#saldaPress / Nailbiter #3 : Sangue nell’acqua – Recensione

Fabrizio Mancini

Il terzo volume di Nailbiter è il volume delle rivelazioni. Non solo narrative, ma si rivela infine il vero significato dell’opera generata dalla mente di Joshua Williamson.
Ad essere precisi abbiamo solo la prima parte di questi due generi di rivelazione, sarebbe troppo facile averli tutti qui nel terzo volume.

Finch e Crane devono assolutamente scoprire cosa succede nella tremenda cittadina di Buckaroo, e Warren sarà la loro guida.
Edward Charles Warren non smette di essere il grande magnete di questa storia. In realtà nessuno dei personaggi sfigura. Ognuno ha una sua psiche bene approfondita, ma il nostro mangiaunghie sembra irraggiungibile. Per quanto possa avere degli atteggiamenti alquanto stereotipati, unisce l’oscurità di un’anima perduta a quella di una simpatica canaglia. Questi due Warren completamente opposti, si coniugano inaspettatamente bene, creando un personaggio di profonde dimensioni. A completare l’immagine di questo affascinante mostro è la storia d’amore con l’attuale sceriffo Crane, che non solo ci mostra come sia nata, cresciuta e morta la loro relazione, ma come si sia sviluppato il Warren serial killer.

Le rivelazioni su Buckaroo e le origini dei serial killer sono spettrali per quanto incomplete. La verità è ben nascosta perché farebbe impazzire tutti, non la scoprirete, ma ci andrete vicino, così vicino da sentire un gelido brivido. Perché le pulsioni che dominano questa storia, tutto il suo dolore, sono reali. Si sale si livello, si passa da un’intrigante storia di serial killer, ad un’opera profonda sul dolore e la fragilità degli esseri umani.


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