#RWLion / Wonder Woman: Rinascita #4

Luigi De Meo

Il più grande potere di Wonder Woman non è la sua enorme forza, nè la velocità di Mercurio o la saggezza di Atena. E’ la sua immensa capacità di provare amore e compassione.

Greg Rucka sfrutta appieno questo pregio di Diana, e lo varolizza mettendole accanto (e contro) una Barbara Ann Minerva mai così bestiale e così lontana dal suo lato umano, eppure mai così vulnerabile.

Cheetah deve la sua natura al dio Urzakartaga. In cambio della sua anima l’ha resa immortale, ma il dio voleva una sposa vergine e la punizione è terribile per Barbara Ann: è la sposa maledetta del dio, trasformata in una belva che ha bisogno di carne umana per sopravvivere. Un mostro insomma, a cui Wonder Woman chiede aiuto per ritrovare Themiscyra in nome della loro amicizia perduta. Barbara Ann acconsente, ma ad una condizione: Diana deve uccidere Urzakartaga.

Uno strano Team-Up, eppure in poche pagine si riesce a sentire l’intimo legame che lega le due donne, e i tormenti interiori delle due donne. Tormenti molto diversi tra loro ma in fondo simili.

C’è finora un certo dislivello tra i due filoni narrativi. Questo, quello “ufficiale”, per ora risulta molto più interessante e ben strutturato rispetto a “Year: One” riuscendo meglio a coinvolgere il lettore, forte di una carica drammatica e di una storia già avviata.

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