#RWLion / Superman/Batman, Nemici Pubblici – Recensione

Lorenzo Cardellini

La diversità. Una delle prime cose che viene in mente se si pensa a Superman e Batman. Il giorno e la notte, l’instancabile speranza e la più cruda realtà. Due personaggi così profondamente diversi ma allo stesso tempo facce di un’unica medaglia. In molti hanno cercato di affrontare la dicotomia tra Clark Kent e Bruce Wayne, ma mai nessuno si è addentrato così profondamente all’interno della loro rapporto quanto Jeph Loeb. In Nemici Pubblici Loeb decide di mettere al centro dell’azione il legame che queste figure leggendarie hanno. I più grandi supereroi di sempre riescono, nonostante agiscano agli antipodi con metodologie differenti ed ideologie altrettanto diverse, a portare avanti una sincera e profonda amicizia che li spinge a fidarsi ciecamente l’uno dell’altro.

Kent e Wayne ci vengono mostrati in tutta la loro naturalezza, con i difetti e i pregi del caso. Loeb riesce a scavare a fondo nel passato dei due, portando alla luce un rapporto che si è costruito attraverso il tempo in modo sicuramente non semplice, e che fa comprendere i pensari di entrambi, così diversi, così particolari. Lo scrittore riesce a fornirci alcune delle versioni più interessanti dei personaggi partendo da un Batman estremamente cupo, pronto a manipolare gli altri per raggiungere uno scopo, che non si pone una linea di demarcazione così netta come in passato. C’è bisogno di usare le maniere forti e cattive? Bene, si usano. L’omicidio non è sicuramente un’opzione, ma se per fermare qualcuno di abominevole ci fosse bisogno di compiere un gesto tanto estremo il Crociato Incapucciato potrebbe anche voler ragionare sulla cosa. Allo stesso modo Superman è profondamente differente da come ci aspetteremmo. Non cerca di mediare o di essere ligio alle regole, è stanco di doversi confrontare con qualcuno il cui unico scopo è tentare di distruggerlo, provocando qualsiasi tipo di disastro nel mentre, riuscendo puntualmente a ripulire il proprio nome con qualche sotterfugio.

Ma, grazie all’inventiva e all’ispirazione di Loeb, i due personaggi non sono l’unico punto di snodo della storia; in questa si fanno largo altrettanti comprimari interessanti ed un cattivo degno di questo nome. Il duo infatti è costretto ad agire insieme per contrastare le folli azioni di un Lex Luthor divenuto presidente degli Stati Uniti per un unanime consenso popolare, il quale riesce a fare ciò che ha sempre sognato: screditare l’Uomo d’Acciaio, sfruttando anche la comunità supereroistica a suo servizio. Lex risulta più meschino che mai in questa nuova veste, pronto a sacrificare anche la propria salute mentale pur di vedere Superman schiacciato e disprezzato dal mondo intero. Oltretutto, grazie alla posizione ricoperta si ritrova ad avere un potere senza limiti, come mai accaduto in passato rappresentando una minaccia ancora maggiore.

La tematica toccata dallo scrittore nel 2003 risulta estremamente attuale, sopratutto alla luce degli avvenimenti recenti negli USA. Il dilemma che l’autore, e più direttamente Superman, si trova ad affrontare è un qualcosa di estremamente delicato ed altrettanto importante: il popolo è sempre in grado di fare la scelta più giusta? La risposta è abbastanza titubante. Molto spesso no. In più occasioni il parere popolare può essere manipolato, ingannato e se cavalcata una determinata onda di malumore e scontento generale molte cose possono essere dimenticate. Ed è proprio questo il problema, spesso si tende a scordare chi si ha davanti.

L’altra grande domanda che il supereroe per eccellenza si pone è: se si ha la forza, il modo o la maniera di evitare un tale sbaglio è giusto agire o ci si deve strettamente attenere alla libertà di scelta? Si entra, quindi, in un ambito fortemente filo morale, un campo minato in cui è molto facile compiere sbagli, contraddicendo proprio ciò che si rappresenta. Utilizzare la propria figura per cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica, finendo inevitabilmente per influenzarla non è un qualcosa di completamente giusto secondo Clark, ma nemmeno dare uno dei più grandi poteri al mondo in mano ad un essere spregevole risulta esserlo. Eppure Kent conclude che un immissione reale nella scelta popolare non sia né giusta né equa, anche se ciò significherà convivere con un fardello simile ed odiarsi per non aver impedito che un evento del genere accadesse.

Loeb continua a trattare argomenti importanti, esaminando la figura del supereroe minore in relazione ai più potenti ed iconici personaggi che popolano tale universo. Tematiche simili sono state più volte accarezzate nel corso della storia editoriale della DC ma nessuno è riuscito ad affrontarle così di petto, facendo esprimere i diretti interessati. In questo caso l’onere viene lasciato a Capitan Atom, il quale in maniera parallela rispetto agli avvenimenti principali snocciola un argomento non indifferente: quanto può essere complicato fare il supereroe con gente del calibro di Superman e Batman in circolazione? Come si fa a non vivere costantemente con dei complessi di inferiorità quando si è consapevoli che l’Uomo del Domani potrebbe tranquillamente svolgere qualsiasi compito in maniera migliore e più sicura? Capitan Atom è fortemente incerto sul da farsi; subissato di responsabilità si ritrova a capo della Lega della Giustizia e, comprensibilmente, ha paura di sbagliare. Tenta di fare del proprio meglio, arrivando addirittura ad accettare la chiamata di Lex Luthor. Spera di poter aiutare gli altri, certo, ma accetta anche per se stesso, tentando di eliminare il senso di inadeguatezza ed inferiorità che lo attanaglia attraverso la gratificazione personale. Vuole dimostrare al mondo che può essere all’altezza di un simile ruolo ed è anche per questo che commette degli errori di valutazione, troppo preso dalla voglia di differenziarsi, emergere e farsi valere in un mondo in cui fare il supereroe è difficile anche “a causa” dei propri colleghi.

Nemici Pubblici è una storia molto più complessa di quanto possa apparire dopo un semplice colpo d’occhio. Loeb riesce a far assimilare al lettore ogni argomento in maniera talmente naturale da lasciare stupiti. L’amicizia, la disillusione, il pericolo scaturito da un pazzo eletto dal popolo, la difficoltà nel fare il proprio mestiere quando esistono personaggi del genere, l’ansia e le problematiche che ne scaturiscono, il tutto unito in un unico racconto che gli autori mascherano come puro action ma che risulta avere molti piani d’interpretazione e chiavi di lettura al proprio interno. Questa magnifica miniserie è inoltre sostenuta da i magistrali disegni di un Ed McGuinness in forma smagliante che, con il suo stile massiccio e cartoonesco ma sempre molto espressivo, riesce a dare il perfetto impatto al tutto. L’artista delinea, con dei tratti netti e possenti, un Batman monolitico, che incute vero timore con la sua impassibile monoespressività ed allo stesso modo fornisce a Superman un iconicità innata. Con pochi tratti riesce a far mutare il viso di Clark da benevolo ad adirato, trasmettendo un infinita sfumatura di sentimenti differenti. Il tutto è, inoltre, perfettamente messo in risalto dall’inchiostrazione di Dexter Vines (storico collaboratore di McGuinness e McNiven), che sottolinea le differenze di luce e stato nei vari cambi di inquadratura tra i due personaggi.

Superman/Batman è un lavoro complesso e a tutto tondo, che riesce nel difficile compito di mantenere sempre alta l’attenzione del lettore, con un adrenalinica successione di eventi, riuscendo però ad impegnare, affrontando tematiche serie, le quali portano a dei veri e propri ragionamenti una volta conclusa la lettura. Loeb e McGuinness riescono a trovare il giusto connubbio tra azione e ragionamento con una nonchalance e classe stupefacente.

Una lettura estremamente appassionante ed attuale che, grazie alla nuova collana Le Grandi Storie dei Supereroi, di Eaglemoss/Lion potete recuperare al prezzo di 12,90 €.


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