#RWLion / The Books of Magic: la Divina Commedia di Neil Gaiman

Filippo Garofalo

Sebbene un maghetto britannico, con un gufo, occhiali e un’innata propensione per la magia possano risultare familiari, The Books of Magic non ha nulla a che vedere con Harry Potter. La miniserie venne pubblicata tra il 1990 e il 1991, qualche anno prima della saga di J.K. Rowling. Toltoci il sassolino dalla scarpa…

The Books of Magic torna alla ribalta con la versione Deluxe edita da RW Edizioni . Miniserie in quattro uscite scritta da Neil Gaiman, vanta il tratto di ben quattro disegnatori differenti, uno per ogni capitolo: John Bolton (Il Labirinto Invisibile), Scott Hampton (Il Mondo delle Ombre), Charles Vess (La Terra del Crepuscolo d’Estate) e Paul Johnson (La Strada verso il Nulla). Un corposissimo cartonato che metterà a dura prova tutti quei lettori scettici e razionali(come me!)  che nutrono forti dubbi nella possibile esistenza della magia. Un’iniziazione per profani che, se riuscirete a leggere tutta d’un fiato, vi farà rimanere profondamente estasiati e desiderosi di non lasciar più quei mondi che ci vengono pomposamente presentati nell’arco del volume.

Avventura ambientata nel DC Universe. Timothy Hunter, teenager britannico, sembra serbare dentro di sè il potenziale di un grande mago. Per questo, viene avvicinato da quattro Cavalieri in Trench, esponenti fondamentali del DC Universe e massimi esperti nel campo della magia ed illusione: Lo Straniero Fantasma, John Costantine, Dr. Occult e Mister E. Ognuno di loro sarà la sua guida spirituale in un affascinante viaggio che lo porterà nei meandri della scienza occulta. Visiterà il passato, presente e futuro per arrivare a mondi immaginari dai tratti fiabeschi. L’intera storia vede Timothy di fronte a un bivio: vivere il resto dei giorni come una persona normale o abbracciare il suo destino e realizzarsi nelle arti mistiche.

Mi piace pensare a questa graphic novel come una piccola Divina Commedia. In fondo, abbiamo il nostro Dante (Timothy) e Virgilio (manifestatosi sotto le spoglie degli uomini in trench). Timothy viene guidato nella sua ascesa alla conoscenza, partendo dal primo livello (il passato), per giungere all’ultimo (il futuro). Il suo è un lungo cammino costellato di ostacoli, ricco di incontri con personaggi del DC Universe. Inframezzato da momenti di riflessione, il percorso di Timothy è un’immersione totale nel misticismo. Attraverso gli occhi del ragazzo, abbiamo modo di immedesimarci nell’innocente stupore che caratterizza la sua visione dell’ignoto.

Lì, per fuggire ogne consorzio umano, 
ristette con suoi servi a far sue arti, 
e visse, e vi lasciò suo corpo vano (Inferno, Canto XX, vv.85-87).

Nonostate l’eccessivo esempio citazionista , ritengo servano a descrivere la trascinante idea di fondo. Il lettore viene prepotentemente rapito dalla realtà circostante per essere scagliato in mondi illusori e volutamente inquietanti. O forse l’inquietudine nasce dall’ignoranza… la nostra. Così ancorati alla realtà, alla verifica delle ipotesi, un mondo simile ci sembra così astratto. Eppure, pagina dopo pagina, il lettore ne vorrà ancora, perchè ciò che non si capisce in fondo affascina. La mente di Gaiman con il suo linguaggio esoterico e carico di simbolismi non poteva non riuscire in un’opera che richiedesse un visionario sufficientemente onirico da presentarci mondi tanto differenti quanto accomunati da una singola cosa: il tempo. The Books of Magic diventa un trampolino di lancio per tutti i lettori, ai quali si chiede non tanto di avere fede ma di lasciarsi guidare lungo un viaggio, esattamente come il protagonista. Possiamo pensarlo come un gigantesco buco nero in cui ci si lancia inconsciamente.

Ma come si fa a narrare la magia senza l’ausilio dell’arte visiva. Qui, infatti, abbiamo ben quattro paia di mani all’opera, ognuno con la propria impronta. Jon Bolton, con il suo stile incredibilmente fotorealista e sfumato, rende il primo libro spaventosamente oscuro e solenne. Scott Hampton con il suo tratto pennellato trasforma le tavole in veri e propri affreschi. Charles Vess ci regala una perfetta atmosfera fantasy dal tratto fiabesco con disegni piacevolmente curati e dettagliati. A chiudere in bellezza ci pensa Paul Johnson, riempiendo delle tavole estremamente dettagliate ed oniriche. Il fattore sorprendente è come lo stile di ognuno si sposi perfettamente con il tipo di narrazione scelta da Gaiman. Si respira l’estrema selezione artistica che ha preceduto la stesura della graphic novel. Un mio consiglio è quello di soffermarsi ad ammirare i disegni che difficilmente non potranno non farvi rimanere a bocca aperta.

In conclusione, The Books of Magic è uno dei graphic novel più noti ed apprezzati degli ultimi tempi perciò… Lasciatevi incantare!

 

 

 

 

 

 

 


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