#saldaPress / Guerra Bianca, di Robbie Morrison e Charlie Adlard

Mirko Tommasino

All’inizio del secolo scorso, l’uomo ha provato una delle più grandi illusioni della sua storia. L’umanità ha combattuto la Grande Guerra all’ultimo sangue, con la speranza che, al termine di essa, non ci sarebbe stato bisogno di combatterne altre. Avrebbe dovuto essere il canto del cigno della violenza, l’ultimo grido di dolore figlio del cieco desiderio di morte. Purtroppo la storia ha seguito un altro percorso, le guerre non si sono estinte e, per quanto dal calore delle nostre case possiamo immaginare che siano diverse, guerre simili (seppur su scala territoriale ridotta) esistono ancora oggi.

Guerra Bianca, di Robbie Morrison e Charlie Adlard (edito da saldaPress) è un volume emozionante, che racconta le vicende degli uomini che hanno combattuto la Prima Guerra Mondiale sul fronte italiano. Esattamente cento anni fa il sangue si mischiava alla neve sulle montagne del trentino, dove uomini sepolti sotto tonnellate di gelo e silenzio perdevano la vita, tutti con la stessa espressione sul viso. Questo volume racconta quella che viene riconosciuta universalmente come l’ultima guerra su scala mondiale combattuta all’arma bianca (con ausilio di pugnali e baionette), richiamando nel titolo anche la morte bianca(quella che avviene a causa delle valanghe in alta montagna), che segnerà una svolta nella storia narrata.

È difficile raccontare ed illustrare una storia di guerra, perché tante ne sono state raccontate fino ad oggi. Morrison e Adlard confezionano un racconto a misura d’uomo, che narra le vicende di un ristretto gruppo di soldati al fronte, raccontando le loro vite con tutta la fragilità possibile dell’umana esistenza. Non ci sono eroi ed antieroi, né vittime e carnefici. Ci sono uomini che ammazzano altri uomini, individui che si chiedono se il vero atto di pietà sia nel salvare un ferito o ucciderlo. Tutti i dilemmi morali che incontriamo durante la lettura rendono labile il confine di trincea tra i due schieramenti, mostrando la stessa disperazione e la stessa paura negli occhi di tutti i soldati. I visi non sono distinguibili, immersi in un grigio pallore che cala tutta la vicenda in una dimensione che va oltre quella raccontata. Perché la guerra porta con sé ogni cosa, lasciando alle sue spalle sono spoglie e detriti, consegnando alla memoria (così universale e assoluta) i volti e le storie degli uomini coinvolti. Riconosciamo i due schieramenti grazie alla differenzazione delle uniformi (italiane e austro/ungariche) e dai discorsi tra i soldati nei pochi momenti di quiete.

Guerra Bianca mette sul tavolo un conflitto rappresentato in due modi opposti. Da un lato la guerra di prossimità, in cui per uccidere è necessario guardare negli occhi il tuo nemico mentre la vita lascia il suo corpo. Dall’altro lato, l’utilizzo di espedienti per veicolare le valanghe a vantaggio di una fazione o dell’altra, una morte decisamente più distante e distaccata. Uomini che si trasformano in numeri e, successivamente, tornano ad essere nuovamente visi e nomi. Gli autori si destreggiano con notevole abilità con la transcalarità del conflitto, senza cadere nel banale.

Carne da cannone in guerra come corpi sepolti sotto metri di valanga, la potenza simbolica delle due calamità procede di pari passo dall’inizio alla fine della storia. Al termine della lettura non troverete tutte le risposte ai quesiti etici che vi sarete posti tra le pagine del volume, ma è giusto che sia così, perché la reazione di fronte alla guerra è talmente personale che sarebbe impossibile e riduttivo fornirne un’interpretazione universale.

Guerra Bianca, di Robbie Morrison e Charlie Adlard è un fumetto edito da saldaPress, prezzo 12.90€.


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