#RWLion / The Dark Knight III: Master Race #6

Daniele D'urso

Dopo una lunga attesa, durata circa quattro mesi, torna The Dark Knight III: Master Race con la sua sesta sinfonia. Nel precedente antologico avevamo lasciato il Cavaliere Oscuro e l’umanità alle prese con la minaccia kandoriana, l’elitaria città in bottiglia sfuggita all’amaro destino di Krypton. Le sorti dello scontro sembrano improvvisamente essersi capovolte. La scelta di depotenziare gli alieni attraverso una pioggia acida di Kryptonite è un colpo di genio narrativo estremamente esaltante, coloro che fino a pochi istanti prima erano dei, si vedono privati dei loro poteri, ma soprattutto del loro status quo. Il cacciatore improvvisamente diventa preda stravolgendo le gerarchie della catena alimentare. Trasmutando il volere divino in mortale, Miller e Azzarello ristabiliscono l’ordine delle cose e lasciano che siano i cittadini di Gotham ad elargire il giudizio definitivo, Batman e Superman per quanto presenti sulla scena rimangono in disparte. Ancora una volta torna la considerazione dell’opinione di massa e la percezione della volontà popolare capisaldi del fumetto Milleriano. Questo numero sei non è l’ennesimo spillato celebrativo di Batman, ma un numero globale, dove la tanto agognata razza suprema viene ridotta alla normalità e ne paga le conseguenze.

Ancora una volta Dark Knight ribadisce il proprio messaggio, dimostra al mondo quanto sia eccezionale nel processo di costruzione semantica della minaccia, in assoluto il primato nel lavoro di questa terza opera è costituire un nemico credibile a livello globale e questo Master Race #6 ne diventa lo specchio. La realizzazione dell’opinione pubblica viene elaborata nei minimi dettagli e sarà proprio questa cura maniacale a portare alla luce lo straordinario cliff-hanger finale.

La mente dietro questo vendicativo progetto resta in disparte, lasciando la guida della ribellione alla sua sottoposta prediletta. Bruce Wayne invecchiando è diventato sadico, è lui stesso a raccontarci in questo numero le sue verità, propenso verso il godimento nel vedere la riuscita dei suoi diabolici piani, nella terza età della sua vita diventa più fatalista che mai, spinge fuori considerazioni ed emozioni prive di qualsiasi freno, e smaschera l’eroe in virtù della brutalità dell’uomo. Consapevole che presto sarà la sua fine Batman non cerca più di andare avanti trovando alibi ma semplicemente ama vedere il proprio nemico umiliarsi al suo cospetto, tanto da fermare Superman pronto nel mettere una fine definitiva alla vicenda.

Al centro del minicomic troviamo ancora una volta Carrie e Lara a confronto. Se sul piano fisico tra le due non c’è paragone, con la discendente delle amazzoni a farne da padrona su quello mentale Carrie dà la netta sensazione di esser maturata rispetto alla sua coetanea. Confronto che porterà  allo scontro tra Lara e Wonder Woman, sua madre che esce dall’isolazionismo di Themishira per fermare la figlia fuori controllo. Lo scontro tra le due amazzoni è toccante, avvincente e lascia il pubblico affascinato. Madre e figlia combattono alla pari senza risparmiarsi dimostrando che nonostante l’affetto, l’animo guerriero di entrambe le costringerà a non fermarsi.

In sostanza potremmo tranquillamente chiudere queste considerazioni con un semplice:

 ‘’Ci sei mancato Cavaliere Oscuro, Ben Tornato!’’


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