#saldaPress / Volt: che vita di mecha #3 – Recensione

Mirko Tommasino

Raccontare la vita quotidiana del lavoratore in chiave ironica non è cosa facile, soprattutto se ci si propone l’obiettivo di farlo sotto forma di storia e non come collezione di siparietti senza soluzione di continuità. Con Volt: che vita di mecha (scritto e disegnato da TheSparker, edito da saldaPress), le risate oltre ad essere assicurate sono assolutamente coerenti alla storia narrata, senza mai apparire forzate.

Volt è il commesso di una fumetteria, tutti i giorni si scontra con clienti stranissimi (che chiunque abbiamo incontrato o impersonato in prima persona) e cerca di conservare la sua sanità mentale. Se nei primi due volumi ci è stata presentata la storia da “front office”, in cui abbiamo osservato Volt avere direttamente a che fare con gli avventori del negozio, nel terzo volume sbirciamo un po’ dietro al bancone, osservando uno spaccato della vita quotidiana del commerciante impegnato nello smaltimento dei nuovi arrivi.

Se ai lettori il rivenditore di fumetti appare come un’entità che probabilmente non esiste dalla vita in giù, sempre dietro la cassa, Volt è la dimostrazione che si tratta di un mestiere assolutamente non sedentario, ricco di colpi di scena e complicazioni stressanti, pronte a ricadere sulla responsabilità del commesso e mai riconducibili al suo merito.

Volt: che vita di mecha #3 – Pandemonio fa ridere con una punta amara, particolarmente familiare a chi ha assaporato il lato oscuro del mondo del fumetto e (in generale) della vendita di prodotti. L’autore restituisce tutta la carica ironica con disegni umoristici e personaggi sempre azzeccati nel loro essere maschere di un determinato aspetto problematico con cui fare i conti ogni giorno.

Il volume sarà disponibile a partire dal 12 maggio sulla pagina dedicata al prezzo di 2.99€.


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