#SergioBonelliEditore / Dylan Dog #370: Il Terrore – Recensione

Redazione Geek Area

Un elemento cardine della narrazione di Dylan Dog è, da sempre, il saper interpretare i tempi che corrono, ponendo talvolta il protagonista come bastian contrario del pensiero espresso dalla massa. Il Dylan Dog di Sclavi nasce come punto di rottura, volto ad attirare l’attenzione di lettori che, al termine del volume, devono continuare a percepire un senso d’inquietudine riguardo quanto appena letto.

Dall’attentato dell’undici settembre, la società ha scelto di rinunciare a molte libertà individuali in favore della protezione totale, nutrendo un enorme grande fratello guardone che osserva i movimenti di ognuno, un istante dopo l’altro. Con Il Terrore la serie regolare dell’indagatore dell’incubo focalizza l’attenzione su vicende che, sempre più spesso, trovano spazio in prima pagina sui giornali nazionali: il terrorismo e il rapporto interculturale nelle grandi metropoli assoggettate alla paura.

Secondo gli organi di informazione, diverse organizzazioni terroristiche si starebbero preparando a colpire Londra e fare strage di civili. Il panico si scatena in un istituto scolastico, dove il giovane Ahmed vi si introduce con una valigetta contenente un ordigno ad alto potenziale distruttivo!

Quella che nasce come una commedia degli equivoci, prende in prestito quel meccanismo consolidato per raccontare una storia più intensa ed ampia. C’è una vittima, una folla inferocita e una scheggia che si muove tra l’una e l’altra in una corsa contro il tempo. Il ruolo reale di ogni personaggio è chiaro fin da subito: il lettore osserva un palcoscenico di maschere della società che si scambiano grida ed insulti, tutti volti ad un solo obiettivo. Dylan è inizialmente vittima del caso, che lo coinvolge suo malgrado in un’emergenza nazionale straordinaria, che tira fuori il peggio da ogni individuo. Se la ragione della folla va per capri espiatori, Dylan non può muoversi sugli stessi binari: tiene fede ai tratti storici della sua personalità e si fa cavaliere protettore del bene, rendendo ben leggibili tutti gli elementi che caratterizzano la testata, facendo emergere il mostro vero e proprio.

Quello che a prima vista può sembrare un albo lontano dalla tradizione Dylaniata, calza perfettamente tra le storie tipo, sfruttando il trucco cinematografico del McGuffin per mandare avanti una storia che, più che raccontare un evento in sé, vuole raccontare intere categorie d’individui, molto comuni al giorno d’oggi.

Edito da Sergio Bonelli Editore, Dylan Dog 370 – Il Terrore, scritto da Gabriella Contu (al suo esordio su DYD) e disegnato da Giampiero Casertano (con la copertina di Gigi Cavenago), è dunque una fotografia molto chiara degli anni ’00 che, senza eccessivi perbenismi e patetismi nei confronti delle minoranze, sottolinea tutto l’odio ad esse destinate, mettendolo a nudo davanti agli occhi di chi lo genera.

 

 


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