#saldaPress / Volt: che vita di Mecha #4 – Recensione

Mirko Tommasino

Il nuovo numero di Volt: Che vita di Mecha è introdotto da un titolo profetico: Non è un paese per vecchi. Al suo interno viene affrontato con ironia un tema attualissimo: il ricambio generazionale tra i lettori di fumetti. La vita di Volt viene scombussolata dal ritorno in scena di alcuni vecchi “amici”, pronti a tutto pur di ricevere un trattamento di favore da parte del protagonista. I vecchi, però, una volta arrivati nella fumetteria in cui lavora Volt, dovranno scontrarsi con il loro nemico giurato: il giovane adolescente. Lo scontro è crudele, spietato, con spunti geniali e molte chicche per il lettore (che, garantito, non potrà non riconoscersi in una delle due categorie).

Stefano “The Sparker” Conte continua a tenere alta la qualità di Volt: Che vita di Mecha (edito da saldaPress). Il quarto numero va oltre i casi umani proposti già nei numeri precedenti, iniziando a proporre una spietata analisi del cambiamento dei lettori che gravitano nel mondofumetto. Tanto l’avanguardia della generazione passata è delineata sugli stereotipo degli anni ’80, tanto la nuova calza perfettaemnte sugli anni ’00.

Come finirà questo scontro generazionale? Non ci è ancora dato saperlo. Appuntamento al prossimo numero (Cuore e acciaio), in edicola dal 15 settembre.

Non è un paese per vecchi (Volt: che vita di Mecha Vol.4) è in edicola dal 28 luglio, edito da saldaPress, al prezzo di 2.99€.


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