#saldaPress / Alien vs. Predator – Fire and Stone

Fabrizio Mancini

Prosegue la serie Fire and Stone direttamente dal primo numero, nel 2219, ma non riprende dalle tre scienziate rimaste nella caverna di LV-223, di cui ci viene spiegata l’origine nel secondo volume, bensì dai superstiti dell’equipaggio fuggiti dai loro compagni per salvarsi la pelle, capitanati da Galgo. Tra questi c’è Francis, trattato sempre come un prigioniero dopo aver iniettato qualcosa di sconosciuto al sintetico Elden, che ora è diventato qualcosa di unico e spaventoso, e cerca Francis con grande sete di vendetta.

Beh Elden è arrivato, portando con sé gli xenomorfi suoi amici, ma non è l’unico ospite indesiderato, perché sulla nave approdano anche i predator e la resa dei conti tra Elden e Francis si troverà in un infinito fuoco incrociato.

La cosa veramente bella è che non si sviluppa un banale conflitto tra i due, la situazione è ben diversa. Il personaggio di Elden è di una bellezza infinita, i suoi sentimenti verso Francis sono contrastanti, poiché egli è il suo creatore, inoltre l’accelerante, ciò che Francis gli ha iniettato, lo fa continuamente mutare, di corpo e di pensieri, spingendolo sempre di più a cercare una sorta di pace interiore, in cerca della sua umanità nonostante la (forse) perfezione raggiunta dal suo fisico. D’altro canto Francis è quanto di più umano si possa trovare, un uomo malato che ha fatto di tutto per salvarsi da un male incurabile, e continuerà a farlo finché avrà vita e continuerà a fuggire dagli scontri tra alieni. Lo spirito di sopravvivenza e lo spirito della curiosità, insieme a rendere un personaggio che rappresenta l’umanità, considerato potente ma che in realtà non vale molto.

Per certi versi la situazione dei Predator è secondaria, il loro ingresso fa un rumore relativamente basso rispetto ai valori in gioco della storia di Christopher Sebela, difficile persino capire se sia un errore involontario o una scelta ponderata, ha poca importanza poiché da lettore non riuscirete a staccarvi da quei due personaggi così meravigliosamente congegnati.

I disegni e i colori di Ariel Olivetti sono forse i migliori della serie finora. Un tratto estremamente realistico, con delle scelte di colore, e luci, che rendono i personaggi tridimensionali e veri.

Siamo a metà, mancano Predator e Prometheus Omega.

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