ignorato, va anzi vissuto con piena consapevolezza.

Appartenere agli El non significa solamente dei benefici a livello personale donati dalle cellule kryptoniane esposte alla luce di un sole giallo, è molto di più. Significa avere delle responsabilità e dei doveri fuori dal comune, che, nel bene o nel male, ti qualificheranno. Tutti possono definirsi “Superman” ma se poi non si è in grado di agire come lui il resto poco conta.

In questo numero si conclude lo scontro iniziato su Superman: Rinascita #4 che porta l’Ultimo Figlio di Krypton a sconfiggere definitivamente un Eradicatore più ostinato che mai. In una battaglia che dimostra perfettamente quale dovrebbe essere lo storytelling utilizzato per esprime al meglio azione e narrazione, Clark riesce a rivoltare contro quest’ultimo quegli stessi kryptoniani che per tempo immemore ha imprigionato, costringendoli ad ulteriore sofferenza nonostante la morte. I farneticamenti di questo personaggio non fanno altro che rafforzare la convinzione in Kal di quanto Jon sia degno del nome che porta e, proprio per questo, debba essere istruito.

Non dovrà essere necessariamente Superman un giorno, l’importante è che diventi qualcuno consapevole delle proprie abilità e di ciò che queste comportano in un mondo tempestato di pericoli. Non importa quante sventurose previsioni l’Eradicatore vaneggi, Jon è il futuro della Casata di El e questo non potrà cambiarlo nessuno. In tale modo si chiude il primo ciclo scritto dal duo e disegnato dal visionario Patrick Gleason che torna alle matite deliziandoci con uno stile sopraffino. Nessuno riesce a tenere attualmente il confronto con quest’artista che sembra nato per disegnare il viso ispiratore di Clark, così pieno di speranza, grazia e potenza.

Ribadiamo ancora una volta come questo nuovo corso intrapreso da Superman sia una delle cose migliori che questa Rinascita abbia portato all’Universo DC nella sua interezza, grazie al ritorno, in grandissimo stile, della propria punta di diamante.

Altra sorpresa ci viene riservata con Action Comics #963 che finalmente propone un bel numero per la collana storica che ospita le avventure dell‘Uomo D’acciaio. Finalmente l’azione si ferma e un po’ di carne viene buttata al fuoco in una serie dove effettivamente ancora non si era visto nessun risvolto di trama, se non qualche flebile accenno. Jurgens decide di far realmente ingranare la serie e si addentra all’interno del mistero venutosi a creare con la comparsa di un ennesimo Clark Kent, senza poteri, che sostiene di non essere mai stato Superman.

Questo Clark infatti afferma che quanto accaduto, ovvero la rivelazione di Superman della sua identità segreta, fosse solamente uno stratagemma del supereroe. L’Uomo d’Acciaio avrebbe intimato a Clark di sparire dalla circolazione a causa di un articolo che gli sarebbe potuto costare la vita. Nonostante tutti i lettori sappiano bene come stessero realmente le cose (ovviamente) riguardo il Superman New 52, questo “redivivo” Mr.Kent sembra essere pienamente convinto dei suoi racconti, avallati anche da più esami svolti con tanto di “macchine della verità”. Di chi si tratterà quindi? Sarà un clone? Qualcuno la cui mente è stata controllata? Chi si celerà realmente sotto i vestiti dell’impacciato reporter di Metropolis?

Finalmente, dopo tanto, troppo, tempo Jurgens costruisce un numero dalle tematiche ben studiate che riesce a creare del sano e genuino interesse nei confronti di una testata la quale aveva davvero molto poco da offrire. La speranza che riponiamo è davvero molta, pregando che la serie possa aver trovato finalmente un punto di svolta, assesstandosi su un livello buono che non si focalizzi esclusivamente su i continui, ed insipidi, scontri. Dal punto di vista delle matite Action Comics continua a peccare molto, con dei tratti eccessivamente scadenti che si vanno sostituendo di numero in numero. Questo numero segna il ritorno del tratto stucchevole e datato di Patrick Zircher, che con la sua staticità e delle linee così poco curate affossa il comparto tecnico di un fumetto che avrebbe potuto dare molto di più in questa occasione.

A chiudere questo ottimo numero troviamo Supergirl che riconferma il più che ottimo lavoro svolto da Steve Orlando e Brian Ching. Il filone narrativo della run continua a trattare il senso di alienazione che Kara prova nei confronti del pianeta Terra, in maniera sempre più marcata quando tenta di rapportarsi con chi la circonda. Assistiamo a tutti i problemi di integrazione più comuni di chi, proveniente da posti con cultura e usanze differenti si ritrova a vivere. A differenza del cugino Kal, Kara non ha avuto modo di ambientarsi in questo mondo, non ci è cresciuta e, come è ovvio che sia, non riesce a percepire questo nuovo pianeta come suo. La sua casa rimane Argo su Krypton e nessun posto terrestre sembra poterla rimpiazzare. Ad accentuare delle problematiche già così importanti si aggiunge il ritorno Zor-El che, dopo essere sceso a patti con Braniac per salvare la propria vita, finendo per diventare un cyborg al servizio del malvagio essere, sembra aver ripreso il controllo della propria mente.

Ciononostante i segni di squilibrio da parte di Zor-El, che ricordano proprio quelli mostrati dall’Eradicatore, risultano essere più che palesi. La volontà di creare una nuova Krypton sulla Terra non è da classificarsi proprio come l’idea più pacifica e sana che si possa ponderare. La follia sembra crescere di attimo in attimo nella mente di un uomo che, attraverso la propria distorta visione delle cose, sta semplicemente tentando di porre rimedio agli errori commessi.

Supergirl, continua ad esplorare tematiche davvero molto interessanti in modo sempre fresco ed attuale unendo un buon storytelling ad un comparto grafico ottimo. Lo stile di Ching riesce a rendere ogni numero particolare ed allo stesso tempo unico, utilizzando un espressività che riesce a dare tanto anche solo attraverso i visi dei personaggi interessati. Al momento la testata dedicata a Kara Zor-El riesce a staccarne molte altre, imponendosi in maniera più che netta proprio sull’altra con cui condivide periodicità e quindicinale, ovvero New Super-Man, che purtroppo, continua la propriafase altalenante. Al momento se la Lion scegliesse di dare cadenza quindicinale a Supergirl inserendola come terza serie fissa saremmo pienamente d’accordo.

Anche questo settimo, ed ottimo, numero di Superman si conclude e non potremmo essere più entusiasti. Nonostante le sbavature, che sembrano finalmente in via di correggimento, Superman Rinascita, edito dalla Lion (RW Edizioni), continua la propria cavalcata, riuscendo a regalare ulteriori soddisfazioni.


Comments are closed.

Caricando...