#saldaPress / The Walking Dead: Negan è Qui – Recensione

Here's Negan.
Fabrizio Nocerino

Esisteva una regola non scritta, agli inizi di The Walking Dead…non esistevano buoni o cattivi.
Esisteva l’umano, il patetico, il naturale ordine delle cose che divideva la morale in base a ció si riteneva necessario per sopravvivere.
Poi, con il #100 e l’arrivo dei Saviors, arrivó Negan.Negan1
La lunga serie scritta tuttora da Robert Kirkman e disegnata da Charlie Adlard ha esplorato gli aspetti piú bassi e logori dell’animo umano. Analizza e mostra i protagonisti posti in situazioni estreme, costretti a sopravvivere in un mondo che non aspetta altro che divorarli…letteralmente. Sa creare legami unici, improvvisamente recisi, ha saputo mostrare la speranza nel cuore di un incubo zombie.

Ma ogni uomo, donna e bambino che ha preso parola o ha inferto un colpo fatale durante la lunga epopea di Rick Grimes e del suo gruppo ha una storia alle spalle ed un futuro incerto; proprio da questo piccolo seme che accompagna la storia sin dal suo #1 é partita l’idea di raccontare le origini di Negan.

Originariamente pubblicata sulla rivista Image+la storia Negan é Qui apre gli occhi sul passato di uno dei personaggi principali della serie, il diabolico leader dei Salvatori che rese un inferno la vita delle colonie di Alexandria ed Hilltop, prima di evolversi anche lui in una figura piú politicamente complessa e piú sfaccettata, camminando sulla sottile linea che separa eroe ed antieroe
Ma, come detto in precedenza, in The Walking Dead il bene ed il male sono concetti molto relativi.

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Questo prequel, portato in Italia da SaldaPress e ovviamente firmato Kirkman / Adlard, parte in un momento imprecisato del tempo, mostrandoci un Negan decisamente piú affabile e alla mano, rimanendo comunque fedele alle caratteristiche chiave del personaggio: un gusto estremo per il sadismo, gli insulti e la volgaritá.

É sicuramente interessante scoprire un lato decisamente piú civile & umano di Negan: civilizzato, sicuramente fastidioso, irritante e certamente poco consono a relazioni di buon vicinato, ma ancora lontano dai suoi abiti tradizionali, giacca di pelle e Lucille tra le mani.

Raccontare della nascita di una figura cosí importante della serie é sinonimo con l’addentrarsi nei primi giorni dell’epidemia zombie, un evento che segna profondamente il carattere di Negan, costretto a recidere brutalmente la parte piú bella e piú dolce della sua vita pur di andare avanti e sopravvivere.

Cosí come per gli altri personaggi principali della serie, il viaggio che Negan intraprende porta delle conseguenze: fare conoscenze, uccidere zombie, ripetere ad libitum.

na costante monotonia ed un ripetersi di eventi, spesso e malvolentieri tutti finiti in un banchetto per zombie, che forgiano ancora di piú un carattere tagliente e arrogante, un trionfo di machismo e progressiva perdita di interesse nei confronti della vita umana che creeranno il Negan definitivo.

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Il lavoro di Kirkman, ad hoc per un personaggio cruciale nelle vicende di The Walking Dead, non verrá ricordato come il punto piú alto della sua carriera, né tanto meno il piú fine o memorabile; ma proprio per questo, Negan risulta vero, fuori dall’eccezionalitá che lo ha contraddistinto sin dalla sua prima apparizione di fronte a Rick Grimes ed al suo gruppo nel ciclo narrativo Something To Fear.
L’apparizione e la crudeltá del personaggio risultano motivate e vivide, con una storia a fare da supporto ad una personalitá esageratamente sadica.

L’impatto del racconto, disegnato da Charlie Adlard senza troppe finezze, fronzoli, rispecchia la crescita nera e cupa di una personalitá che vorrebbe rimanere attaccata ai lati positivi della sua vita, ma che si ritrova a doverli rivivere ed affrontare in maniera sadica e cinica, risultando spesso in una esplosione di violenza e vilipendio gratuito verso chi gli sta, volente o no, accanto.

Quella che Negan applica é la legge della giungla, la legge del piú forte: seguirla o meno fa la differenza tra la vita e la morte.

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Negan é Qui risulta una lettura piacevole che svela un tortuoso percorso di cambiamento, crescita ma soprattutto imbastardimento: Kirkman e Adlard hanno investito in una storia rischiosa che poteva non essere raccontata.

Sarebbe stato piú comodo lasciare Negan cosí com’é, un personaggio fuori dal comune di The Walking Dead che gode di uno status unico, quello dell’antieroe bastardo.
Svelarne il passato toglie un po’ di misterioso fascino, questo é innegabile; ma come giá detto, Negan risulta piú umano, piú vero e un personaggio che, adesso possiamo vedere, é partito come tutti gli altri protagonisti della serie: soffrendosopravvivendo.

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