#RWLion / Wonder Woman: Anno Uno Parte Due

Luigi De Meo

Seconda parte del filone narrativo parallelo sulle orgini di Wonder Woman, sempre con Rucka ai testi e la talentuosa Nicola Scott ai disegni.

Greg Rucka riesce a stravolgere ricalcando la tradizione delle origini di Diana. Nel precedente episodio abbiamo visto l’adolescenza, gli amori saffici e l’addestramento della principessa amazzone (e quello di Steve Trevor) fino all’arrivo dello stesso Trevor su Isola Paradiso. In questo numero affrontano la difficile decisione di cosa fare di questi uomini arrivati nella loro terra.

Il mito (e la DC Comics) ci hanno regalato l’immagine del popolo amazzone chiuso, con qualche punta di xenofobia, nei confronti degli stranieri. Chiusura che diventa violenza quando gli stranieri fanno pipì in piedi. Rucka non cancella tutto questo, ma rende molto più umano il loro comportamento: prima ancora di reagire le amazzoni vogliono capire. Gli stranieri sono uomini, non voluti e non invitati sull’Isola, e sono guerrieri con armi terribili e sconosciute, ma sono lì per un motivo visto che solo per volere degli Dei olimpi si può arrivare a Themyscira.

L’impressione è che Rucka abbia dato più di una letta ai testi classici. Scorrendo le pagine si riescono a riconoscere le consuetudini della Xenìa (ospitalità sacra) greca:

Il rispetto del padrone di casa verso l’ospite: le amazzoni diffidano degli uomini, ma prestano le cure necessarie a Steve Trevor e si occupano dei suoi compagni morti nello schianto del loro aereo.

La consegna di un dono all’ospite: in questo caso l’aereo stesso, riparato e reso invisibile (grande citazione vintage), e Diana stessa. La principessa viene scelta come la migliore delle Amazzoni e quindi inviata assieme a Trevor come ambasciatrice nel mondo degli uomini. L’onere di questo grande onore è che se un amazzone lascia Isola Paradiso rimane in esilio per sempre.


Comments are closed.