#SergioBonelliEditore / Dylan Dog 369 – Graphic Horror Novel – Recensione

Mirko Tommasino

Durante l’intervista a Michele Masiero, il direttore editoriale della Sergio Bonelli Editore ha parlato molto chiaramente del nuovo corso di Dylan Dog. Ha specificato che la scelta del nuovo curatore (Roberto Recchioni, fortemente voluto da Tiziano Sclavi) è volta a rendere nuovamente Dylan Dog quel fumetto di rottura con tutto il resto, che non abbandona la mente (e lo stomaco) del lettore al termine della lettura.

Con Graphic Horror Novel (soggetto e sceneggiatura di Ratigher, disegni di Paolo Bacilieri, Montanari & Grassani) la testata torna ad un nuovo passato, riscoprendo a piene mani il gusto dell’orrido e della narrazione al limite tra reale e surreale che ha reso grande il personaggio. L’albo 369 della testata regolare dell’indagatore dell’incubo racconta senza mezzi termini il mondo del fumetto: i volumi, gli autori, le personalità di spicco e tutte le figure che fanno muovere la macchina fantastica dell’intrattenimento con i balloon. La storia raccontata è questa:

Il più celebre autore di fumetti d’Inghilterra si rinchiude in un bagno coperto di sangue, in fuga da chissà chi… E inizia a disegnare sulle piastrelle delle pareti una vicenda che ricostruisce quanto accaduto nei giorni precedenti, in cui chiede aiuto a Dylan Dog per indagare su una serie di efferati omicidi.

Addentrandosi nella lettura è chiaro fin da subito il contesto raccontato nel volume, che diventa, pagina dopo pagina, protagonista della vicenda. Oltre la storia personale del protagonista, c’è molto, molto altro. Paolo Bacilieri apre l’albo con una tavola claustrofobica: le caselle geometricamente ordinate che hanno invaso una città in Fun e More Fun, diventano un muro invalicabile di mattonelle in bianco e nero. Il protagonista, ancora senza nome, ha perso la memoria. Cerca di ricomporre la sua storia con gli oggetti presenti nelle sue tasche, compiendo con essi un gesto che lo identificherà come disegnatore.

Inizia a raccontare una storia. C’è un uomo, un figlio dell’anno cannibale, che sembra essere saltato fuori prepotentemente dalla copertina di Prima pagare poi ricordare di Filippo Scòzzari. È un autore di fumetti horror, chino sul suo tavolo di lavoro fino a tarda notte, con la sua musa che non approva una simile condotta da parte sua. Con la sua vicenda cambiano i disegni, torna l’orrore classico di Montanari & Grassani, che raccontano congiuntamente una storia diversa rispetto alle tavole che hanno aperto il volume.

Woolrich è il più grande autore di Graphic Novel vivente, l’esponente di spicco di un mondo di rockstar. Attraverso i dialoghi tra lui e Dylan, Ratigher racconta un mondo intero, fatto di discussioni sulla leggimità o meno di alcuni termini, edificanti o non edificanti, che separano i fumetti in categorie più o meno degne di essere definite arte.

Al lavoro di Woolrich sono legati una serie di omicidi inspiegabili che sembrano ricalcare fedelmente il modus operandi degli assassini dei suoi volumi, meccanismo molto caro alla narrativa horror. Man mano che la storia prosegue, alternandosi alla vicenda parallela disegnata da Bacilieri, facciamo conoscenza di tutta una serie di altri personaggi, maschere del mondofumetto. Dylan è al momento giusto nel posto giusto, si presenta a questi individui e impara a conoscere i vari autori e collaboratori dell’editoria che gli si parano davanti. Avanzando nella lettura, il reale cede sempre più il posto al grottesco e al surreale più estremo. Ratigher cita, tra gli altri: Neil Gaiman con Sandman (il viso parlante sul muro) e Roberto Recchioni con Orfani (il legame tra arte e cadaveri).

La vicenda culmina in un finale horror in linea con la tradizione della testata che farà contenti i fan del vecchio Dylan, chiudendo la vicenda con un controfinale che ricorda i meccanismi narrativi delle storie di Claudio Chiaverotti.

Ratigher fonde meccaniche ereditate dal passato e soluzioni narrative radicate nel presente, con una facilità e una scorrevolezza disarmante. Racconta il mondo del fumetto attuale con sincerità, affidando ai personaggi della storia l’eterna diatriba sula creatività, le reali capacità di un autore e la distinzione ipotetica tra fumetto popolare e fumetto d’autore, chiudendo la questione con un’eleganza fuori dal comune. Se le tavole di Montanari & Grassani offrono un aspetto nostalgico alla storia, Bacilieri piega il personaggio al suo stile e alla sua grammatica narrativa. Entrambi, fondono trent’anni di vita editoriale in 94 tavole piene di significato (impreziosite da un’azzeccatissima cover di Gigi Cavenago), senza esercizi di stile o vezzi grafici, culminando nell’intenso controfinale della vicenda.

DYLAN DOG – 369

Periodicità: mensile

GRAPHIC HORROR NOVEL

uscita 30/05/2017

Soggetto: Ratigher

Sceneggiatura: Ratigher

Disegni: Paolo Bacilieri, Montanari & Grassani

Copertina: Gigi Cavenago


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