#saldaPress / Injection vol 2. – Recensione

Fabrizio Mancini

Injection vol 2 si focalizza su uno dei membri del team che con Maria Kilbride ha portato all’inoculazione: Vivek Headland.

Vivek è una sorta di Sherlock Holmes dalla pelle scura. Sapientemente insopportabile, cinico e geniale. Il gruppo c’è sempre, alcuni membri coinvolti in prima persona, altri meno e pian piano si scava nel team che ha creato l’Inoculazione.

Alla porta di Vivek appare un gigante della finanza ormai vecchio, con un dilemma decisamente insolito: hanno rubato il fantasma di sua moglie. Ciò non basta perché qualcuno con il gusto del macabro sta alle costole di Vivek.

Da una situazione decisamente horror del primo volume, si passa ad un crime action di investigazione, mantenendo la vena di uno scenario orripilante, ma con moderazione.

Molte scene d’azione ben costruite e ottimamente narrate dall’impeccabile Warren Ellis che lavora sulle relazioni per tessere la sua trama, il tutto con un personaggio che sembra allontanarle, ma che è ben conscio del loro valore, poiché i sentimenti sono anch’essi indizi.

Il tutto è direttamente collegato all’Inoculazione, ma parlavene sarebbe spoiler. Sappiate questo, si sta man mano delineando un’entità antagonista dall’incredibile potenziale, che senza sforzo sta creando un alone spaventoso e intrigante.

La semplicità della narrazione di Ellis è ottimamente espressa dal segno di Declan Shalvey. La figura di Vivek è pulita, senza rughe o altro, mentre gli altri portano spesso e volentieri un volto e un aspetto vissuto. Questo pone Vivek in una situazione di vantaggio, la sua impeccabilità, la sua superiorità vengono mostrate in paragone con gli altri, devastati in vari modi dalla vita. Eppure quando lo vediamo nudo (e lo si vede spesso) c’è un piccolo e magro ometto, ai limiti della malnutrizione, con le costole sempre in vista, a ricordarci che in fondo siamo sempre uomini, tema che assume un valore ancora più importante per via dell’inoculazione e di cosa sta diventando. Un personaggio che per quanto abbia molti aspetti stereotipati, è stato approfondito al pari della storia di cui è protagonista.

Anche il colore di Jordie Bellaire rispecchia questa volontà di rendere tutto semplice, vista la complessità della storia, colori leggeri ma netti, e sopratutto tanti ma dello stesso tono, rendendo la lettura dinamica.

Injection vol. 2 è edito da saldaPress.


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