#RWLion / Superman: Rinascita 9

Lorenzo Cardellini

La Rinascita dell’Universo DC  sta ottenendo continui consensi ed è un vero piacere da lettore poter apprezzare una manovra simile che è riuscita a riportare qualità in moltissime testate della casa editrice di Burbank. Passare da un periodo in cui, personalmente, potevo contare le testate DC lette sulle dita di una mano, ad uno in cui leggo quasi tutte avidamente, e con grande interesse, è un balzo davvero gigantesco.

La DC sembra, per il momento, aver imparato dai propri errori: ha osato molto ed ora sta raccogliendo i frutti di un “rilancio” ben fatto, davvero audace ma che sembra realizzato con criterio. Ed è quindi così che la passione cresce di uscita in uscita, mista alla curiosità di sapere come si evolveranno le cose in un universo narrativo che sembra avere molto da dare. In tutto questo si inscrive la meravigliosa figura di Superman, rinata a nuova vita come una fenice dalle proprie ceneri, con una sottile differenza: per riuscire a rendere nuovamente “appetibile” la figura dell’Uomo D’acciaio la versione New 52 è dovuta perire, lasciando spazio al Clark Kent sopravvissuto a Flashpoint.

Nel numero precedente abbiamo visto una storia di assestamento, che con la sua semplicità riusciva comunque ad appassionare e a spiegare perfettamente le priorità di un Superman padre e marito, il quale risulta avere la necessità di conciliare i propri doveri privati con quelli di più grande eroe che il mondo abbia visto. Ed è proprio questo il leitmotiv che apre questa nuova storia e ci fa ritrovare un padre ed un figlio intenti a lavorare ad un progetto di scienze. Sembrerebbe tutto normale se sui i loro petti non troneggiassero delle grandi S rosse. Detta così (e se letta in maniera superficiale) potrebbe sembrare un semplice espediente, ma continuare ad inserire la figura di Superman in un contesto così umano e sentimentalmente complesso non fa altro che arricchire il personaggio. Clark ha finalmente intrapreso una strada che riesce a rendere giustizia all’idea stessa del simbolo che rappresenta ed è proprio per questo che la figura del piccolo Jon acquista sempre più importanza e significato.Jon è Superboy, certo, ma è anche un figlio e nulla tende a far emergere la parte più umana di un uomo quanto tale figura.

Nel modo più semplice che si possa pensare tutte le vicende partono proprio dal piccolo e geniale progetto scientifico sviluppato dal ragazzo. In una frazione di secondo Clark e Jon finiscono per ritrovarsi, scossi e spossati, in una terra del tutto sconosciuta ed ostile, inconsapevoli del modo in cui vi sono arrivati ed apparentemente impossibilitati a lasciare un luogo che sembra essere uscito dall’immaginario narrativo di Michael Crichton misto alla propria controparte hollywoodiana. Qualcosa di misterioso aleggia in questa landa dimenticata dall’evoluzione, qualcosa di così potente da indebolire anche i poteri di Kal-El. In un numero adrenalinico e completamente votato all’azione Patrick Gleason e Peter J. Tomasi ci introducono nella nuova avventura che ci accompagnerà e che, per ora, si rivela squisitamente intrigante ed ancora differente rispetto a quanto visto negli otto numeri precedenti.

Le variazioni che gli autori stanno proponendo sul personaggio e l’ampiezza di storie proposte non fa che accrescere ancor di più il piacere di leggere una serie ben realizzata, che attraverso trame differenti punta allo svolgimento di una scrittura di fondo, volta ad una ricaratterizzazione fondamentale, realizzata, per giunta, in maniera semplicemente ottima. Il comparto grafico viene in questo caso nuovamente curato da Doug Manhke, che abbiamo già avuto modo di vedere all’opera sul sesto numero della testata. Pur avendo uno stile decisamente differente rispetto a Gleason e Jorge Jimenez, risulta adatto alla narrazione veloce in una storia che fa dell’azione il proprio punto focale.

La curiosità di comprendere cosa sia realmente questa terra inospitale abitata esclusivamente da cadaveri e relitti è davvero molta e riesce a creare e coadiuvare un forte senso di coinvolgimento nel lettore, costretto all’attesa prima di poter vedere tali misteri svelati.

Votato al netto cambiamento risultata essere anche Action Comics #965 che, dopo aver finalmente affrontato la questione del Clark senza poteri, portando a domande ancor più grandi, si sposta su un soggetto completamente diverso: Lois Lane. In un numero che, almeno inizialmente, sembra essere introdotto in maniera forzata ed alquanto macchinosa abbiamo modo di apprendere tutta la difficoltà che può portare con se una vita vissuta nell’ombra come quella di Clark e Lois. Il figlio prediletto dei Kent risulta, tuttavia, aver ripreso qualcosa di quello che precedentemente costituiva il suo Io, tornando ad essere il paladino di cui Metropolis, ed il mondo tutto, ha bisogno, mentre Lois rimane incastrata in una vita che ama con tutto il cuore ma che continua a non qualificarla pienamente. Mrs. Lane ama profondamente essere madre e moglie ma tutti sanno quale sia la vocazione di quest’ultima per la scrittura e, in particolar modo, per la cronaca. Togliere la cronaca a Lois Lane sarebbe come togliere la S a Superman, un qualcosa di inconcepibile.

Attraverso questi piccoli, grandi, dettagli viviamo tutta la complessità delle scelte che questo nucleo familiare è costretto a dover intraprendere, cercando di mantenere la propria sicurezza in un mondo il quale appare familiare, ma, allo stesso tempo, distante anni luce. Lois, dopo aver fatto dei sogni preoccupanti parte alla ricerca della propria controparte nativa di tale realtà, finendo per tornare proprio nel posto che tanto sentiva mancare, il Daily Planet, incontrando molte vecchie conoscenze. In questo modo arriva anche a comprendere pienamente come una realtà diversa possa portare con se anche dei caratteri differenti rispetto a quelli di provenienza, lasciando interdetti soprattutto nel caso di un uomo dal patrimonio sconfinato.

Dan Jurgens continua la propria scia positiva e confeziona uno dei numeri migliori visti dal suo ritorno sulla testata. Far interagire i personaggi e sondare i vari rapporti, insieme all’analisi di una realtà non sempre rosea, sono tutti punti a favore di una testata in netta ripresa. Il cruccio, come diciamo in ogni uscita, rimane il comparto grafico, mai all’altezza. Ci ritroviamo, nuovamente, di fronte al datato e scialbo stile di Segovia, il quale rallenta semplicemente la narrazione con disegni non all’altezza.

Sempre su ben altri binari grafici viaggia Supergirl che continua il ciclo “Il regno di Superman Cyborg” che mostra il folle intento di Zor-El, pronto a sacrificare l’intera popolazione terrestre per far tornare la defunta Argo a vivere, insieme a tutti i suoi cittadini. La crescita di Kara, anche se sotto certi aspetti eccessivamente repentina, è percepibile di numero in numero. Laddove il dramma della solitudine, legata alla diversità di un mondo alieno, e della perdita sono sempre presenti inizia a farsi strada anche un sentimento verso la famiglia adottiva scelta per la ragazza. I signori Danvers non risultano essere solamente una facciata, si preoccupano per lei e temono possa farsi male. Le vogliono bene e vorrebbero vederla star meglio, in maniera del tutto disinteressata.

È su queste note nettamente più dolci che Kara decide di affrontare il proprio folle padre ed avere le prove reali della salvezza di Argo. Quello che percepiamo in questo numero è la natura ancora giovane ed incerta di Supergirl, che da classica adolescente si lascia sopraffare dalle emozioni, negative o positive che siano, finendo per perdere la concentrazione nei momenti più focali. Il faccia a faccia con Zor-El è ancor più distruttivo del precedente ed una consapevolezza pende sulla testa della bionda eroina: ciò che ha davanti è tutto quello che rimane della propria figura paterna. È folle, certamente, ma rimane tutto ciò che gli resta.

La run di Steve Orlando e Brian Ching continua la propria parabola crescente, mantenendo un livello ottimo. Molto del merito va ad un Ching in forma e dall’ottimo tratto. I volti spigolosi ma estremamente espressivi sono il perfetto sunto di tutta la nuova saga di Supergirl, intrigante sotto ogni punto di vista.

Il quindicinale di Superman sorprende ancora una volta e lo fa con un livello qualitativo inaspettato, in quanto sta riuscendo a mantenere un più che buon equilibrio tra le varie parti, fornendo delle letture appassionanti e di livello, che spingono sempre di più il lettore all’interno di questo mondo, pronto ad aprirsi a chiunque voglia entrare.


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