#SergioBonelliEditore / Dylan Dog Color Fest 22 – Remake 2 – Recensione

Mirko Tommasino

Ritorna il Dylan Dog Color Fest con il ventiduesimo albo della collana, proponendo in novantasei tavole a colori tre storie brevi (dopo la parentesi con storia unica dello scorso “Lo Scuotibare”). L’albo, titolato “Remake 2” (la cui copertina è firmata da Mauro Muroni), ha al suo interno: Ancora un lungo addio, di Paola Barbato e Carmine Di GiandomenicoCaccia agli inquisitori, di Tito Faraci, Nicola Mari e Luca SapontiLa grande baraonda, di Fabio Celoni. Le tre storie vanno a scavare nella mitologia del personaggio, andando ad ampliare il punto di vista sulle vicende a cui sono collegate.

Trattandosi di tre storie brevi, la loro forza è nella rapidità con cui vengono raccontate dagli autori che, con maestria, riescono a riassumere in poche tavole il contesto e l’atmosfera degli albi originari, senza rendere la lettura pesante, rendendo di fatto fruibili a chiunque le nuove storie. Com’è naturale che sia, è divertente fare il gioco delle citazioni e delle strizzatine d’occhio al lettore, ma oltre questo c’è molto altro. I tre remake sono prima di tutto tre tributi ai volumi a cui sono ispirati, di ottima fattura.

In “Ancora un lungo addio”, Paola Barbato conosce a menadito il personaggio, e racconta con delicatezza la vicenda che forse è la più coinvolgente emotivamente della storia della testata, mentre Carmine Di Giandomenico (maestro dei visi espressivi) suona con delle tavole splendide una partitura onirica, che sa essere leggera ed emotivamente importante con una fluidità impressionante. “Caccia agli inquisitori” (a cui è ispirata anche la copertina dell’albo) riprende il tema della censura, alla base dell’albo originario (Caccia alle streghe), riportando al grande pubblico Daryl Zed, inserendo nella storia gli inquisitori, manifesto vivente dell’oppressione. Assieme al personaggio a fumetti, c’è anche un altro illustre ritorno, che introduce al lettore il materiale narrativo di cui si parla. Tito Faraci e Nicola Mari (con i colori di Luca Saponti) giocano con il personaggio e con la quarta parete che divide i lettori e il racconto. In poco più di trenta pagine propongono una storia sopra le righe, che va ad alleggerire i toni dell’albo. Chiude l’albo “La grande baraonda” di Fabio Celoni, che riporta l’indagatore di Craven Road nelle atmosfere di Golconda (tornato recentemente in edicola nella collana “Il Dylan Dog di Tiziano Sclavi”). Tornano il surreale, il grottesco e l’immaginifico, a bomba, con tavole che suscitano stupore e meraviglia per la loro bellezza.

Come fu per il primo Color Fest dedicato ai Remake, anche in questo caso la mitologia Dylaniata viene onorata al meglio, con tre storie brevi godibilissime, adatte per ogni palato.

Tre grandi remake per tre grandi classici dell’Indagatore dell’Incubo!

DYLAN DOG COLOR FEST

22

Periodicità: trimestrale

REMAKE 2

uscita 09/08/2017

Copertina: Mauro Muroni

Ancora un lungo addio
Soggetto e sceneggiatura: Paola Barbato
Disegni e colori: Carmine Di Giandomenico

Dylan rivive il suo primo amore, in una rielaborazione che sfocia in un imprevedibile colpo di scena.

Caccia agli inquisitori
Soggetto e sceneggiatura: Tito Faraci
Disegni: Nicola Mari
Colori: Luca Saponti

Ritorna Daryl Zed accanto al collega Dylan Dog, per combattere il mostro che si annida nelle pieghe della censura.

La grande baraonda
Soggetto, sceneggiatura, disegni e colori: Fabio Celoni

Rivisita la parata di mostruosità infernali che si aggirano per la campagna inglese in “Golconda!”.


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